Inter (col Milan) doppiata dalla Juventus in Serie A. Ora esca fuori l’orgoglio

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27 Luglio 2020, 23:17
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L’Inter chiude un’altra stagione senza trofei in Italia. Né Scudetto né Coppa Italia. L’ultima speranza per rispolverare la bacheca si chiama Europa League ma in Germania non sarà così facile alzare la coppa. Intanto il copione monotematico scritto dalla Juventus in Serie A inizia a diventare insostenibile per la Milano del calcio. Essere doppiati insieme al Milan fa già notizia da sé. È tempo di reagire. Appuntamento al 2021?

UN DECENNIO DI GAP – Mentre in Italia c’è qualcuno che prova a contare a modo suo il numero di scudetti vinti, in Cina c’è chi uno scudetto non sa nemmeno com’è fatto. La differenza tra la Juventus e l’Inter oggi è questa. A Torino si prendono il lusso di festeggiare lo scudetto numero 38 sebbene siano “solo” 36, come da sentenza del 2006. A Milano neanche fingono di essere interessati alla vicenda. Il biennio passato alla storia come “Calciopoli” ha tolto due scudetti ai bianconeri, rimpiazzati dalla vittoria della storica Serie B, e creato i presupposti per farli rinascere ripartendo (quasi) da zero. La rivoluzione juventina è iniziata dieci anni prima di quella interista, datata 2016. Anno dell’arrivo di Suning nell’orbita nerazzurra. L’Inter parte da uno svantaggio di un decennio e per ridurre il gap l’ambiziosa proprietà cinese si è affidata a Beppe Marotta. Che a sua volta ha interpellato Antonio Conte, unico elemento in grado di cambiare inerzia alla storia nerazzurra sedendo in panchina. Il resto è storia. O meglio, potrà diventarlo, con un altro po’ di pazienza.

MILANO FUORI DALLA STORIA – Guardare l’albo d’oro della Serie A oggi fa impressione. E non solo perché la Juventus può divertirsi a lanciare lo slogan per “il nono scudetto consecutivo”. (Tra l’altro, sulla questione di festeggiarlo pubblicamente meglio soprassedere. Certo è giustissimo averlo assegnato sul campo e altrettanto corretto viverlo come un trionfo meritato, ma alcuni commenti da scenario bellicoso non sono rispettosi della drammatica situazione in cui verteva e verte ancora l’Italia, e non solo). Il nono scudetto consecutivo è solo 1/4 del numero di scudetti nella bacheca bianconera. Sono 9 di 36. L’Inter ne conta appena la metà, 18. Il Milan idem, 18. Praticamente la Juventus, da sola, da ieri ha vinto lo stesso numero di scudetti di tutta la città di Milano. Se Inter e Milan unissero le proprie forze – e bacheche nazionali -, in Italia non sarebbero comunque regina. Una situazione imbarazzante per la Milano calcistica. E se l’Inter rispetto alla Juventus ha dieci anni di ritardo sul progetto tecnico, il Milan non è neanche partito per ora. Inaccettabile dopo nove anni.

MENO POTENZA, PIÙ ORGOGLIO – La differenza tra Inter e Milan si nota dal fatto che i rossoneri hanno deciso di ripartire (giustamente) dal primo allenatore preso e silurato in tempi record dall’Inter cinese. L’ottimo Stefano Pioli. Ottimo per ricostruire dalle macerie, forse anche per un piazzamento in Europa. Ma non così ottimo da dichiarare guerra all’Inter, figuriamoci alla Juventus novevoltecampioneditalia. Inter e Milan da nove anni si fanno la guerra dei poveri, raccogliendo anche meno delle briciole lasciate tra Bergamo e Napoli passando per Roma. Adesso per l’Inter è arrivato il momento di smetterla di guardare e guardarsi dietro. Il secondo posto dietro la Juventus da conquistare proprio a Bergamo dopo aver affrontato il Napoli deve essere un punto di non ritorno. E anche in caso di terzo o quarto posto dovrebbe essere così. Nessuna frenata, con Marotta e Conte l’obiettivo dev’essere raggiungere la Juventus. Batterla e superarla. Il decimo scudetto consecutivo bianconero in Serie A non può diventare una storia da raccontare. Forse in Italia la potenza di Suning serve tanto economicamente quanto mediaticamente ai piani alti, ma sicuramente in campo ora serve l’orgoglio nerazzurro perduto ormai da dieci anni. Troppi.




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