Inter, adesso devi provarci tu: è la Serie A che te lo chiede

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1 ottobre 2018, 13:38
Inter esultanza

Fallito il colpaccio del Napoli, sconfitto 3-1 dalla Juventus nel big match di Serie A giocato sabato a Torino, la prossima a dare l’assalto alla diligenza bianconera è la nuova Inter dei tanti bomber.

CHIAMATA PER L’INTER – Ammettiamolo una volta per tutte: quest’anno la Serie A è come la Serie B, un campionato dispari. Non venti squadre, ma diciannove più una. In Serie B ce n’è una che riposa ogni giornata, ma ormai anche in Serie A, ed è quella che affronta la Juventus. Sembra questo l’unico modo per godersi di nuovo il massimo campionato italiano, come fanno quelle mamme di WhatsApp che si creano un gruppo solo per sparlare senza problemi della più antipatica della classe, il che, spesso, corrisponde con la più sexy. La Juve è bella, è forte, è già scudettata, prende gol solo se regala palla agli avversari, ma lo fa come le dame settecentesche che si dipingono un neo finto solo per sembrare più belle. Tutti riponevano speranze nel Napoli, ma inutile fare paragoni con quello di Maurizio Sarri che andò a vincere a Torino l’anno scorso. Lì non c’era Cristiano Ronaldo, punto. L’unica nuvola nel luminoso cielo juventino proviene da qualcosa che non inciderà sugli aspetti sportivi, tutt’altro. L’addio a Giuseppe Marotta, non illudiamoci, prelude a nuove e più danarose manovre aziendali in ambito marketing e moltiplicazione di pani e pesci.

UNA BELLA SCORPACCIATA DI POLVERE – In quel nuvolone dove si respira la polvere della capolista vediamo però un gran bel campionato, dove tutto può accadere da una domenica all’altra. Non bellissimo quel che è accaduto a Firenze, come ben spiegato qui. Unanime il coro di disapprovazione per il gesto di Federico Cagnotto Chiesa, natiche ipersensibili al minimo sfioramento di Rafael Toloi e tuffo da medaglia d’oro, seguito da rigore riparatorio (e senza VAR!) dopo giorni di lacrime per la mano di Vitor Hugo punita giustamente (e con VAR!) a San Siro. Senza quell’episodio probabile che vedremmo come unica inseguitrice del Napoli l’Inter dei tanti goleador, come raccontato qui e qui.

ATTENZIONE A CHIAMARLA INTER DI LAUTARO – Giustissimo elogiare la prima gara del gioiello di Bahia Blanca, primo gol al primo pallone toccato, in modo anche sorprendente per un tutt’altro che gigante. Lo avevano già detto le amichevoli agostane, oggi lo ribadisce il campionato, l’Inter ha la certezza di avere fatto un ottimo acquisto, ma da qui a parcheggiare Mauro Icardi ce ne passa. Piuttosto l’interpretazione di Lautaro Martinez del ruolo di prima punta deve servire a Maurito per meglio disporsi verso la manovra di attacco tutta. Il dibattito ferve, argentini in campo insieme oppure alternativi? Ognuno dica la sua, ogni risposta è buona se la forma fisica c’è. Se Lautaro mette minuti nelle gambe (col Cagliari ha chiuso coi crampi) può offrire più soluzioni offensive, con o senza Icardi, ma soprattutto dovrà mettersi alla prova negli scontri diretti e vedere se oltre ai colpi a effetto, avrà la mentalità giusta per fronteggiare sfide molto meno tranquille di sabato scorso. Messa a posto la difesa (meglio ha fatto solo la Sampdoria, al netto del posticipo di stasera), sembrano più interessanti i rebus di centrocampo, come spiegato qui, almeno da quando nel sistema è rientrata la variabile Borja Valero. Per ora ogni soluzione sembra avere più pro che contro, anche se il Radja Nainggolan visto col Cagliari o andava fatto riposare o si stava risparmiando per il PSV Eindhoven (credibile, a giudicare da quanto mostrato in Champions League in questa e nelle precedenti edizioni, e il Liverpool lo sa).

SARÀ VERA RINASCITA? – Il derby romano ha rallentato la Lazio e rimesso la Roma tra le inseguitrici dell’Inter, ma risposte certe non ne ha date. La vittoria giallorossa è più di uomini e cuore che di strategie, e non poteva essere altrimenti. La Roma di Eusebio Di Francesco è squadra umorale, qui sta il suo limite ma anche la sua minacciosità. Si esalta coi tacchi ma fa ancora regaloni in difesa e deve capire se i tanti campioncini possono diventare uomini duri. Alla Lazio è venuto meno mister cento milioni, Claudio Lotito per ora si mangia i gomiti per non aver fatto cassa in estate con Sergej Milinkovic-Savic. Se il serbo saprà riprendersi (in fin dei conti ha un mondiale nelle gambe pure lui) anche la banda di Simone Inzaghi saprà stare al passo con le altre.

ASPETTANDO MILAN E GENOA – Prosegue l’ottimo l’avvio del Genoa, sospinto dal bomber Krzysztof Piatek, a passeggio sul povero Frosinone ultimo d’Europa, e in attesa del recupero con il Milan dei tanti falsi nueve. Senza Gonzalo Higuain i rossoneri stendono il Sassuolo con la sua stessa arma (quella mancata all’Inter nella prima stagionale): lo “sbarazzinismo” (si perdoni il neologismo), quel mix di velocità, fraseggio, spensieratezza e creatività nelle giocate individuali. La vittoria, al netto del salvataggio-miracolo di Ignazio Abate sullo 0-0 e del rigore negato a Federico Di Francesco sullo 0-2, arriva coi gol di Franck Kessié, Suso e Samuel Castillejo, forse liberati dal tappo di un super bomber che naturalmente condiziona (a volte felicemente, a volte no) le manovre d’attacco.







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