Editoriali

Ibrahimovic-Inter, i pro e i contro del possibile colpo di gennaio

Ibrahimovic e l’Inter possono davvero ritrovarsi a gennaio? Al momento sembra più una suggestione, anche se sostenuta da alcune voci di mercato, ma il ritorno dell’attaccante svedese può davvero essere utile ai nerazzurri? Analizziamo i possibili pro e i contro

Zlatan Ibrahimovic e l’Inter, una storia durata tre anni dall’estate 2006 all’estate del 2009, con tre scudetti sui quali la firma dell’attaccante svedese è stata chiara e indiscutibile. La storia è nota, nell’estate del 2009 lo svedese lascia l’Inter nella famosa operazione dello scambio col Barcellona, a Milano arrivarono Samuel Eto’o e un altissimo conguaglio, un’operazione che un anno dopo divenne l’affare del secolo: Inter che vince il Triplete, eliminando proprio il Barcellona di Ibrahimovic in semifinale di Champions League, e lo svedese che lascia i blaugrana dopo appena una stagione per tornare a Milano, sponda rossonera, a prendersi la sua rivincita guidando il Milan a strappare lo scudetto dalla maglia dell’Inter. Quasi 10 anni dopo il discorso si può riallacciare, Ibrahimovic andrà in scadenza di contratto coi Los Angeles Galaxy entro la fine di quest’anno e il giocatore è stato accostato proprio all’Inter, alla ricerca di rinforzi in attacco per una squadra che, dopo qualche infortunio di troppo, dimostra di avere la coperta fin troppo corta.

L’INTER VIGILA – Ieri l’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta non ha chiuso del tutto la porta ed è notizia di oggi che ci sarebbero già stati dei dei contatti con Raiola quindi, al netto delle differenze tra le richieste e l’eventuale offerta, l’affare si può veramente fare, ma converrebbe veramente all’Inter?

I PRO – Ibrahimovic arriverebbe a parametro zero, quindi il costo sarebbe unicamente di ingaggio, una bella notizia per una squadra come l’Inter che, per quanto ormai più libera rispetto agli ultimi anni dal punto di vista del fair play finanziario, deve comunque tenere d’occhio i conti. L’attaccante svedese inoltre darebbe sicuramente una scossa all’ambiente, è un vincente, con personalità, che se torna a misurarsi col calcio europeo dopo due anni di MLS negli Stati Uniti è perché si sente ancora in grado di fare la differenza. L’Inter, nonostante abbia fatto passi da gigante negli ultimi mesi, ha ancora bisogno di crescere dal punto di vista dell’esperienza e della personalità e da questo punto di vista l’innesto di uno come Ibrahimovic rappresenta senza dubbio un upgrade, soprattutto considerando altri nomi fatti per un eventuale nuovo arrivo in attacco. Ibrahimovic è poi senza dubbio un grande professionista, ama lavorare con tecnici dal carattere forte come Antonio Conte e si metterebbe a sua disposizione come fece a suo tempo con José Mourinho. Il rischio frizioni tra i due classici “galli nel pollaio” ci sarebbe, ma la smodata voglia di vincere che contraddistingue i due rappresenterebbe un punto in comune su cui fare forza per il bene di tutta la squadra. C’è infine un aspetto tecnico, Ibrahimovic è un giocatore con caratteristiche fisiche e tecniche uniche, conosce alla perfezione la Serie A e sarebbe quell’uomo capace di vincere la partita da solo che a volte manca all’Inter, inoltre sarebbe in grado di intendersi sia con Lautaro Martinez che con Romelu Lukaku diventando una preziosa arma tattica a disposizione di Conte.

I CONTRO – Non è tutto rose e fiori in quanto, dopo aver analizzato i pro, ora bisogna passare ai contro. Lo scetticismo principale, non solo per chi scrive ma, a quanto pare, anche per la dirigenza nerazzurra, è legato all’età. Ibrahimovic ha appena compiuto 38 anni ed è lecito chiedersi se a quest’età, dopo un grave infortunio subito qualche anno fa e dopo due anni passati nella MLS statunitense, il giocatore sia ancora in grado di riadattarsi ai ritmi del calcio italiano ed europeo. Secondo le indiscrezioni Ibrahimovic chiede un contratto di due anni e mezzo con un ingaggio di circa 6 milioni, sono numeri importanti per un giocatore che, per quanto integro, resta tutto da riverificare nel calcio europeo. Inoltre c’è un discorso di personalità, il suo carattere dirompente da una parte è un punto di forza, dall’altra rischia di essere una fonte di guai: Ibrahimovic nel 2006 fu inserito in uno spogliatoio già formato, con già i suoi leaders riconosciuti e le sue personalità. In questa Inter troverebbe uno spogliatoio i cui equilibri si sono ricomposti solo in estate dopo la spietata “purga” targata Conte e Marotta che ha fatto fuori i vari Icardi, Nainggolan e Perisic, l’inserimento di un carattere come quello di Ibrahimovic darebbe senza dubbio una scossa e in questo momento non possiamo sapere se negativa o positiva. C’è infine un discorso tattico in quanto è pur vero che, come affermato sopra, Ibrahimovic potrebbe intendersi bene sia con Lautaro Martinez che con Lukaku, ma bisogna anche considerare che il suo innesto potrebbe ostacolare o rovinare l’intesa tra i due che, per quanto visto ieri contro il Sassuolo, sta nascendo e ha ampissimi margini di miglioramento.

ALL’INTER LA SCELTA – Pesando i vari pro e contro al momento la situazione sembra essere quella di un pareggio. Saranno l’Inter e Antonio Conte a dover prendere le decisioni, Ibrahimovic dal canto suo sarebbe ben disposto a tornare a Milano, solleticato dalla possibilità di fare l’ultima impresa della sua straordinaria carriera. Le condizioni non sono impossibili, basta mettersi d’accordo con Raiola che non è mai un cliente facile, ma i rapporti con la società Inter sembrano al momento cordiali, il discorso quindi immaginiamo sia più tecnico e tattico che economico. Non si sa come verrebbe accolto Ibrahimovic da una tifoseria con cui a suo tempo non si lasciò benissimo, ma il calcio è fatto anche di queste cose e su una cosa siamo sicuri: conoscendolo, se tornerà, gli screzi del 2009 se li è messi abbondantemente alle spalle e una volta reindossata la maglia nerazzurra farà di tutto per fare ciò che gli riesce meglio, segnare e vincere. In tal caso, se ci riuscirà, nessuno ricorderà più i gesti poco eleganti degli ultimi mesi del 2009 e il ritorno al Milan di due anni dopo.

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