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Eriksen opzione o disperazione? Conte sa di avere un altro 10 nell’Inter

Eriksen si è ripreso l’Inter in maniera definitiva? Difficile dirlo ora ma i segnali che arrivano dal Derby di Milano sono confortanti. Conte finalmente dimostra grande coerenza tra parole e fatti. Le dichiarazioni trovano verifica con l’azione in campo. La seconda parte di stagione nerazzurra può iniziare con l’uomo in più

FIDUCIA RITROVATA – L’ingresso in campo di Christian Eriksen nel finale di una partita che sarebbe potuta andare ai supplementari non è casuale. Come non è casuale che l’abbia decisa proprio lui con il suo marchio di fabbrica per eccellenza. Il calcio di punizione dal limite dell’area di rigore. Le belle parole spese al termine di Inter-Milan per il centrocampista danese lasciano il tempo che trovano. Che Antonio Conte si sia convinto a considerarlo parte integrante del gruppo nerazzurro è noto da giorni (vedi articolo). Così come è risaputo che l’Inter non può regalare Eriksen non potendolo neppure sostituire numericamente, oggi. Il danese chiedeva considerazione e ha sempre risposto presente, in tutti i ruoli in cui è stato schierato. E visto che sta per iniziare la seconda parte di stagione, quella conclusiva, avere l’uomo in più è un bene. Non solo per il centrocampo. In attesa che il mercato sia chiuso anche ufficialmente, guai a fidarsi troppo…

ALTRO CHE N.10 – Aver accettato l’opzione Eriksen regista, per far rifiatare Marcelo Brozovic – ma in alcune occasioni anche per sostituirlo dal punto di vista tecnico -, è un punto a favore di Conte. Che ha messo da parte il progetto trequartista. Non c’entra tanto Eriksen quanto la convinzione che nella rosa dell’Inter ci sia un solo profilo in grado di giocare in quel ruolo. Ed è Alexis Sanchez, che agisce da regista alto (e non vede la porta come gli altri due attaccanti utilizzati da Conte…). Da non considerare Stefano Sensi, che vive una stagione parallela e neppure Conte può farci affidamento. Ecco perché la mossa Eriksen nel finale del Derby di Milano non può essere considerata della disperazione. Per Conte è un’opzione in più che sa di poter sfruttare tanto dall’inizio quanto a partita in corso. I ritmi scanditi dal danese sono altri, così come la visione di gioco. E il piede non lo scopriamo di certo grazie alla bellissima punizione che ha portato l’Inter in semifinale di Coppa Italia. Inoltre, il classe ’92 danese potrà dare il suo contributo anche da mezzala nel 3-5-2 contiano. Il 2021 in Italia può essere l’anno dell’Inter di Conte. E di Eriksen.

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