Da Chievo-Inter a Inter-Genoa, alfa e omega di un decennio rivoluzionario

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26 Dicembre 2019, 14:02
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Tra pochi giorni andrà a concludersi un decennio che, per i tifosi nerazzurri, è stato un’altalena di gioie e dolori. Da Chievo-Inter del 6 gennaio 2010 a Inter-Genoa del 21 dicembre 2019, sono cambiate diverse cose. Altre, invece, sono rimaste uguali. Alfa e omega di un decennio a tinte nerazzurre, tra differenze e analogie.

APERTURA – Il decennio 2010-2019 è pieno di emozioni contrastanti per i tifosi dell’Inter. Tante sconfitte, tante delusioni, certo. Ma anche i trofei arrivati subito tra il 2010 e il 2011: Champions League, il quinto Scudetto consecutivo, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Un decennio calcisticamente iniziato il 6 gennaio 2010 con Chievo-Inter. Alle ore 12.30 la squadra allora allenata da José Mourinho scese in campo nella prima partita della Serie A di quell’anno solare, trovando la vittoria che consegnò il titolo di “Campioni d’Inverno” ai nerazzurri. I punti conquistati? 42, proprio come quelli ottenuti dall’Inter di quest’anno con ancora due gare però da giocare prima del termine del girone di ritorno. Quel Chievo-Inter finì 0-1 grazie alla rete di Mario Balotelli, in una gara che segnò anche il ritorno di Goran Pandev in nerazzurro dopo l’esperienza alla Lazio. Lo stesso Pandev che in Inter-Genoa, ultima partita del decennio nerazzurro, è tornato a San Siro da avversario ma senza poter scendere in campo causa squalifica dopo la partita contro il Lecce. Quella sfida del gennaio 2010 segnò anche un brutto episodio, ovvero il terribile infortunio alla testa subito da Cristian Chivu per uno scontro di gioco con Sergio Pellissier, dopo il quale il difensore rumeno decise di scendere sempre in campo con un casco protettivo alla testa. La formazione di quel match era la seguente: Julio Cesar in porta; MaiconLucio, Ivan Cordoba e Chivu (sostituito poi da Marco Materazzi) in difesa; Patrick Vieira (all’ultima partita in carriera con i nerazzurri, prima di trasferirsi al Manchester City) e Javier Zanetti a centrocampo; Balotelli, Wesley Sneijder e Pandev sulla trequarti; Diego Milito in attacco.

CHIUSURA – L’omega del decennio è rappresentata invece, come detto, da Inter-Genoa, sfida andata in scena a San Siro soltanto pochi giorni fa. Innanzitutto le due analogie più evidenti: entrambe vittorie, entrambe con zero gol subiti. Un trionfo che, come anticipato prima, ha permesso alla squadra di raggiungere i 42 punti ma non il titolo di campioni d’inverno, dal momento che mancano ancora due giornate prima della fine del girone di andata. A differenza della squadra allenata da Mourinho, però, quella di Antonio Conte non ha più la possibilità di ottenere l’ambito Triplete vista l’eliminazione subita dalla Champions League in un girone di ferro contro BarcellonaBorussia Dortmund Slavia Praga. Anche se è ancora in palio la versione con l’Europa League al posto della Champions. Questa la formazione invece dell’ultima partita del decennio, ovviamente totalmente diversa rispetto da quella di apertura: Samir Handanovic in porta; difesa a tre con Milan Skriniar, Stefan de Vrij e Alessandro Bastoni; centrocampo a cinque con Antonio Candreva e Cristiano Biraghi sugli esterni, Matias VecinoBorja Valero e Roberto Gagliardini al centro; Romelu Lukaku e Sebastiano Esposito in attacco. Una delle analogie che salta all’occhio è la presenza in campo di un giocatore proveniente dalle giovanili, ovvero Balotelli nel 2010 ed Esposito nel 2019, entrambi in gol. Differenti invece i moduli utilizzati dai due tecnici che hanno aperto e chiuso il decennio: dal 4-2-3-1 di Mourinho al 3-5-2 di Conte. Filo conduttore? Zanetti, nel 2010 capitano di un’Inter in grado di vincere tutto e nel 2019 in dirigenza, in qualità di vicepresidente. Una vita in nerazzurro per colui che – almeno negli ultimi 25 anni – è una delle icone principali dell’interismo.

NUOVO CORSO – Il cambiamento più grande tra i due momenti, però, è sicuramente a livello societario. Il 2010 rappresenta infatti uno degli ultimi momenti d’oro della gestione Massimo Moratti, che lasciò poi nel 2013 la società nelle mani di Erick Thohir. Il quale, a sua volta, nel 2016 consegnò il club nelle mani di Suning e della famiglia Zhang, dando così via al nuovo corso nerazzurro. Dal padre Jindong al figlio Steven, nuovo presidente nerazzurro da poco più di un anno. Il nuovo decennio si aprirà sempre il 6 gennaio, sempre in trasferta, al San Paolo contro il Napoli di Gennaro Gattuso. Nella speranza di poter raccontare tra dieci anni la chiusura di un decennio iniziato con successi importanti, come fu in quel magico 2010.




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