Thohir truffato da Mancini: Inter affidata a Nuciari! E Icardi…

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5 febbraio 2016, 00:00
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Ventinovesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo la vittoria di misura contro il ChievoVerona, la decima per 1-0. In casa Inter non si placano le liti: dopo Mancini-Icardi, ecco Thohir-Mancini. Il numero uno dell’Inter, indispettito dalla tentata truffa, prepara il cambio in panchina: già contattato l’allenatore che sostituirà il tecnico jesino, anche se alla guida in realtà ci sarà una coppia

DECIMO 1-0, ARRIVA IL PREMIO – L’Inter torna alla vittoria, ma contro il ChievoVerona – che denuncia il fatto con l’allenatore Rolando Maran – non va oltre l’1-0. Ennesima dimostrazione della sterilità offensiva di questa squadra, che sta disgustando gli esteti del calcio sia quando perde sia soprattutto quando vince  – di Misura, perché con Pirelli ancora manca l’accordo -, a tal punto da essere definita non più Pazza Inter, ma Inter Malata. Non è così per l’Inter, che con il decimo bollino da 1-0 completa la raccolta iniziata ad agosto: a essa vanno una trapunta, un set di pentole in acciaio inox 15-18/10 First World War Special Edition e delle forbicine dalla punta arrotondata minuziosamente realizzate da Giovanni Muciaccia. Al raggiungimento del quindicesimo 1-0 stagionale si otterrà finalmente il tris di premi tanto sognato: bicicletta con cambio “Shimano”  per i portieri (Samir Handanovic già si frega le mani, Tommaso Berni si frega semplicemente le bici) e “Shipiede” per i giocatori di movimento, due padelle antiaderenti di 28 cm di diametro (30 cm sul piano cottura, ndr), un trolley da viaggio per continuare a trollare il campionato anche in trasferta. A quota 20, invece, ad Appiano Gentile arriverà direttamente Giorgio Mastrota in qualità di mental coach. Ruolo fondamentale il suo, viste le crisi nervose patite dai nerazzurri, in particolare dal tecnico Roberto Mancini, che: prima denuncia Maurizio Sarri per omofobia, poi accetta le sue scuse; prima denuncia Mikaela Calcagno per milfologia, poi le invia dei fiori a casa; prima offende la sua squadra perché non sa segnare, poi le fa segnare (solo un gol, solo uno!). Un allenatore in crisi, non c’è che dire.

THOHIR TRUFFATO, RIVOLUZIONE IN ARRIVO – Il pensiero principale in casa Inter non è ovviamente la vittoria contro il Chievo, che non serve a nulla. Su tutti i giornali – sia cartacei sia cartigienici – non si parla altro che della truffa realizzata ai danni dell’Inter e in particolare ai danni del Presidente nerazzurro, Erick Thohir. Truffa tentata, truffa evitata, ma pur sempre truffa. Per chi non ne fosse a conoscenza, ecco un breve riassunto: l’Inter cerca un nuovo sponsor; Adriano Bacconi – ex Topo Gigio dello staff di Mancini – contatta un suo fidato amico Valerio Lattanzio, nipote di un noto imprenditore di un’industria casearia; i due portano all’Inter una stratosferica offerta da parte di Etihad Airways, fatta di milioni di euro e giocatori pronti a prendere il primo volo (Ryanair, dettaglio importante) verso Appiano Gentile; alla fine Bacconi è stato allontanato dall’Inter, Lattanzio è ancora ricercato, mentre l’Inter si trova senza soldi, senza sponsor e senza allenatore. Sì, perché Thohir – fan accanito del sillogismo – ha fatto due più due: 1. Mancini ha voluto Bacconi all’Inter; 2. Bacconi ha provato a truffare l’Inter; allora Mancini ha provato a truffare l’Inter, in questo caso sotto forma di Thohir. Ore contate in casa Inter: è atteso l’annuncio del licenziamento di Mancini, che da domani tornerà a fare quello che gli riesce meglio. No, non la checca isterica, bensì il maestro di quarta elementare (perché in quinta non è mai arrivato) di mattina e l’imitatore degli elefanti la sera. Mancini, comunque, non sarà l’unico a pagare: dopo Marco Fassone, trema anche Michael Bolingbroke.

MANCINI ESONERATO, SQUADRA A NUCIARI – In occasione di Inter-Chievo, infatti, è andata in scena la prima Inter senza Mancini. Mi raccomando, non credete né al giudice sportivo né alla coppia Bacconi-Lattanzio: Mancini non era squalificato, ma è finito in tribuna come un Martin Montoya qualsiasi perché Thohir aveva già percepito la puzza di bruciato legata alla truffa in salsa araba(cconi). Senza Mancini, inoltre, l’Inter gioca meglio e vince. Vince 1-0 sì, ma poteva tranquillamente vincere 8-0 se solo avesse concretizzato tutte le occasioni avute. Se poi ci si mette anche il portiere del Chievo, tale Andrea Seculin (poco se, ma molto culin), allora va benissimo l’1-0 finale. Che l’Inter abbia giocato bene per la prima volta, comunque, è sotto gli occhi di tutti i critici, ma soprattutto dei tifosi interisti, che ora invocano a gran voce il nome di Giulio Nuciari, l’allenatore della svolta: con lui in panchina l’Inter non ha mai perso, né mai pareggiato né subito reti. Quella di Nuciari è una Grande Inter, che sa solo vincere e lo fa senza concedere nulla agli avversari: media invidiabile la sua, che è già stato soprannominato “The Nuciar One”. L’allenatore di Piovene Rocchette, città famosa per la produzione di acqua piovana in bottiglia – particolarmente apprezzata dalle Miss Italia, che fanno plin plin, ma non da Walter Mazzarri -, è pronto a diventare il nuovo allenatore dell’Inter, coadiuvato dal fido Sylvinho. Caso curioso il suo: il brasiliano va in panchina senza patentino da allenatore, usa la macchina senza la patente di guida e vive in Italia senza permesso di soggiorno, né di sala pranzo e cucina. Un vero fenomeno: farà carriera, in Italia.

ICARDI VIA, MA SA ANCHE SEGNARE – Tornando alle questioni di campo, a decidere la partita contro il Chievo è stato un gol di Mauro Icardi (qui il video ripreso da bordo campo), indicato da molti anche come il migliore in campo insieme ad Alex Telles. Strano. Ha segnato proprio quell’Icardi scarso? Quello che non aiuta la squadra? Quello che non si sbatte in campo? Quello che pensa più a colpire di sciabola che di altro? Quello che ha rubato la moglie all’amico Maxi Lopez? Tutto molto strano. Icardi ha segnato il suo nono gol stagionale, nonché il cinquantesimo in Serie A a quasi 23 anni, ma per l’Inter resta un problema. Perché segna troppo poco, non aiuta la squadra, non si sbatte in campo, bla bla bla, Wanda Nara, tatuaggi, modello, orologi, bella vita, gné gné gné, Valerio Staffelli di qua, non è forte come Gonzalo Higuain di là, non è casto come Paulo Dybala di bà, non è decisivo come Lionel Messi ed è dunque un bad boy o un toy boy, in pratica un bad toy boy: insomma, Icardi è un esempio negativo. Il rapporto tra Icardi e l’Inter è incrinato a causa dello scontro con Mancini, soprattutto dopo le ultime voci emerse dallo spogliatoio e riportateci da un emissario di Etihad: “L’altra sera in discoteca Icardi ha riferito ai compagni di squadra: ‘Quando Mancini ha detto che il gol sbagliato da me lo avrebbe segnato anche lui a 50 anni forse aveva ragione, ma non considera che io a 50 anni allenerei meglio di lui…”. Da qui lo scoppio della nuova #CrisiInter: l’allontanamento di Mancini (in favore del duo Nuciari-Sylvinho) è l’unico modo per trattenere Icardi fino a fine stagione, poi andrà via. Perché è scarso, anche se ogni tanto – quando non viene bullizzato dai difensori avversari – si ricorda addirittura di saper segnare.

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