Povia shock: “Inter, Mancini era gay e adesso sta con…”

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21 gennaio 2016, 00:00
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Venticinquesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo la vittoria in casa del Napoli che decreta il passaggio in semifinale di Tim Cup. Nonostante il risultato del campo, a far discutere è il coming out forzato di Mancini, che viene smascherato dal collega Sarri. E c’è un retroscena: a svelarlo ci pensa il cantautore Povia. Nella bolgia riappare anche Moggi

NB – Istruzioni per l’uso: si consiglia la lettura di questo articolo alle sole persone dotate di ironia e soprattutto a quelle non razziste e/o omofobe. Razzisti e omofobi sono pregati di farsi una cultura prima di mettere bocca su un argomento serio, anche se trattato ironicamente (come in questo caso). Tutto quello che leggerete potrebbe ripercuotersi sulla vostra salute. Buona fortuna!

SARRI DIXIT – I tifosi dell’Inter esultano per la vittoria allo Stadio “San Paolo” di Napoli: termina 0-2, semifinale di Tim Cup conquistata, ma l’ordigno è pronto a esplodere. L’ordigno, infatti, esplode dopo il secondo gol, quando Maurizio Sarri pensa sia arrivato il momento di far fare coming out al collega nerazzurro: è il primo esempio nella storia mondiale di coming out indotto. Il labiale di Sarri è inequivocabile: Sei un frocio! Anzi, un finocchio!. Inutile presentarsi davanti alle telecamere tentando di cambiare virgolettato: “In realtà ho detto a Higuain ‘Mannaggia, l’incrocio! Alti, tenetelo d’occhio!’ riferito a Ljajic, che poi infatti è andato a segnare, maremma maiala…”. In effetti Adem Ljajic segna un gran gol e poi va a esultare abbracciando Stevan Jovetic, che aveva fatto rete in precedenza: tutto un po’ frocio, tutto un po’ finocchio. Sicuramente avranno seguìto le direttive del loro tecnico. Ha ragione Sarri, suvvia: l’è una hosa molto poco virile. Giustificato, dunque, il disgusto nazionalpopolare, che tra l’altro è sbarcato anche all’estero, facendo un’esemplare pubblicità al mondo del calcio italiano. Lo stesso Cristiano Malgioglio si indigna dopo la vittoria dell’Inter: “Mai vista una vittoria così gay in vita mia”.

MANCINI SPIA – Nei confronti di Roberto Mancini volano pesanti accuse da tutta Italia, in particolare da Napoli, dove la città si spacca in due fazioni: da una parte c’è chi crede che Mancini sia gay, dall’altra c’è chi non capisce il significato di gay ed è sicura che Mancini è semplicemente frocio e finocchio. Da qui la nascita di “Spaccanapoli“: è colpa di Mancini, prima c’era “Napolintera”. Tornando alle fazioni, entrambe accusano Mancini di tanti misfatti: anti-omertà, mancanza di rispetto, mania di protagonismo, vigliaccheria, esagerazione, mistificazione della realtà, invidia, maschilismo, istigazione al suicidio e altro ancora. In particolare, l’accusa principale è quella di essere una spia per aver riferito davanti alle telecamere le parole di Sarri. Parole che, da regolamento ufficiale della cultura partenopea, non potevano essere dette in quanto appartenenti al patrimonio tosco-napoletano del Sig. Sarri. Cito l’articolo 90 bis del suddetto regolamento, redatto con l’aiuto del sommo Lino Banfi: “Chi fa la spia, non è figlio di Maria. Chi fa lo spione, è mezzo ricchione. Occhio, malocchio, sei frocio e finocchio. Ecco perché le parole di Sarri non solo sono giustificate, ma sono anche fedeli alla legislazione vigente.

MOGGI CONDANNA – A gettare benzina sul fuoco ci pensa Luciano Moggi, che punta il dito contro Mancini: “Prima di Calciopoli Mancini – insieme all’Inter, Telecom e Pirelli – mi spiava. Per me è stato un trauma, non potevo neanche fare telefonate agli arbitri per taroccare le partite. Una volta, ricordo, mi accorsi che Mancini mi stava spiando mentre contrattavo con Gianluca Paparesta. Mi mise talmente a disagio che chiusi l’ex arbitro nello spogliatoio… E’ una vergogna questa cosa, Mancini è uno spione. Deve pagare!”. Vedremo se anche questa volta il giudice darà ragione a “Don Luciano”, come già avvenuto nelle precedenti occasioni. Intanto da Napoli il fruttivendolo di fiducia di Moggi fa sapere che, non potendo acquistare partite, l’ex Direttore Generale della Juventus è finito per dedicarsi all’acquisto di frutta e verdura: in mattinata avrebbe comperato 3 chili di Mancini pagandoli con buoni pasto svizzeri (qui la foto che immortala l’offerta del giorno). Un bel modo per ripartire: dal calciomercato al mercato ortofrutticolo.

POVIA CANTA – Sulla questione è intervenuto anche il cantautore Giuseppe Povia – al secolo Giuseppe Maria e Gesù Povia -, noto al pubblico italiano per successi quali “I bambini fanno ohh” e “Vorrei avere il becco”, ma apprezzato anche da quello straniero grazie ai capolavori “The children make ohh” e “Other children also make ihh and uhh”. In vista di Sanremo 2016, Povia presenta un testo scritto appositamente per il coming out di Mancini. Il titolo è inequivocabile: “Roby era gay“. Il testo, ovviamente, non lascia spazio a dubbi: “Roby era gay e adesso sta con altri sei… Roby frequenta Kondogbia e Melo, Roby dice voglio un altro uomo!”. Inoltre, lo stesso Povia svela un retroscena di mercato: “Nella sua prima esperienza all’Inter Mancini ha voluto Patrick Vieira in mezzo, quest’estate ha chiesto Yaya Touré, ma si è accontentato di Geoffrey Kondogbia… Per gennaio Mancini vuole N’Koulou dall’Olympique Marsiglia, non Rolando!”. Ci mancava solo questa ora: dopo l’Inter brutta, ecco l’Inter gay! E il bello è che c’è chi crede che sia la prima sia la seconda siano motivo di offesa e inferiorità… #CrisiInter questa volta ha raggiunto un livello troppo alto: quella dell’ignoranza a 360° (ma alcuni preferiscono fermarsi a 90°).

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