Mancini chiede la rettifica del risultato: Juve 0 – Inter 2

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1 marzo 2016, 00:00
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Trentatreesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo la sconfitta in casa della Juventus. Non è la sconfitta in sé a far discutere, quanto tutta la settimana che ha portato alla partita: 4 tappe che sfociano nella #CrisiInter totale, dato che il prossimo impegno stagionale sarà nuovamente contro la Juventus. Intanto, però, Mancini attende il responso: la sua Inter ha vinto 2-0 a Torino!

NB – Istruzioni per l’uso: si consiglia la lettura di questo articolo alle sole persone dotate di ironia, anche se questa volta è ridotta ai minimi termini perché troppa è la rabbia per la sconfitta di Torino e per come è arrivata. Tutto quello che leggerete potrebbe ripercuotersi sulla vostra salute. Buona fortuna!

DENUNCE – E’ stata una settimana particolare quella che ha portato alla “Crisi Inter” odierna: la settimana di Juventus-Inter non va ricordata solo per il 2-0 maturato allo “Juventus Stadium”, ma per tutto quello che ha preceduto la partita. La presenza di José Mourinho voluto a San Siro da Massimo Moratti ha destabilizzato l’ambiente? Troppo poco. In aggiunta è stata necessaria la notizia shock su Erick Thohir, pronto a cedere le sue quote dell’Inter – vicina al fallimento – ai cinesi, ma non intesi come i miliardari cinesi, bensì quelli che hanno un piccolo ristorantino etnico in qualsiasi quartiere italiano. Ma neanche questo bastava ed ecco la perla: Michael Bolingbroke denunciato. Non si è capito ancora per cosa, ma a quanto pare non c’entrano né minorenni né nipoti di Mubarak. In pochi giorni l’Inter viene attaccata da più parti e su più piani, ma la motivazione è di quelle valide: “Non si è detto che l’Inter ha la miglior difesa del campionato? Ah, aveva?”. Adesso sì che l’Inter può prepararsi con tranquillità ad affrontare la Juventus: Crisi Inter al 25%.

COMUNICATI – “A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” sosteneva qualcuno su un libro di Fisica del Liceo. Siccome quel qualcuno non fa parte della redazione della “Gazzetta dello Sport“, inutile citarlo: non sarebbe credibile, fonte troppo scarsa. Siccome due azioni sono arrivate, ecco anche le due reazioni: prima l’Inter smentisce che Thohir vuole cedere le sue quote, poi smentisce la denuncia per Bolingbroke. In realtà nei due comunicati ufficiali dell’Inter viene detto – ma non scritto, per non sprecare troppi caratteri – che Thohir non vende perché nessuno vuole l’Inter, mentre Bolingbroke non viene denunciato perché nessuno sa scrivere il suo nome in maniera corretta. Un paio di denunce, infatti, sono arrivate a Michel Bowlingbrooke, che ha già chiesto una riduzione della pena come Geoffrey Kondogbia, che ha giocato talmente bene contro la Juventus da togliere visibilità all’amico Paul Pogba. Per la cronaca: dopo Juventus-Inter la valutazione di Kondogbia è schizzata da 0 a 2 milioni, quella di Pogba è scesa da 125 milioni a 124,99 milioni. Periodici. L’immediatezza dei comunicati ufficiali in casa Inter consolidano la tranquillità che si respira a poche ore da Juventus-Inter: Crisi Inter al 50%.

SCONFITTE – E si arriva allo “Juventus Stadium”: tutto pronto per Juventus-Inter. Da una parte i padroni di casa con i rispettivi tifosi, dall’altra l’Inter e al massimo qualche seggiolino vuoto. Nel mezzo ci sarebbe l’arbitro Gianluca Rocchi che – vedendo perfino Danilo D’Ambrosio (ex capitano del Torino, saranno contenti i suoi vecchi tifosi) schierarsi dalla parte della Juventus – a fine gara sveste la tradizionale casacca arbitrale e fornisce l’assist ad Alvaro Morata per il 2-0. Joao Miranda non ha ancora realizzato cos’è successo e in mattinata avrà la prima seduta dallo psicologo per farsi aiutare: “Morata mi ha fatto fallo e gli hanno dato il rigore? Se le cose funzionano al contrario, allora l’Inter ha vinto 2-0?”. Dimentica – Miranda – che il primo gol è opera di D’Ambrosio, che riesce a far gioire in prima persona addirittura Leonardo Bonucci, quindi ogni discorso viene invalidato. Alla fine è 2-0, che si aggiunge al 3-0 maturato nell’andata di Tim Cup e mercoledì sera andrà in scena il ritorno, giusto per ricordare all’Inter con che tranquillità si affrontano le partite contro la Juventus: Crisi Inter al 75%.

SCUSE – Si conclude il percorso con l’ultima tappa, quella richiesta dai tifosi dell’Inter, ma che arriva a fatica. A fatica perché Roberto Mancini – il principale artefice del crollo nerazzurro – non si presenta davanti alle telecamere perché senza voce. Gli dicono che non deve parlare, ma solo mimare: si dice senza mani. Mancini è senza voce, ma per qualcuno è senza palle. Mancini ha la febbre, ma per qualcuno ha le ore contate. Mancini è influenzato, ma per qualcuno è incompetente. I tifosi non credono a nulla: sta di fatto che parlano Javier Zanetti e Piero Ausilio, che fanno il buono e il cattivo tempo. Il primo è morbido, il secondo è duro. Il primo vuole celare la crisi, il secondo l’ufficializza. Persone vicine a Mancini, però, rivelano un clamoroso retroscena: Mancini rivendica la vittoria per 2-0. Motivazioni shock: Ho messo l’Inter a specchio con la Juventus, è giusto che anche il risultato venga specchiato! Juventus 0 – Inter 2 e tutti a casa, olè!. A fine serata è tutto chiaro: è Crisi Inter al 100%. 100, come i milioni (di lire) offerti a Diego Pablo Simeone! Stavolta l’ironia si fa anche da parte: i titoli (reali) sulla crisi nerazzurra sono già pronti per essere stampati, se qualcosa non cambierà verremo risucchiati da una #CrisiInter di fine stagione.

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