Inter umiliata a Chiasso, Mancini ne mette tre fuori rosa

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11 ottobre 2015, 00:00
crisi inter

Sesto appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, questa volta in Special Edition dopo l’amichevole Chiasso-Inter. Sembra impossibile, ma anche stavolta si riesce a trovare materiale interessante che vada a colpire la società nerazzurra in un periodo di sosta forzata: inaccettabile la sconfitta di Chiasso, vergognoso l’atteggiamento di Mancini in panchina, assurda la gestione di tre nuovi acquisti già bocciati e infine scoppia il caso Berni

CHIASSO ASSORDANTE – Ci si aspettava tanto dall’attesissima sfida dal sapore europeo organizzata appositamente dall’interista Fabio Galante, Direttore Sportivo dei padroni di casa, per far sì che l’Inter potesse tornare alla vittoria dopo la sconfitta contro la Fiorentina e il pareggio di Genova. Menù ricco, c’era tutto per vedere uno spettacolo degno: Chiasso contro Inter, Svizzera contro Italia, Mihajlovic contro Mancini, Kovacic contro Melo, Galante contro Scortese, Chiasso contro Silenzioso. E invece no. L’Inter incappa nell’ennesima umiliazione stagionale. Un’ulteriore mortificazione per la squadra nerazzurra, che sperava di dimenticare le vergognose prestazioni della Pechino Express Cup estiva, del Trofeo Tim e soprattutto del derby lombardo contro il Lecco. Dopo il 3-1 in favore del Chiasso, l’Inter non può neanche leccarsi le ferite. Al massimo può tapparsi le orecchie per non sentire il chiasso assordante che c’è intorno all’ambiente nerazzurro, ma non è questo il modo ideale per superare una crisi ormai alla deriva. Prestazione da Lega PRO – e ci tengo a ricordare che il Chiasso gioca nella Serie B svizzera -, mai una giocata degna del nome Inter. Il gol lo segna Mauro Icardi, ma se al suo posto ci fosse stato Maxi Lopez ne avrebbe fatto sicuramente tre e sarebbe finita almeno in pareggio: le statistiche le fa Wanda Nara. Per il resto, non si salva nessuno. Il Milan, nel frattempo, dopo aver stravinto i derby estivi, vince anche contro il Monza per tre reti e zero e si porta a 26 punti in campionato, staccando l’Inter di dieci lunghezze. E tra poco più di una settimana ci sarà un nuovo scontro diretto: il Trofeo Berlusconi rischia di diventare l’ultima chance nerazzurra per tornare in corsa, anche se bisogna vedere chi siederà in panchina in quell’occasione.

MANCINI COLPEVOLE – I motivi dell’ennesima debacle nerazzurra sono da ricercare, ovviamente, nell’allenatore e in particolare nelle sue decisioni. Roberto Mancini, infatti, decide subito di mettere in campo la formazione titolare: Carrizo; D’Ambrosio, Popa, Juan Jesus; Biabiany, De Micheli, Melo, Tchaoule, Telles; Delgado, Icardi. Non manca nessuno, quindi, a parte Schelotto a cui è stato rescisso il contratto: ah, come avrebbe fatto comodo! Nonostante il Dream Team, l’Inter termina il primo tempo sotto di una rete: segna Melazzi, con un passato al Genoa di cui non si ricorda neanche il Presidente Preziosi. Tornando alla partita, è evidente che Mancini l’abbia persa decidendo di riproporre la difesa a tre. Non a caso, i tifosi dell’Inter hanno deciso di realizzare una petizione online contro questo assetto difensivo, dal titolo: “No alla difesa a tre, no a Walter Mazzarri, Si a Valsoia”. Una volta passati alla difesa a quattro, i giocatori dell’Inter hanno iniziato a giocare a calcio, così Mancini per rovinare il tutto ha deciso di inserire in campo giocatori che non hanno mai vestito la maglia dell’Inter, probabilmente presi per strada poco prima di arrivare al campo da gioco. E infatti, poi, è finita peggio del previsto. Tant’è che, a fine partita, lo sconosciuto De Micheli si dichiara amareggiato per la vergognosa sconfitta. Infine, per gettare benzina sul fuoco, in settimana sono arrivate le dichiarazioni shock di Mateo Kovacic contro il suo ex allenatore: «Mancini voleva cambiarmi il ruolo, ma io sono un centrocampista d’interdizione». Clamoroso, amici. Mancini l’ha provato per un mese davanti alla difesa, dove poi è finito Felipe Melo, ma in Croazia e forse anche in Spagna si fa legna dietro le punte! Inutile ribadire, quindi, che Inter-Juventus sarà decisiva per le sorti di Mancini, che avrà a disposizione solo due risultati: la vittoria dell’Inter o la sconfitta della Juventus.

FLOPNDOGBIA E LA SUA GANG – Per far ricadere le colpe sui suoi giocatori e ancor di più sulla società che ha agito male sul mercato (Mancini voleva Yaya Touré, Djalma Santos ed Ezequiel Lavezzi), il tecnico nerazzurro ha deciso di mettere fuori rosa tre degli ultimi acquisti del mercato estivo: Geoffrey Kondogbia, riconosciuto ormai universalmente come il flop del mercato italiano; Martin Montoya, che a quanto pare non sa né giocare a calcio né guidare una monoposto come il più famoso cugino Juan Pablo; e Adem Ljajic, che rifiuta addirittura di allenarsi agli ordini di Mancini. Il francese contro il Chiasso è rimasto fuori a causa di un infortunio diplomatico, per evitare l’ennesima figuraccia: è il “Top of the Flop” dell’Inter, che ha sbagliato totalmente il suo acquisto. Lo spagnolo, secondo fonti ufficiali, è stato colpito da un’influenza last minute: tutto falso, Mancini pur di non utilizzarlo ha immerso il suo termometro nel tè bollente. Il serbo, infine, è costretto a elemosinare il proprio tecnico per giocare qualche minuto, ma dato che è già stata annunciata la sua cessione, è tutto inutile. Mancini, probabilmente, non gli ha ancora perdonato il fatto che non abbia cantato “Pazza Inter” prima di scendere in campo in Inter-Hellas Verona, unica partita giocata dal 1′. Il Direttore Sportivo Piero Ausilio è già stato contattato da Mancini: a gennaio servono nuovi acquisti, non più dieci, forse venti. E c’è già l’OK di Erick Thohir: arriveranno tutti i venti, a spazzare Mancini e Ausilio dall’Inter come avvenuto con Marco Fassone. Benvenuta Bora nerazzurra!

BERNI INDAGATO – Non è passata inosservata, alla procura della Repubblica, la prestazione di Tommaso Berni. Il terzo portiere nerazzurro, appena entrato in campo, si è reso protagonista di un doppio assist per Mariano Hassell, numero 10 del Chiasso alla sua prima doppietta in carriera. In tutti i centri di scommessa la doppietta di Hassell era quotata a 673,29. Addirittura superiore, invece, la quota legata alla presenza di Berni con la maglia dell’Inter: 2105,44. Ecco perché il numero 46 nerazzurro adesso è sotto inchiesta per “Calcioscommesse”. A quanto pare Berni, da sempre fan di Gianluigi Buffon, ha provato a emulare il suo idolo nella maniera più semplice, facendosi probabilmente prendere troppo la mano. E anche i piedi, considerando il primo gol di Hassell. Ai tifosi dell’Inter non è andata giù neanche l’imitazione fatta al compagno di squadra Samir Handanovic, di cui Berni ha realizzato una vera e propria parodia della prestazione terribile messa in scena durante Fiorentina-Inter. Nel dubbio, Mancini ha contattato un terzo portiere di fiducia, che rispetto a Berni possa dare esperienza, serietà e soprattutto qualche gol in più, ma nella porta giusta: no, non si tratta di Rogerio Ceni. Nei prossimi giorni potrebbe esserci il ritorno del bomber Marco “Nonno” Ballotta. E’ lui il prossimo colpo del mercato nerazzurro, anche perché, stando ai referti medici, la sua condizione atletica è infinitesimamente superiore a quella di Stevan Jovetic, che poche ore fa è tornato a Milano dopo un volo nella stiva, all’interno di una cassa con scritto “Fragile”.

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