Inter, tutto deciso: via Mancini! Valutati tre e più successori

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9 febbraio 2016, 00:00
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Trentesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo il pareggio di Verona contro l’Hellas. L’ennesimo passo falso dell’Inter porta i tifosi verso una drastica decisione: esonerare Mancini. Nella speranza che Thohir dica sì, in casa Inter viene generato il caos e si iniziano a valutare illustri nomi come successori del tecnico jesino

NB – Istruzioni per l’uso: si consiglia la lettura di questo articolo alle sole persone dotate di ironia. L’obiettivo è quello di sottolineare l’assurdità di ciò che si sente in giro (“Mancini da esonerare”) e ciò che viene riportato da giornali o presunti tali (una serie di nomi improbabili solo per illudere il tifoso). Tutto quello che leggerete potrebbe ripercuotersi sulla vostra salute. Buona fortuna!

MANCINI ESONERATO – Dopo il 3-3 di Verona, i tifosi dell’Inter hanno preso la loro decisione: via Roberto Mancini. Subito. L’allenatore jesino verrà esonerato il prima possibile, magari già ieri. Ormai si è convinto anche il Presidente Erick Thohir, stufo di svegliarsi nelle notti indoamericane per assistere alle drammatiche partite della sua Inter, soprattutto quando in Italia si gioca il lunch match, che in Indonesia equivale alla partita dell’apericena e in America a quella della colazione con bacon and eggs, su per giù. Tante sono le critiche mosse contro Mancini, che è il principale artefice del fallimento stagionale dell’Inter: a lui si deve il record negativo delle dieci vittorie per 1-0 (30 punti, 10 gol fatti e 0 subiti: umiliazione!), a lui si deve la sterilità offensiva (solo tre i gol segnati all’Hellas) e soprattutto la trasformazione della difesa da bunker mazzarriano a Foggia zemaniano (Joao Miranda in realtà non è mai esistito, ma è frutto delle visioni distorte di Mancini). Perso lo scudetto e l’approdo diretto in Champions League, l’Inter perde di vista anche il terzo posto che significa preliminare di Champions, adesso lontano addirittura un punto. Domenica ci sarà proprio Fiorentina-Inter, sfida tra terza forza del campionato e sedicesultima: Mancini, però, non sarà in panchina. Il tecnico jesino non andrà a Firenze anche perché ha già programmato il suo “San Valentino” in una meta lontana dai riflettori, dove nessuno potrà trovarlo e disturbarlo. A “Casa Milan” con Mister Bee Taechaubol, di cui potrebbe travestirsi in occasione del Carnevale.

IL SOGNO OSSESSIVO – In casa Inter, invece, si pensa già al successore di Mancini. I tifosi hanno una richiesta, firmata attraverso petizione approvata e sottoscritta praticamente da tutti, generando un moto di protesta talmente potente da portare la FIGC ad aprire un’indagine. Un solo nome. Anzi due. Forse tre. Magari quattro. Per non rischiare, facciamo almeno cinque, dai. Sì, lui: José Mário dos Santos Mourinho Félix o più comunemente noto José Mario dos Santos Gesù da Nazareth Quasi(modo) Dio Mourinho Fèlix. Il vate portoghese, dopo aver esonerato Roman Abramovich dalla presidenza del Chelsea, si è preso una lunga vacanza dalla panchina, ma è in cerca di nuovi stimoli per poter rivivere emozioni vere. L’idea di tornare all’Inter, dunque, sembra quella più adatta per le sue ambizioni. Praticamente tutto fatto in termini economici: la proposta dell’Inter è stata prontamente accettata da Mourinho, anche grazie alla mediazione del fidato Adriano Bacconi. Si tratta di un contratto quinquennale fino al 2032 valido solo negli anni bisestili, con un ingaggio medio di 20 milioni al mese. In lire. False. Il portoghese è atteso a Milano – con un volo Etihad – per la firma, poi avverrà la presentazione direttamente presso il Duomo, dove DJ Don Mazzi sta organizzando la serata. Sarà una presentazione bis unica, ecco un’anticipazione delle parole di Mourinho: “Tornare all’Inter? Ma io non sono un pirla!”. Da vero Special One, che per i tifosi nerazzurri non è solo un sogno, ma un’ossessione.

LE VALIDE ALTERNATIVE – Nonostante sia praticamente tutto fatto per Mourinho, l’Inter tiene calde anche altre piste. Il motivo è semplice: qualora servisse immediatamente un post-Mourinho, meglio non farsi trovare impreparati! Il primo nome sulla lista è una vecchia conoscenza nerazzurra: Claudio Ranieri. L’attuale tecnico del Leicester City – capolista in Premier League – ha letteramente folgorato Thohir, che ha subito chiesto al Direttore Sportivo Piero Ausilio di contattarlo: “Piero, contattalo subito. Anche io voglio rose rosse per me stasera!”. Ed essendo appena entrati nella settimana di “Sanremo”, il suo ritorno all’Inter calza a pennello. Scontato il commento di Massimo Ferrero, sempre più convinto che sia quel filippino di Thohir a vendere le rose e non Ranieri a portarle. Il secondo nome, in realtà, è già dell’Inter e un suo ritorno sarebbe a dir poco clamoroso: Walter Mazzarri. Il tecnico livornese di San Vincenzo, però, al momento si trova all’estero per apprendere nuove lingue da inserire sul suo prossimo curriculum lavorativo, il che lo rende irreperibile per un’eventuale chiamata di Thohir, che nel dubbio pigerà anche il tasto 5. Voci di corridoio assicurano che Mazzarri è talmente immerso nella nuova realtà straniera che si presenta alla gente come se fosse un tecnico aostano di Saint-Vincent. I ben informati riportano anche che, durante questa pausa dal mondo del calcio, Mazzarri ha modificato le proprie idee tattiche: il posto del 3-5-2 è stato preso dall’innovativo 2-5-3, che prevede due portieri, tre centrali difensivi, due terzini e tre mediani il più ignorante possibile. Attacco? Sì, di panico.

VANNO BENE TUTTI – Da Mancini a Mourinho, da Mourinho a Ranieri, da Ranieri a Mazzarri, da Mazzarri a… chiunque. Il tifoso interista in questa fase di odio accecante nei confronti di Mancini è disposto ad accogliere di tutto sulla panchina nerazzurra e le proposte sono delle più disparate. Si inizia con il soft: “Aridateme Andrea Stramaccioni!”. Si termina con l’hard: “Meglio Rocco Siffredi piuttosto che quel frociofinocchio di Mancini!”. Piùttosto sicuro, meglio non si sa. Da una parte si piazzano vedove di tutti i tipi, perfino di Leonardo, Lippi, Tardelli, Verdelli, Pastelli, Castelli, Cancelli, Portoni, che si aprono solo dopo aver chiuso il Porto (ex squadra di Mourinho, solo un caso?). Svanito l’effetto Giulio Nuciari-Sylvinho, c’è addirittura chi propone la coppia Filippo InzaghiClarence Seedorf: “Sarebbe bello vederli all’Inter visto il trattamento riservato loro dal Milan, sarebbe una vendetta nei confronti di Sinisa Mihajlovic. Poi il genio: “Ma visto che Tommaso Berni sta sempre in panchina, perché non provare lui?”. I più romantici invocano Massimo Moratti come nuovo allenatore, quelli più distaccati si farebbero andar bene addirittura Luciano Moggi pur di non veder più Mancini in panchina: il delirio è totale. Nel caos generale che si respira ad Appiano Gentile, l’unica certezza è dettata dall’odio verso Mancini: questa è #CrisiInter, da qui non si scappa. Mancini lo sa: ha le ore talmente contate che il suo orologio – anche se rotto – in un giorno segna ventiquattro volte l’ora esatta.

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