Inter, prima crisi (di colore): Icardi-Malgioglio, nasce Karagol!

Articolo di
26 settembre 2017, 12:00

Nel giro di una settimana è successo di tutto: si è assistito sia alla metamorfosi dell’Inter, giunta alla prima non-vittoria stagionale tra due vittorie sofferte, sia a quella di Icardi, che ha cambiato più look che mutande. Ecco la quarta puntata della rubrica ironica di Inter-News.it: #InterIsComic

INTER GRIGIA, ICARDI BIONDO – Gli ultimi giorni in casa Inter sono stati caratterizzati da tre partite in una settimana. Tre sfide con un solo punto d’incontro: il nerazzurro affronta il rossoblù. E infatti, per negare immediatamente questa verità oggettiva, l’Inter a Crotone scende in campo con la terza maglia color grigio topo-grigio asfalto con macchie di evidenziatore giallo muco fluorescente sparse qua e là. La descrizione rende meno della visione della maglia in sé, sicuramente un capolavoro rispetto alle ultime perle viste negli anni: dal rosso Cina al verdeblù Sprite, passando per il celeste Puffo e il giallo Melone. A proposito di giallo, Crotone-Inter passerà alla storia per il look del capitano dell’Inter: Icardi opta per i capelli di un terribile biondo platino, che potrebbe piacere solo a Cristiano Malgioglio, per fortuna recluso all’interno della Casa del Grande Fratello VIP, così può tenere a freno gli ormoni. Per quanto riguarda la partita, l’Inter riesce a vincerla grazie al gol di Milan Skriniar nel finale, poi bissato dallo 0-2 di Perisic. A fine partita un punto e mezzo viene assegnato all’Inter per il gol di Perisic e un punto e mezzo viene assegnato al Milan per il gol di Skriniar. Ah sì, il Crotone rossoblù gioca in casa con la maglia bianca di trasferta per ricordare a tutti che, se l’Inter e Icardi si presentano in quelle condizioni, ognuno fa quello che vuole. Giustamente.

INTER BIANCA, ICARDI PELATO – La seconda partita della serie “nerazzurro contro rossoblù” si gioca di martedì sera. Non è Champions League, non è il Barcellona e nemmeno il Basilea. Siamo a Bologna. Ovviamente, per negare nuovamente la verità cromatica di questa sfida, l’Inter indossa la maglia bianca da trasferta. Nulla di strano, anzi tutto come previsto, anche se nell’aria si percepisce già una certa tristezza causata dalla decisione di non utilizzare la terza maglia topo fluo, diventata sùbito di tendenza anche in passerella durante la settimana della moda a Milano. La partita, comunque, non interessa minimamente a nessuno. C’è solo curiosità di sapere se Palacio respira ancora. E Spalletti non vuole essere da meno: convoca Santon, la cui ultima apparizione in campo risale al derby Ostrogoti-Visigoti, quando dovette marcare il fortissimo Flavio Alarico, più noto come FA7. Ma siccome è la settimana della moda e dei colori, l’Inter fa la cazzata di scendere in campo con undici giocatori daltonici incapaci di marcare Verdi, che segna l’1-0. Spalletti chiede a Valentino Rossi di scaldarsi, ma si è appena fratturato tibia e perone, non ce la fa. A guidare la moto sì però, vergogna. Per fortuna a pareggiare i conti ci pensa lui, il Sig. VAR, acronimo di Vidiamo Ancoraunaltro Rigoreinesistente. E lo batte di nuovo Icardi, stavolta pelato come un pomodoro. Finisce 1-1 ed è – nuovamente – “Crisi Inter“, al debutto 2.0. Giustamente.

GENOA BIANCO, KARAMOH IDOLO – Il trittico settimanale si chiude a Milano, stavolta è impossibile fallire a livello cromatico: a San Siro l’Inter indossa il nerazzurro casalingo e il Genoa si presenta in maglia rossoblù. Poi, consapevole di quanto successo a Crotone e Bologna, a sorpresa va in campo in bianco. Pazienza, sarà per la prossima volta. Tanto tutti i riflettori sono puntati sulla capigliatura di Icardi, per capire come avrebbe stupito. Delusione anche qui. Pazienza, (la parrucca alla Fellaini) sarà per prossima volta. Dopo la pessima prestazione di Bologna, però, i miglioramenti sono netti: l’Inter vince senza l’ausilio del VAR, quindi senza rigori farlocchi, sebbene il gol di D’Ambrosio non possa essere considerato un evento legale. Mattatore della giornata è Karamoh, che ha debuttato creando un entusiasmo a San Siro che non si vedeva dal Battesimo di Gabigol, per non parlare della Cresima. Il classe ’98 francese entra in campo rispettando la consegna datagli da Spalletti: «Fatti prendere a calci». E lo fa benissimo. Nei quattro minuti di recupero finali, i primi tre vengono impiegati dall’arbitro Guida per estrarre due cartellini rossi (Omeonga e Taarabt) e tredici gialli (a giocatori, panchinari, tifosi e telespettatori), l’ultimo per recuperare Karamoh stramazzato a terra. Dopo la dipartita portoghese di Gabigol, San Siro ha trovato la sua mascotte anche per il 2018. Nasce la favola Karagol, anche se di gol neanche l’ombra. Giustamente.

Condividi questo articolo

Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer





ALTRE NOTIZIE