Inter nel caos: Thohir stufo di Mancini, contattato Mourinho!

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22 dicembre 2015, 00:00

Diciannovesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo la sconfitta interna contro la Lazio. Si chiude nel peggiore dei modi il 2015 nerazzurro, nonostante la vetta: Mancini colpevole spacca lo spogliatoio; Thohir pensa al successore e contatta Mourinho. Nel frattempo viene scoperta la truffa di Montoya, Melo esce allo scoperto e scoppia il caso Brozovic, anzi #EpicBrozo

MANCINI, IL VERO COLPEVOLE – Si conclude nel peggiore dei modi il 2015 di Roberto Mancini. Il tecnico di Jesi esce sconfitto dal campo, ma soprattutto dallo spogliatoio: prima della partita litiga con Adem Ljajic, che lo ha preso in giro per la sciarpa; durante la partita litiga con Sylvinho, che gli ha confessato di avergli sputato nel piatto durante la cena di Natale; e dopo la partita litiga con Stevan Jovetic, reo di preferire l’Amaro Montenegro a quello del Capo. Mancini in un solo colpo riesce a spaccare lo spogliatoio nerazzurro, fino a quel momento coeso e felice. Al tecnico jesino non è andata giù la beffa, che gli viene servita da Antonio Candreva, ovvero il giocatore chiesto per rinforzare ulteriormente la sua Inter a gennaio. Ma se Candreva fa la differenza per la Lazio, anche Martin Montoya la fa per l’Inter. Mancini lo manda in campo a Udine, e gioca bene. Mancini lo manda in campo contro il Cagliari, e gioca bene. Mancini lo manda in campo contro la Lazio, e gioca… meglio Melo. Ci erano cascati tutti, Mancini compreso: dopo i primi 180′, Montoya aveva fatto credere di essere un calciatore, salvo poi palesarsi per quello che è. Semplicemente un Montoya. La truffa è stata scoperta da Mancini stesso che, al termine di Inter-Lazio, ha chiesto al terzino spagnolo delle delucidazioni sulla sua prestazione: “Martin, perché non hai fatto quella diagonale nel primo tempo?”. Assurda la risposta di Montoya: “Mister, sto ancora cercando di calcolare il perimetro del rettangolo (da gioco, ndr), le diagonali nella prossima lezione!”. Via il dente, via il dolore, direbbe il dentista, ma anche qui arriva la beffa: Montoya ha deciso di restare a Milano altri sei mesi e Mancini non può opporsi. Intanto il Barcellona, senza di lui, fatica e batte il River Plate solo 3-0: la squadra di Luis Enrique è campione del Mondo, ma Montoya ce l’abbiamo noi!

MOURINHO, IL GRANDE RITORNO – Si conclude nel peggiore dei modi il 2015 di José Mourinho. Il tecnico di Setubal è stato esonerato, anzi licenziato, anzi allontanato, anzi rescissionato consensualmente, anzi menevadoperchénonmimeritate dal Chelsea per la seconda volta in carriera. Si tratta del secondo punto più basso dell’onorata carriera di Mourinho, dopo ovviamente quel 3-1 di Catania-Inter firmato Sulley Muntari. Ma non finisce di certo qui, visto che Erick Thohir è deciso più che mai – soprattutto dopo i fattacci di Inter-Lazio -, a esonerare Mancini. Il numero uno dell’Inter è stufo delle continue uscite a vuoto di Mancini, che non riesce proprio a perdonare dopo quanto gli è stato riferito da una persona vicina a lui negli spogliatoi durante la sfuriata del tecnico jesino: “Mancini era viola dalla rabbia!”. Ma il pacato Thohir, che non conosce il significato della parola “rabbia”, ha pensato che Mancini fosse viola perché tifoso della Fiorentina e, ripensando a quell’1-4 di inizio stagione, ha indicato in Mancini la talpa nerazzurra. Esonerato Mancini, Thohir è pronto a investire sul Mou bis proprio come fatto poco più di un anno fa con il Mancio bis. I rumors echeggiano da Londra a Milano, passando per Setubal e Betlemme: l’Inter e Mourinho non sono mai stati così vicini. C’è addirittura chi è pronto a giurare: “Sento che Mago Mou è più vicino all’Inter oggi, 22 dicembre 2015, che ieri, 22 maggio 2010!”. E non si tratta di un sensitivo, ma solo di un soddisfatto cliente di Amplifon. Dunque sembra fatta, proprio come per Sofiane Feghouli, primo acquisto già annunciato dell’Inter bis firmata Mourinho. Tra gennaio e agosto 2016, infine, arriveranno gli altri: Ricardo Carvalho (dal Monaco) per rinforzare la difesa, Costinha (dal Pedalò) per le geometrie a centrocampo e Benni McCarthy (dal Gigolò) per dare una spinta all’attacco sterile. Il DS Piero Ausilio è già al lavoro per accontentare il tecnico portoghese. Bentornato, Mou!

MELO, IL PAZZO CRIMINALE – Si conclude nel peggiore dei modi il 2015 di Felipe Melo. Simbolo dell’Inter brutta, cattiva e perdente di Mancini: prima il tecnico jesino lo costringe ad approdare a Milano, facendogli fare un brusco volo da Istanbul; poi gli dà fiducia, mandandolo subito in campo da titolare, in modo che possa prendere a calci gli avversari e infatti solo l’espulsione con squalifica guadagnata in Bologna-Inter lo tiene lontano dal campo; infine è complice della sua insana follia, visto che Mancini permette a Melo di non praticare lo sport del calcio, e i risultati si ottengono con rigore causato, espulsione rimediata e sconfitta meritata contro la Lazio. Insomma, a differenza della “truffa Montoya”, quella che vede protagonisti Mancini&Melo è una vera e propria associazione a delinquere: il primo è il committente, il secondo l’esecutore, insieme a quell’altro bufalo che fa di nome Gary Medel. Se l’obiettivo è quello di affondare l’Inter costruita per vincere lo Scudetto, perché farla così sporca facendo del male fisico agli avversari? Basterebbe promuovere titolare Tommaso Berni, al posto di Samir Handanovic! E proprio perché la “truffa Melo” è stata scoperta dal resto della squadra, il capitano dell’Inter, Mauro Icardi, si è scontrato a muso duro con il centrocampista brasiliano: “Smettila di fare pazzate in campo e fuori, pensa all’Inter!”. Sibillina la risposta di Melo: “Tu pensa a Wanda Nara, che…”. Da qui il duro scontro tra Melo e Icardi, che si è concluso nel peggiore dei modi. Com’è noto: tra i due litiganti… Wanda gode!

BROZOVIC, IL CASO SOCIAL – Si conclude nel peggiore dei modi il 2015 di Marcelo Brozovic. Sabato pomeriggio Mancini gli promette un posto da titolare, domenica sera lo manda in panchina. Nel primo tempo lo fa scaldare per farlo entrare subito, nel secondo tempo lo fa entrare senza riscaldamento. E infatti il croato gioca male, ma male male. E viene criticato, ma criticato criticato. La notizia peggiore della sua serata, però, arriva negli spogliatoi e ci viene raccontata in esclusiva dal nostro inviato, Antonio Spoglia: “A un certo punto Berni ha radunato quello che è rimasto della squadra, visto che metà rosa stava litigando con l’allenatore. Prima della doccia di rito, ha chiesto a Brozovic di organizzare il selfie di squadra con la posa #EpicBrozo. La triste sorpresa arriva subito, gelida: Brozovic non è stato in grado di ripetere la posa. Niente #EpicBrozo, niente selfie, niente foto. Cala il buio nello spogliatoio dell’Inter”. Inutile in campo, inutile nello spogliatoio e magari c’è proprio lui dietro il clamoroso litigio di squadra: il futuro di Brozovic è segnato. A gennaio andrà al Milan a parametro zero? I tifosi sono già il pre-allarme: come faranno a superare l’anno senza il loro paladino social? L’Inter ha già iniziato a guardarsi intorno per trovare le contromisure adatte: contattato Valerio Staffelli! A breve la nuova moda sarà l’#EpicStaffo e siamo certi che l’Inter sarà ancora più attapirata di oggi: “Ma come la va, siora #CrisiInter?”.

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