Inter, Mancini contatta l’AIA dopo il KO. Doveri indagato?

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12 gennaio 2016, 00:00
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Ventitreesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo la sconfitta interna contro il Sassuolo. La beffa – firmata Napoli e subìta dall’Inter al giro di boa -, non ha fatto dormire sogni tranquilli al tecnico Mancini, che recrimina contro l’arbitro Doveri: ecco alcuni retroscena di quanto avvenuto nelle ultime ore

NB – Istruzioni per l’uso: si consiglia la lettura di questo articolo alle sole persone dotate di ironia e/o a quelle che riescono a non prendersi sul serio almeno per circa cinque minuti. Tutto quello che leggerete potrebbe ripercuotersi sulla vostra salute. Buona fortuna!

INTER BEFFATA – La fine di un’era. Ecco cosa si verifica domenica 10 gennaio 2016 verso le ore 14.15 (più recupero) presso lo Stadio “Giuseppe Meazza” in San Siro. No, non illudetevi: il Milan non ha vinto. Accade tutto a tinte nerazzurre, non a caso la vittoria del Sassuolo è firmata Domenico Berardi, talmente interista che in terza elementare alla domanda della maestra d’italiano “Cosa vuoi fare da grande?” rispose: “Io voglio fare il posto fisso di Alvaro Recoba. Nel 2002 non esisteva “Quo vado?” e Checco Zalone di nome faceva ancora Luca Infermieri, solo qualche anno dopo prese la qualifica di Luca Medici. Ma tornando all’Inter, beh, dopo il rigore segnato da Berardi è apparsa chiara la fine di un’epoca: la fine dell’Era del Culo Inter. Finita lì, sul più bello: un’altra piccola iniezione di quel poderoso fondoschiena nerazzurro e sarebbe arrivato il più vergognoso titolo di Campione d’inverno, anzi direttamente lo “Scudetto d’Inverno“. Perché, diciamo le cose come stanno: a Napoli si parla di Scudetto d’Inverno (partiti ieri i cori: “Siamo noi, siamo noi, i Campioni del Circolo Polare Artico siamo noi”), a Roma si continua a citare lo  “Scudetto Morale, anche se non ci sono più le mezze stagioni” (è l’anno bbono, lo ha detto Paolo Fox), mentre a Milano non si parla più di nulla, se non che dell’Inter beffata, ancora. Nessuna novità, invece, da Torino, dove la rincorsa della Juventus va talmente spedita che secondo le ultime statistiche la squadra di Massimiliano Allegri ha vinto 12 delle ultime 9 partite giocate, recuperando 163 punti alle dirette avversarie e perdendo anche qualche anno di vita: domani Leopoldo Mattia Buffon festeggerà i suoi primi 18 anni.

DECLINO ANNUNCIATO – In casa Inter, che le cose non stessero andando bene, erano ovvie: dirigenza allo sbando, come sottolineato dal precisissimo Paolo Bargiggia, la fortuna non poteva durare a lungo. Nessuno, però, ha voluto indagare a fondo sull’ennesima crisi annunciata. Per fortuna in campo tutto si è palesato e quelli che si credeva fossero i nuovi punti di forza dell’Inter, in realtà lo erano solo nell’Era del Culo Inter: Joao Miranda è tornato il bidone di Inter-Fiorentina, un vero disastro; Jeison Murillo ha fatto rimpiangere Gonzalo Sorondo, quella del Muro era solo un’illusione; Geoffrey Kondogbia gira talmente a vuoto che il custode di San Siro ha dovuto chiamare i genitori per farlo venire a prendere e portare a casa; Ivan Perisic non solo non riesce a fare la differenza, ma neanche la somma, pertanto è stato bocciato all’ultimo esame di Algebra; Adem Ljajic è stato votato come migliore in campo esclusivamente da una giuria composta da nemici di Delio Rossi e Sinisa Mihajlovic; Stevan Jovetic, infine, si è scoperto essere fragile a tal punto da poter giocare solo cinque minuti a partita affinché non si spezzi come il più difettoso degli Swarovski e questa sua condizione precaria non piace allo staff nerazzurro, che lo ha già bocciato. Insomma, a volte si dice che non è tutto oro quello che luccica, ma all’Inter a luccicare sono ben poche cose. Dopo un girone (anzi, 18 giornate) passate praticamente sempre in vetta, è già iniziato il declino che porterà i nerazzurri fuori anche dall’Europa? Erick Thohir prende le giuste precauzioni e, qualora l’Inter uscisse dall’Europa, sarebbe pronto a iscrivere la sua squadra al Campionato indonesiano. E sicuramente farà in modo da far valere sei punti le vittorie per 1-0…

MANCINI, DIRITTI… – Il colpevole dell’ennesima debacle nerazzurra non può che essere Roberto Mancini, che ha aperto le porte alla sconfitta interna contro il Sassuolo. Questa volta, però, senza chiedere aiuto al suo complice Felipe Melo, ancora squalificato per atti osceni in luogo pubblico: è tutta colpa sua. Ma cosa si cela dietro la sconfitta dell’Inter? Alcune persone vicine all’ambiente grigioblù (quindi molto vicino a quello nerazzurro) parlano di un incontro-scontro tra Mancini e Daniele Doveri, arbitro designato per la partita, già negli spogliatoi prima dell’inizio del match. Il tecnico jesino si sarebbe accordato con il fischietto toscano di Volterra (città nota per aver confutato le teorie fisiche di Alessandro Volta) affinché la partita finisse 1-0, come da tradizione. Alla fine, infatti, Inter-Sassuolo è terminata 1-0, ma in favore degli ospiti: Mancini, adirato, a fine gara si scaglia contro l’ottimo Doveri, reo di averlo illuso. Secondo quanto appreso dal medico di base della famiglia Doveri, l’arbitro toscano soffre di dislessia fin dall’infanzia, pertanto non ha distinto l’1-0 chiesto con lo 0-1 finale. Solo un’incomprensione, dunque, ai fini del risultato, ma Mancini non ha digerito il trattamento ricevuto e ha mosso una spietata critica verso Doveri e il resto del sestetto arbitrale di Inter-Sassuolo. Interpellato dagli organi federali, Mancini si è così difeso: Volevamo difendere i nostri Diritti, non Doveri!. Doveri che, nel frattempo, è finito sul registro degli indagati per aver dato un solo rigore contro l’Inter, senza neanche espellere Miranda e, perché no, magari di nuovo Murillo.

…E DOVERI? – Tornato a casa dopo la sconfitta, Mancini non ha perso tempo e ha contattato immediatamente il Presidente dell’AIA per chiedere lumi riguardo all’arbitro Doveri. Ecco un estratto della telefonata tra i due:

Roberto Mancini: Doveri ieri?
Presidente AIA: A casa, tu?
Roberto Mancini: Io a San Siro, ma che c’entra?
Presidente AIA: Tu mi hai chiesto “Dov’eri ieri?”, mica io
Roberto Mancini: Eh appunto, che mi dici?
Presidente AIA: Di cosa?
Roberto Mancini: Doveri!!!
Presidente AIA: A casa!!!

Terminata anzitempo la telefonata, Mancini ha realizzato di non aver composto il numero di Marcello Nicchi, Presidente dell’AIA intesa come Associazione Italiana Arbitri, bensì quello di Francesco Amadori, che al massimo ha arbitrato una partita di Polly&Benji. La gaffe è stata compresa quando, alla domanda “Che voto dà alla prestazione di Doveri in Inter-Sassuolo?” la risposta è stata: “10+… parola di Francesco Amadori!”. Un errore imperdonabile per Mancini, che è entrato in una sorte di fase depressiva che l’ha portato al cinema a vedere il già record d’incassi “Quo Vado?”, ma durante la fila in biglietteria si palesano i primi problemi:

Roberto Mancini: Un biglietto, grazie.
Addetto Biglietteria: “Quo vado?”
Roberto Mancini: Vada dove vuole, a me serve solo un biglietto.
Addetto Biglietteria: “Quo vado?”
Roberto Mancini: Senta, non mi faccia perdere tempo. Dov’è che vuole andare?
Addetto Biglietteria: “Quo Vado?” è il film!
Roberto Mancini: Ah! Che voto dà a questo film?
Addetto Biglietteria: 10+… parola di Francesco Zalone!

… e non esiste nessun Francesco Zalone, sia chiaro, ma la confusione di Mancini al momento è tale da farglielo credere. Ecco, dunque, cosa c’è dietro la crisi che ha colpito l’Inter nelle ultime ore. Un Mancini confuso e deluso, che vuole beffare e rimane beffato. Beffato nella nuova #CrisiInter, che è destinata a mietere nuove vittime: il girone di ritorno deve ancora incominciare, l’Inter è solo seconda a due punti dalla vetta e il rischio fallimento incombe.

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