Inter in EL, Mancini dice addio insieme ad altri tre: futuro scritto

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9 maggio 2016, 00:00
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Quarantacinquesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, questa volta dopo la vittoria casalinga contro l’Empoli. Tre punti che sanciscono il ritorno dell’Inter in Europa League, ma che combaciano anche con lo scoppio di altri tre casi, quattro con quello che riguarda il solito Thohir

NB – Istruzioni per l’uso: si consiglia la lettura di questo articolo alle sole persone dotate di ironia. Tutto quello che leggerete potrebbe ripercuotersi sulla vostra salute. Buona fortuna!

CASO MANCINI – L’Inter batte l’Empoli con un modesto 2-1, arriva a quota 67 punti e, con una giornata d’anticipo, chiude il proprio Campionato di Serie A al quarto posto, che non significa Champions League, ma almeno Europa League sì. Un risultato minimo, inferiore al terzo posto cercato, ma che in parte salva la stagione dell’Inter e di Roberto Mancini. Non per “La Gazzetta dello Sport”, che parla di un Mancini pronto a lasciare l’Inter addirittura per stare fermo un anno. I motivi? Tanti. L’Inter non è un big, si legge. L’Inter non lo sarà mai, si insiste. L’Inter non è al livello della Juventus, che gioca un altro campionato. Tre motivi validi per abbandonare l’Inter e andare ad allenare il Cervia, uscito dal giro dei top team italiani dopo l’addio di Ciccio Graziani.

CASO HANDANOVIC – Il primo caso scoppia in panchina, il secondo direttamente in porta. Motivetto ricorrente di ogni finale di stagione al 2012 a oggi: Samir Handanovic ha il mal di pancia, anzi il mal di Champions. A fine partita è proprio Handanovic a parlare ai microfoni delle principali emittenti televisive: “Resti? Non lo so. Vai via? Non lo so. Pari? Non lo so. Dispari? Non lo so. Ti chiami Samir? Non lo so”. Lucidissimo, quasi più lucido di Jovanotti nel momento di mettere per iscritto su un pezzo di carta (igienica) il testo di “Tanto tanto tanto”. Anche in questo caso la storia è giù scritta: Handanovic lascia l’Inter perché fa schifo, la speranza è quella di diventare il vice Gianluigi Buffon nella Juventus, almeno può respirare aria di Champions. Fino al confine.

CASO JOVETIC – Chiuso il capitolo panchina e porta, i casi di casa Inter (non è un gioco di parole, è proprio il caso di dirlo, ndr) si spostano direttamente in campo, dove la voce fuori dal coro è montenegrina: Stevan Jovetic riesce a fare peggio di Handanovic, il suo mal di pancia si trasforma in gastrite. L’obiettivo della sua invettiva è Mancini, ma questa è un’altra storia. La cosa che interessa al mondo, come sottolineato da tutti, è che Mancini brucia i giocatori e che Jovetic è un giocatore finito. Nel dubbio, l’Inter ha fallito su tutta la linea e Jovetic è ufficialmente il nuovo Xherdan Shaqiri: in estate verrà sbolognato al primo che passa, magari proprio il Bologna per dare un senso al termine “sbolognare”.

CASO THOHIR – Per concludere in bellezza, ovviamente, le telecamere di “Premium Sport” beccano Erick Thohir sulle tribune di San Siro mentre dorme. La disamina arriva subito: “Thohir si è addormentato a causa del gioco sonnolente dell’Inter di Mancini”. Per questo motivo il Presidente dell’Inter si è convinto: l’addio di Mancini è imminente, bisogna capire chi lo sostituirà. Dopo le ipotesi José Mourinho (troppo costoso), Diego Simeone (troppo catenaccioso), Walter Mazzarri (troppo piovoso) e Cristian Bocchi (troppo broccoso), spunta un Mister X: il nome, però, non si conosce ancora. Poi se ne andrà anche Thohir, più sveglio che mai. Comunque, si ha solo una certezza: #CrisiInter finirà a Reggio Emilia, dove il Sassuolo si gioca il sogno Europa League… e le polemiche sullo “scansamose” sono già over the top. Libidine.

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