Inter, gli italiani? Toloi non basta: Mafia cinese in soccorso

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18 gennaio 2016, 00:00
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Ventiquattresimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo il pareggio in casa dell’Atalanta. In casa Inter tiene banco la vicenda Jovetic, ma si pensa soprattutto alla questione cinese, che riguarda Guarin e in particolare la criminalità organizzata. Nel frattempo, in società si rendono conto che Toloi non basta e gli italiani latitano

NB – Istruzioni per l’uso: si consiglia la lettura di questo articolo alle sole persone dotate di ironia e/o a quelle che riescono a non prendersi sul serio almeno per circa cinque minuti. Tutto quello che leggerete potrebbe ripercuotersi sulla vostra salute. Buona fortuna!

TOLOI INTERISTA, QUAGLIARELLA TENTA – Dopo aver perso contro il Sassuolo, l’Inter si rialza raccogliendo un punto pesantissimo contro l’Atalanta: a Bergamo finisce 1-1, in quella che gli amanti delle scommesse definirebbero “partita da ufficio inchiesta”. Il motivo è presto spiegato: l’Atalanta va in vantaggio al 17′ con Jeison Murillo, unico a essere riuscito a bucare Samir Handanovic. Il pareggio dell’Inter arriva poco dopo: al 25′ Rafael Toloi è autore di un’autorete a dir poco vergognosa. Il pubblico di casa fischia, il giocatore nerazzurro (teoricamente dell’Atalanta, praticamente dell’Inter, ndr) percepisce il malumore e chiede scusa. No, non ai tifosi dell’Atalanta. A fine partita Toloi chiede scusa ai tifosi dell’Inter, perché non è riuscito a segnare una doppietta. Da qui il coro in rima baciata: Salta con noi, Toloi salta con noi! Uno di noi, Toloi è uno di noi!. Sulla questione, che ha fatto discutere nel post-partita e continuerà a far discutere nei giorni a venire, è intervenuto anche Fabio Quagliarella: “Toloi non doveva esultare, bastava chiedere scusa. Nel dubbio, chiedo scusa io per lui”. Che Quagliarella si stia offrendo all’Inter dopo i rumors di mercato?

SENZA ITALIANI, FALLIMENTO CERTO – Se l’Inter gioca male e non sa più vincere, il problema c’è. Inutile far finta di nulla: non ci sono più italiani in campo. Handanovic straniero, Murillo straniero, Gary Medel straniero, Mauro Icardi straniero (e per di più capitano) e così via tutti gli altri. Pefino Toloi, autore del gol del pareggio, è straniero. E’ proprio vero: questa Inter non sa parlare italiano e, giocando nel campionato italiano, è paradossale. Le parole (testuali, ndr) di Roberto Mancini al termine di Atalanta-Inter suonano come una sentenza: “Non o visto una brutta Inter come dicete voi. Siamo stati sfortunati pultroppo ed e andata così, pazienza. Poi l’albitro non ci a aiutato. Se tornerei indietro, farei le stesse scelte”. Il messaggio arriva direttamente alle orecchie del Direttore Sportivo Piero Ausilio, che provvede così: Federico Dimarco ceduto all’Ascoli; Andrea Ranocchia, Davide Santon e Danilo D’Ambrosio sul mercato; si salva solo Tommaso Berni, che sta per prendere la cittadinanza austro-ungarica. Dunque, Inter sempre meno Nazionale e sempre più vergogna d’Italia, nonostante sia costretta a rimanere entro questi limiti geografici, perché si sta allontanando dall’utopico sogno Champions League: Goffredo Mameli, perdona questi peccatori nerazzurri!

CASO JOVETIC, VA VIA – La settimana nerazzurra è stata movimentata dalla vicenda che vede protagonista negativo Stevan Jovetic. Per chi si fosse perso il cosiddetto “Caso Jovetic”, vale la pena ripercorrerlo tappa per tappa: lunedì Jovetic va all’Ikea e compra una porta, pagandola 30 euro; martedì Jovetic decide di pubblicare la foto della porta su Twitter, ma poi gli dicono che è un Garpez e la cancella; mercoledì Mancini dice a Jovetic di prendere la porta, ma il montenegrino non coglie la metafora; giovedì Jovetic va a cena con il suo agente, Fali Ramadani, per decidere il suo futuro all’Inter; venerdì Jovetic annuncia su Facebook che presto dirà quale sarà il suo futuro all’Inter, ma subito dopo cancella il post; sabato Jovetic scende in campo da titolare contro l’Atalanta, ma gioca malissimo e viene sostituito da Mancini; domenica Jovetic attraverso WhatsApp annuncia il suo futuro: “Joveticerò”. A questo punto la società, chiedendo una consulenza agli esperti della “Treccani” (non essendo troppo vegani, in società la “Crusca” è bandita), decide di mettere Jovetic sul mercato. Una volta rispedito a casa il montenegrino, finalmente potrà arrivare uno tra Ezequiel Lavezzi ed Eder. Probabilmente “ed“… oppure Quagliarella.

MAFIA CINESE, ARRIVA CASH – L’altro argomento che ha caratterizzato la settimana nerazzurra e che dovrebbe monopolizzare anche quella attuale è la cessione di Fredy Guarin. Anzi, la probabile cessione di Guarin. O meglio, la possibile cessione di Guarin. Diciamocela tutta: la cessione di Guarin? Forse è più facile vendere l’Inter piena di debiti piuttosto che il colombiano. Dalla Cina è arrivata un’offerta, ma non si capisce se di 12, 15, 18, 20 milioni o più. Va bé, il dubbio economico ci può stare, il range è compreso tra 10 e 20. L’offerta arriva dal Jiangsu Suning, anzi no Jiangsu Sainty, anzi no Guangzhou, anzi no Shanghai Greenland Shenua o forse si aspetta l’offerta dello Zenit San Pechinoburgo. Insomma, i soldi cinesi ci sono, ma non si capisce da dove provengono. Facile prevedere, quindi, che si tratta di soldi sporchi, riciclati, magari anche falsi. Il Presidente Erick Thohir, soprannominato “Er Cinese”, forse dovrebbe spiegare: c’è la Mafia made in China dietro? Intanto sull’altra sponda dei Navigli, il Milan di Mr. Bee Taechaubol cede senza problemi Luiz Adriano ai cinesi (quali?), senza farsi problemi: grande operazione, plusvalenza… e ora torna Zlatan Ibrahimovic? Sorrisi rossoneri, lacrime nerazzurre: la crisi – o “crisetta” – è dietro l’angolo, sicuramente battuto corto e con Yuto Nagatomo pronto a mandare in fuorigioco tutta l’Inter. #CrisiInter, the next.

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