Inter al contrario: Mancini esonera Thohir, preso Ferrero!

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1 gennaio 2016, 00:00
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Ventunesimo appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, questa volta New Year edition durante la mini-tournée qatariota. L’Inter perde anche contro il Paris Saint-Germain, ma in casa nerazzurra tiene banco la crisi esistenziale dovuta all’esperienza araba: Mancini a Doha fa tutto al contrario, Thohir va in confusione e arriva la prima #CrisiInter del 2016… con Ferrero!

NB – Istruzioni per l’uso: si consiglia la lettura di questo articolo alle sole persone dotate di ironia e/o a quelle ancora sotto gli effetti del mix lenticchie-cotechino di mezzanotte. Tutto quello che leggerete potrebbe ripercuotersi sulla vostra salute. Buon anno!

ELIMINAZIONE FRANCESE – L’Inter esce sconfitta dall’ultima partita dell’anno: il 2015 si chiude con il KO di Doha in quella che non può essere definita una semplice amichevole. Si tratta, infatti, del ritorno della Sceicchions League, competizione a scadenza triennale (una partita all’anno ogni 30 dicembre) che già all’andata aveva visto il Paris Saint-Germain trionfare di misura: 1-0 a Marrakech (in gol Yohan Cabaye). Questa volta il gol decisivo lo segna l’ottimista sardo Gianni-Gavino Agostino, che dopo l’emigrazione in Francia si fa chiamare Jean-Kevin Augustin. La sconfitta genera malumore in casa Inter, soprattutto per il danno economico che causa: la finale avrebbe permesso all’Inter di acquistare, finalmente, Ezequiel Lavezzi, invece l’uscita in semifinale regala all’Inter solo due cammelli (di cui uno senza gobbe, perché revocate dopo lo scandalo “Cammellopoli“) da portare ad Appiano Gentile come souvenir dell’esperienza qatariota. Alcuni tifosi nerazzurri apprezzano il gesto degli Sceicchi, ma chiedono alla società di Corso Vittorio Emanuele II di mandare i cammelli subito in prestito con obbligo di riscatto al Carpi o al Bologna di turno, ma non al ChievoVerona, per evitare un’altra beffa di mercato: altro che Ezequiel Lavezzi a gennaio, l’incubo dei tifosi dell’Inter è Ezequiel… Schelotto! E tra i due cammelli e il Galgo, il centrocampo sarebbe nuovamente completo, senza bisogno di Lassana Diarra e Andrea Pirlo in mezzo, e Antonio Candreva sulla fascia. Termina male, dunque, l’avventura nerazzurra contro i francesi del PSG: Sans liberté, Inégalité, Sorellité.

MANCINI ARABO – Ovviamente, quando si parla di sconfitta, c’è sempre un colpevole. Nello specifico, quando si parla di Inter il principale indiziato, nove volte su dieci, è l’allenatore, mentre una volta su undici è Wanda Nara. In questo caso, vale la prima: Roberto Mancini errante, ancora una volta. Però, almeno nella trasferta di Doha, il tecnico nato jesino ha un alibi abbastanza valido: non è abituato alla cultura araba. Ecco perché, arrivato in Qatar, inizia ad avere comportanti strani, contrari rispetto alla routine. Sia nella sfera privata sia in quella pubblica-lavorativa: Mancini per tre giorni conduce la sua vita al contrario. Sveglia puntata di notte. La sua giornata inizia con la cena e termina con la colazione. Perfino in bagno, prima si asciuga, poi si lava. Il peggio di sé, però, l’ha dato dal parrucchiere, con una richiesta assurda: “Salve, mi faccia crescere i capelli”. Il barbiere di Doha – nipote dello sceicco Kebhel Kap El Khe-Aij -, si stranisce e chiude il salone. I tifosi dell’Inter, ignari fino all’inizio di Inter-PSG, mai avrebbero creduto ai loro occhi: Mancini mette in campo un’Inter al contrario! Il modulo non varia: 4-2-4, ma Samir Handanovic è la punta di diamante, mentre Mauro Icardi è in panchina come un Tommaso Berni qualsiasi. Gli esterni giocano al centro, gli interni giocano sulle fasce, i difensori in attacco, gli attaccanti in difesa, i centrocampisti a centrocampo, ma di spalle e con i guanti ai piedi e le scarpette nelle mani. Finisce male, perché alla fine vince il PSG 1-0, ma Mancini esulta: per lui ha vinto l’Inter, ancora una volta 1-0!

THOHIR CONFUSO – L’arabo Mancini non giova né a livello di spogliatoio né a livello societario. Al termine della partita, a differenza di Inter-Lazio, non c’è stato alcun caos nello spogliatoio nerazzurro: champagne a fiumi, musica a palla e spettacolo di magia offerto da Martin Montoya, che ha dimostrato ai compagni di squadra come poter vincere la Champions League senza farsi scoprire. Infastidito da questo atteggiamento, Erick Thohir ha telefonato proprio a Mancini, chiedendogli di raggiungerlo nei suoi uffici – che, non trovandosi in Indonesia, sono stati costruiti alla vigilia della tournée da una ditta edile guidata dal Capocantiere Marco Fassone -, ovviamente di proprietà del Presidente nerazzurro. Arrivato nei suoi uffici, Mancini prima entra chiudendo la porta, poi esce senza aprirla: già questo basta per confondere Thohir, che crede si tratti di un altro spettacolo di magia. A quel punto, Thohir spiega a Mancini i motivi che gli hanno fatto maturare la decisione di esonerarlo seduta stante e il tecnico jesino accetta di buon grado, ponendo la firma sul documento messogli avanti da Thohir. Incredibile – ma vero! -, Mancini ha firmato sì, ma l’esonero di Thohir: adesso l’Inter si trova senza Presidente!

PRIMA CRISI – L’Inter è ancora a Doha, da dove presto partirà in direzione Milano: senza presidente, senza progetti, senza trofei, senza acquisti. La situazione in casa nerazzurra, però, non è poi così drammatica come si crede: mancano ancora trecentosessantaquattro giorni (o il 2016 è bisestile? In quel caso, trecentosessantacinque!) e altrettante crisi, caos et similia. In questo mese di gennaio il Direttore Sportivo Piero Ausilio deve sistemare la rosa di Mancini, che a sua volta deciderà i prossimi innesti in società: al posto di Thohir è stato contattato Massimo Ferrero della Sampdoria! Il Presidente blucerchiato, dall’alto della sua esperienza in loco, è perfetto per risollevare le sorti dell’Inter: nei prossimi giorni avverrà un incontro con Thohir che sancirà il passaggio di consegne. Preso Ferrero, che – come confermato da Mino Raiola, ha già un progetto serio -, Mancini non si ferma: l’obiettivo dell’Inter per il 2016 non sarà né la Tim Cup né tantomeno lo Scudetto, bensì bissare la vittoria nel Trofeo Berlusconi. Per quanto riguarda i giocatori, il primo acquisto potrebbe essere Ricky Alvarez, portato in dote da Ferrero stesso per rinforzare la losca Banda dei Sudamericani, ancora in minoranza rispetto al Clan degli Slavi. Il 2016, quindi, inizia come era iniziato il 2015, che poi si è sviluppato secondo tradizione: è già #CrisiInter, la prima dell’anno nuovo!

Ora, andiamo al sodo: buon anno a tutti gli interisti, che sia un 2016 pieno di successi e quindi di sorrisi!

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