Icardi ha il mal di pancia, contattato Raiola: l’Inter trema

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26 ottobre 2015, 00:00
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Nono appuntamento della rubrica ironica “Crisi Inter”, dopo il pareggio esterno in quel di Palermo. In casa Inter scoppia il caso Icardi, che si preannuncia ricco di ripercussioni in tutto l’ambiente, essendo il capitano. Nel frattempo, la società si cautela mettendo sotto contratto Doveri, migliore in campo al “Renzo Barbera”

INTER NON SA PIU’ VINCERELa notizia del giorno, più che una notizia, è una certezza: l’Inter non sa più vincere. Escluso il fenomenale “Trofeo Berlusconi”, nelle ultime quattro giornate l’Inter ha: perso in casa contro la Fiorentina (18 punti come l’Inter); pareggiato a Genova contro la Sampdoria (14 punti dopo aver battuto la Roma capolista); pareggiato in casa contro la Juventus (campione d’Italia); pareggiato in trasferta contro il Palermo (11 punti tra cui tre contro il brillante Milan). Tutto ciò senza mai mostrare un calcio spumeggiante, anzi senza neanche mostrare calcio. L’Inter di Roberto Mancini continua a giocare male e a sfruttare le situazioni favorevoli per scalare la classifica con il minimo sforzo. E qualunque sia il problema, se al centro o sugli esterni, la colpa è di Mancini. Ancora una volta è andato in rete Ivan Perisic, volontariamente lasciato libero di colpire a porta sguarnita come già avvenuto contro la Sampdoria: solo un caso? Adam Kadmon sta investigando, ma molto probabilmente dietro queste due reti si cela un mistero ben più oscuro di quello legato all’esistenza di Martin Montoya, nonostante le rassicurazioni del caso. Ricordiamo, infatti, che è stato certificato il fatto che l’Inter ha problemi in attacco: non sa più segnare; non sa più tirare; alcuni hanno perfino constatato che, pur segnando, gli attaccanti nerazzurri non sanno esultare. Succede anche questo quando una squadra è eternamente incompiuta.

DOVERI FA I SUOI DOVERI – E anche vero, però, che se l’Inter non sa più vincere, almeno non sa neanche perdere: escluse Chiasso e la già citata Fiorentina, i nerazzurri non hanno praticamente mai perso. Situazione paradossale, piuttosto strana: la squadra gioca malissimo, ma non perde? La risposta, almeno per quanto riguarda Palermo-Inter, arriva facilmente: l’acquisto low cost (perché senza soldi, ndr) di Erick Thohir per rinforzare l’Inter si chiama Daniele Doveri. Ruolo? Fantasista con il fischietto. E’ proprio Doveri a prendere la decisione più corretta e dunque sacrosanta della partita: espellere Jeison Murillo. Resosi conto che il colombiano poteva diventare un problema per l’Inter, Doveri lo espelle. In questo modo l’Inter gioca alla pari l’ultimo quarto d’ora contro il Palermo e a Bologna farà a meno dello sciagurato centrale numero 24. Un’altra vittoria per il calcio, che premia la lealtà di un giocatore, Franco Vazquez, che è il fiore all’occhiello della Nazionale di Antonio Conte: nato in Argentina nella città di Tanti, facente parte del distretti di Tuffi, da padre francese (da qui l’appellativo Franco) e madre padovazquez, gioca nell’Italia nonostante nel suo ruolo Tania Cagnotto abbia più esperienza, ma forse non qualità.

ICARDI E IL MAL DI PANCIA – Il motivo principale del periodo no dell’Inter è da rintracciare, senza alcun dubbio, nella crisi esistenziale del proprio giocatore simbolo: Mauro Icardi. Divenuto capitano, l’argentino ha smesso di segnare. Anzi, ha smesso di giocare. Dirò di più: in settimana è arrivato un avviso nella casella postale della famiglia Icardi (fonte certa, il postino in questione è italiano e pensa che Stevan Jovetic sia solo un Giuseppe Rossi più sano) da parte del “Telefono Azzurro”. I figli della coppia Icardi-Nara si lamentano del fatto che, papà Maurito, ha smesso anche di fare il padre. Adesso è Wanda Nara che li accompagna a scuola, mentre tocca a Tommaso Berni impartir loro lezioni di matematica e a Yuto Nagatomo quelle di italiano. Neanche la celebre scusa del “ma sono giapponese” regge più. Saputo del fatto, anche Maxi Lopez è intervenuto sulla questione, dichiarando che Icardi ha smesso di essere tranquillo dopo l’arrivo di Geoffrey Kondogbia nello spogliatoio dell’Inter: questione di centimetri? Eppure l’argentino è alto 181 cm, mica pochi… Sta di fatto che il mal di pancia ora c’è e va curato: è scoppiato ufficialmente il caso Icardi in casa Inter!

LA CURA E’ RAIOLA – La cura del mal di pancia, come in ogni ambulatorio medico che si rispetti, ha un nome e un cognome: Mino Raiola. Il noto agente è stato contattato proprio da Icardi che, con la scusa di ordinare una capricciosa per Wanda, tre margherite con bufala per i piccoli Lopez-Nara e un’ignorantissima tonno e cipolla per lui da dividere con Felipe Melo, ha cercato il primo approccio con il potentissimo Raiola. L’idea di Icardi è quella di emulare Zlatan Ibrahimovic e si sta già allenando per farlo, tant’è che a fine cena ha dichiarato: «Sognavo di mangiare questa pizza tonno e cipolla fin da bambino». Neanche Melo gli ha creduto, ma l’impegno non manca. Il buon Raiola è già al lavoro, ma dopo aver provato a concludere uno scambio alla pari con il Paris Saint-Germain tra Icardi ed Ezequiel Lavezzi, l’Inter si è inserita e ha detto no. Thohir per Icardi vuole solo cash, anche perché c’è da ripianare un debito societario che nelle ultime ore è lievitato raggiungendo la clamorosa cifra di 3 pogbillioni di dollari. Ecco dunque l’ultima proposta di Raiola: 50 milioni più tutto il cartellino di Montoya per far tornare Icardi al Barcellona. Prendere o lasciare?

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