Conte sta varando il 3-2-3-2 ma all’Inter mancano 2/11 decisivi per reggerlo

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28 Settembre 2020, 12:03
Antonio Conte Inter Antonio Conte Inter
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Conte si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dopo il 4-3 del debutto stagionale. E la vittoria non c’entra. Le scelte fatte dal 1′, e soprattutto i cambi che hanno stravolto positivamente la partita, sono ancora oggi oggetto di discussione. Così come l’ambigua gestione Eriksen e il sogno non troppo velato chiamato Kanté. E se all’orizzonte ci fosse un’altra rivoluzione tattica? A decretarlo sarà l’ultima settimana di mercato “estivo”

INTERPRETAZIONE DEL CONTE-PENSIERO

DUE CONCETTI – Quando Antonio Conte decide di parlare, in genere le motivazioni possono essere due. O è costretto da contratto. Oppure ha qualcosa da dire. E non la manda a dire. Analizzare le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro dopo il rocambolesco 4-3 nel debutto stagionale contro la Fiorentina non è così intuitivo. Eppure i due concetti-chiave vengono fuori alla luce del sole. Il primo: a centrocampo, per giocare con il trequartista, dopo la qualità dietro le punte (Christian Eriksen), serve anche la quantità davanti alla difesa. E la “quantità” per Conte ha un nome e un cognome: N’Golo Kanté del “suo” Chelsea, che di certo non glielo regalerà. Qualsiasi altro giocatore preso in mezzo al campo che non sia Kanté non potrà essere definito alter ego valido. Vale sia per il profilo low cost che più gli assomiglia (Jean Seri del Fulham) sia per il mediano difensivo probabilmente più adatto per completare il reparto (Thomas dell’Atletico Madrid), soprattutto in caso di uscita di Marcelo Brozovic. Il secondo: sulle fasce si gioca con due ali (Achraf Hakimi e Ivan Perisic) anziché due terzini (Danilo D’Ambrosio e Aleksandar Kolarov), pertanto va rinforzata la zona centrale. E si torna al discorso sulla quantità mancante.

RICOSTRUZIONE DEL CONTESTO TATTICO

PIÙ MODULI – La nuova Inter di Conte, che riparte dal 3-4-1-2, non c’entra nulla con quella della passata stagione. E non c’entra niente il trequartista, perché rispetto al 3-5-2 cambia solo il compito tattico, invertito. Anziché partire basso da mezzala e avanzare accentrandosi per fare da collante tra i due reparti, nel modulo attuale inizia alto per poi retrocedere a supporto dei compagni di reparto. Il primo tempo di Eriksen contro la Fiorentina spiega bene la situazione. Quando il danese si è abbassato sulla linea degli incontristi, in realtà ha agito da regista basso (vedi analisi tattica di Inter-Fiorentina, ndr). Costruendo per primo l’azione. E magari in futuro avrà il compito di lanciare gli esterni, chissà. Se l’approccio nella passata stagione era più vicino al 5-3-2 (contenimento) che al 3-3-4 (spinta), ora la situazione si ribalta. Conte lavora sul 3-2-3-2 che dovrà garantire ugualmente la doppia fase come in precedenza. Può essere l’evoluzione definitiva dopo quasi quindici anni di carriera in panchina. Dal 4-2-4 di Bari al 3-4-2-1 di Londra, passando per il 3-5-2 di Torino. Conte è sempre partito da una base affidabile e, dopo aver analizzato pro e contro, si è corretto tempestivamente dando una nuova veste alla propria squadra. In base ai giocatori a disposizione. Con l’Inter 2020/21 può fare la stessa cosa, almeno in qualche occasione.

SCENARIO LEGATO AL CALCIOMERCATO

DUE UNDICESIMI – Per far sì che il 3-2-3-2 di Conte vada in porto, servono le pedine giuste. Il già citato Kanté è fondamentale, altrimenti crolla tutto prima di partire. Nella mediana a due Brozovic non garantisce il lavoro richiesto dal tecnico. Che in assenza del francese è pronto a lanciare il fidato Arturo Vidal in coppia con Nicolò Barella. Quest’ultimo chiamato a una rapida crescita sulla scia del fuoriclasse del Chelsea. Ma non è la stessa cosa. Anzi, è da vedere se il cileno agirà lì o più avanzato, dove per ora Stefano Sensi si alterna con Eriksen. Per reggere il sistema di gioco con il terzetto offensivo a supporto delle due punte serve anche un altro elemento nell’undici iniziale. In difesa, ché a tre va blindata. Oltre al ritorno di Stefan de Vrij in mezzo, affiancato sul centro-sinistra da Alessandro Bastoni (o Kolarov), serve un terzo di destra di spessore. Milan Skriniar potrebbe farlo se rimanesse con la convinzione di tornare ai livelli del primo anno nerazzurro, altrimenti meglio cederlo e rimpiazzarlo con un profilo più adatto. I nomi sono noti e nessuno fa rima con Danilo D’AmbrosioMatteo Darmian, per intenderci. Centrali più “bloccati” per dare più libertà agli esterni, che sicuramente verranno centellinati a coppie. E se la sera del 5 ottobre il mercato in entrata non fosse soddisfacente, ci sarebbe sempre il paracadute iniziale. La difesa a tre della passata stagione. Ashley Young (e Darmian…) jolly sulle fasce. Sensi basso o Eriksen alto. E Alexis Sanchez “10” delle grandi occasioni. Tanto c’è Vidal tuttofare. Le possibilità dell’Inter di Conte con la rosa lunga sono infinite, è il budget di mercato a non esserlo. Sarà la settimana della svolta per il mercato, tra Benevento e Lazio. Ma prima di acquisti e moduli, i punti.



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