Conte filo conduttore del progetto Suning all’Inter dopo 2 anni di step mirati

Articolo di
1 Giugno 2019, 17:46
Condividi questo articolo

Conte a breve conoscerà alla perfezione tutto il mondo Inter, che da due anni prepara(va) sapientemente il suo approdo ad Appiano Gentile. Suning vuole raggiungere la quadratura del cerchio iniziata due anni fa, adesso può entrare in gioco Marotta

FINALMENTE CON… TE – La parola chiave uscita dalla bocca del Presidente Steven Zhang (vedi articolo) nel presentare il nuovo tecnico Antonio Conte è “finally”, banalmente tradotto nell’italiano “finalmente”. Detta con il sorriso, detta con grande determinazione e piena soddisfazione. Conte arriva all’Inter nel 2019, finalmente, dopo aver provato a prenderlo già nel 2017. Sono passati due anni, due anni importanti per la crescita tecnica ed economica dell’Inter. Paradossalmente, sia per l’Inter sia per Conte, è meglio che questo matrimonio sia stato fatto ora, dopo l’ottimo biennio di Luciano Spalletti a Milano, dove sono state messe buone basi per ripartire, in particolar modo grazie alla doppia qualificazione in Champions League, necessaria tanto per le casse dell’Inter quanto per gli stimoli di Conte. Due anni serviti all’Inter per riprendere quota, ossigenarsi dopo cinque-sei anni più distruttivi che fallimentari. Conte non è la luce in fondo al tunnel, ma può essere il mezzo utilizzato da Suning per riprendere in mano l’ambizione iniziale: riportare l’Inter ai vertici del calcio nazionale e internazionale, sul campo, non solo nelle competizioni mediatiche dedicate al bilancio e al fatturato (comunque sempre prioritarie). Un nuovo inizio, un anno 2.0 anziché solo 0.

MAROTTA NUOVO SABATINI – La scelta di Conte all’Inter va analizzata sullo sfondo giusto. E bisogna andare per step, a ritroso. Prima l’arrivo di Beppe Marotta, a cui Suning ha affidato totalmente le sorti sportive dell’Inter. Marotta ha pieni poteri, quindi è il manager che si impone per portare Conte a Milano anche a costo di esonerare Spalletti a obiettivo raggiunto, comportando una doppia spesa mica da ridere. Ma prima di Marotta, Suning aveva affidato il suo progetto nel mondo sportivo a un altro dirigente di spessore, quel Walter Sabatini fuggito in seguito alla sfiducia nata dopo il mancato mantenimento delle promesse societarie a causa dei paletti del Fair Play Finanziario UEFA e dei limiti imposti dal governo cinese. E il nome fatto da Sabatini alla famiglia Zhang nell’estate 2017 era proprio quello di Conte, per poi dover virare controvoglia sul più economico Spalletti. Quello tra Conte e l’Inter era un matrimonio già annunciato, ma le cifre stellari che caratterizzano oggi l’affare porta più ambizioni e quindi pressioni: l’Inter deve tornare a vincere, prima in Italia e poi in Europa, entro e non oltre questo triennio. Il proprietario Jindong Zhang, appena arrivato a Madrid per incontrare Conte (vedi articolo) ricorderà questo a tutto il management. Gli step per arrivare a questo punto sono stati fatti, adesso spazio al mercato. E stavolta non si può fallire: Marotta guidi Piero Ausilio per fare quanto non riuscito a Sabatini.


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato



tifointer





ALTRE NOTIZIE