Conte, ecco come la sua visione sta plasmando l’Inter

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12 novembre 2019, 11:12
Antonio Conte

L’impronta di Antonio Conte sull’Inter è sempre più definita e vivida. I nerazzurri arrivano alla terza sosta stagionale con uno status rinnovato, che li legittima come seconda forza del campionato.

RISULTATI CHE PARLANO – Il lavoro di Antonio Conte va misurato innanzitutto con i dati. Un’analisi quantitativa rischia di essere forse riduttiva e asettica, ma è talvolta essenziale come base di partenza. E la base di partenza dice questo: 31 punti in 12 partite di campionato. 10 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta: nell’era dei 3 punti, la miglior partenza in assoluto dell’Inter dopo 12 giornate. Se nel 1988/89 le vittorie fossero valse un punto in più, l’Inter dei record di Giovanni Trapattoni sarebbe avanti di un solo punto a quella di Conte. Di queste 10 vittorie, 6 sono arrivate consecutivamente nelle prime 6 giornate, con addirittura solo 2 reti subite a fronte di 16 fatte. A voler aggiungere un’ulteriore nota di colore, 6 vittorie su 6 in trasferta. Una partenza detonante che odora di statement agli avversari, una dichiarazione non esplicita di volontà di esserci.

INTENSITÀ LUNGO I 90 MINUTI – E questi risultati si legano soprattutto a due qualità, sulle quali Conte sta lavorando sin dal giorno 1: intensità e mentalità. L’intensità è da sempre il marchio di fabbrica delle squadre di Conte, ma non in senso monocorde. Con la Juventus riusciva ad imporre un ritmo serrato alla partita, in grado di demolire gli avversari, prima psicologicamente e poi fisicamente. Con la Nazionale e con il Chelsea, invece, Conte faceva comunque correre tantissimo i suoi giocatori, sopperendo con la corsa ad eventuali lacune tecniche. E la sua Inter è sicuramente più vicina a questa versione: con 111,02 km a partita, l’Inter è la squadra che corre di più in Serie A (fonte: sito ufficiale Serie A). I nerazzurri puntano infatti a una sorta di dominio territoriale del campo, avvicinandosi con veemenza all’area avversaria e prediligendo l’azione corale all’invenzione del singolo.

MENTALITÀ NELLA GESTIONE – L’Inter di Conte si contraddistingue anche per la mentalità e la forza di carattere con cui gestisce le partite. Finora i nerazzurri, in 16 partite stagionali, sono andati in svantaggio solo 4 volte: contro Slavia Praga, Juventus, Bologna e Verona. Svantaggi divenuti poi 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. Nonostante la stanchezza emersa in modo evidente negli ultimi impegni, gli uomini di Conte incarnano il più retorico dei “Non molliamo mai”, altro grande segno dell’ottimo lavoro che l’allenatore sta svolgendo. Solo contro il Parma e contro il Borussia Dortmund (nella gara di ritorno) è successa la situazione inversa: il vantaggio dell’Inter non ha portato alla vittoria finale. Due eccezioni che, proprio in quanto tali, sembrano confermare quella che Conte sta facendo diventare una regola.

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