Conte, 13/02/2021 data storica: dopo il lavoro, si è preso l’Inter con la forza

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13 Febbraio 2021, 15:18
Antonio Conte Antonio Conte (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)
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Conte da oggi può aggiornare il suo curriculum vitae con un nuovo impiego. Senza aver cambiato datore di lavoro. Alla vigila di Inter-Lazio per la prima volta si assiste a un nuovo approccio lavorativo e soprattutto comunicativo. Entra in scena con forza il Conte interista. Il tifoso, non solo l’allenatore

UN NUOVO CONTE – Le dichiarazioni di Antonio Conte alla vigilia di Inter-Lazio segnano un evento più unico che raro nella sua carriera da professionista del calcio. Una carriera ad alti livelli in Italia nata e morta con gli stessi colori, quelli bianconeri. Quelli della Juventus, oggi nemica dichiarata e pubblica. Forse non più solo a livello sportivo. Fino agli episodi di Juventus-Inter, Conte si è sempre comportato con educazione e rispetto nei confronti del suo passato. Così come aveva fatto, quando era allenatore della Juventus, nei confronti di quello che poi sarebbe stato il suo futuro. L’Inter. Oggi viene ribaltato tutto. Le sue parole in sala stampa (leggi il contenuto testuale della sua conferenza stampa, ndr), sia in apertura da solista sia nel botta-risposta con i giornalisti presenti, sono una novità. Prima di oggi Conte non aveva mai parlato da tifoso interista. Si è sempre comportato da semplice dipendente, che fa il suo lavoro al meglio per giustificare lo stipendio e rimarcare la sua professionalità. Il Conte lavoratore lo conoscevano tutti anche prima di vederlo all’opera ad Appiano Gentile. Uno che non vuole perdere mai. A prescindere dalla squadra per cui lavora. E il Conte lavoratore non parla mai a caso. Vuole sempre far seguire i fatti alle parole. Questo atteggiamento negli anni gli ha causato numerose “antipatie” nell’ambiente.

DA OGGI TIFOSO – Quando Conte è diventato allenatore dell’Inter nessuno gli chiedeva di diventarne anche tifoso. Anzi. Proprio per evitare di dover evidenziare a più riprese l’imbarazzante situazione vissuta (“la bandiera juventina che deve fingersi interista”), Conte da allenatore non ha mai fatto trasparire emozioni diverse da quelle del campo. Felicità dopo una vittoria. Nervosismo dopo una sconfitta. Insoddisfazione generale a causa di una mancanza di perfezione ormai datata in casa nerazzurra. E poi i famosi scontri verbali a distanza con la proprietà (giustificabili solo a distanza di mesi…) che quasi l’hanno fatto passare per “infiltrato”. Oggi, 13 febbraio 2021, non è più così. Conte si è tolto l’etichetta di “juventino” perché la storia non può essere cambiata. Conte è stato un dipendente della Juventus e di questo non può che andar fiero. Ma oggi non è più solo un dipendente dell’Inter. Conte oggi è il primo tifoso interista. Quello che vuole riportare la sua Inter sul tetto d’Italia. E poi chissà dove. Avrà pure uno stipendio che giustifica questo suo cambio di approccio al lavoro, ma non è così. Nessuno gli chiedeva di essere tifoso interista, ma solo di vincere sedendo sulla panchina dell’Inter perché pagato profumatamente per farlo. Dal 13/02/2021 cambia qualcosa: oggi Conte vuole vincere con la sua Inter anche per battere quella che non è più la sua Juventus. Una sfida personale, una sfida di forza. Se non è un tifoso interista questo…




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