Benvenuto Godin! Titoli, gol pesanti, carisma e l’Inter nel destino (dal 2010)

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1 luglio 2019, 18:38
Diego Godin Atlético Madrid

Diego Godin è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Inter (QUI il comunicato del club): il leader carismatico dell’Uruguay e del ciclo vincente dell’Atletico Madrid di Diego Simeone approda a Milano andando a formare con Milan Skriniar e Stefan de Vrij uno dei pacchetti di centrali difensivi più forti in Europa. Il palmares, la storia e il curioso intreccio del “Caudillo” con i colori nerazzurri del compagno di mille battaglie di Joao Miranda

TOP NEL RUOLO – Erano i primi giorni del 2019 quando iniziò a trapelare la notizia di un’Inter vicina a blindare l’accordo con Diego Godin a parametro zero per la prossima stagione. Sei mesi più tardi il leader indiscusso dell’Uruguay e dell’Atletico Madrid che ha vinto tutto sfiorando due volte la Champions League è un nuovo difensore nerazzurro, la ciliegina sulla torta di un reparto che rappresentava già il punto di forza della formazione interista (Stefan de Vrij, Milan Skriniar, Joao Miranda). Godin è, infatti, da più di un lustro, stabilmente tra i migliori difensori centrali d’Europa: nonostante abbia già compiuto 33 anni a febbraio, rappresenta tutt’oggi una certezza indiscussa nel suo ruolo. Nella passata stagione ha accusato qualche acciacco fisico, ma Antonio Conte saprà dosare al meglio le forze dei suoi difensori. Come? Ad esempio approfittando del doppio o triplo impegno settimanale per alternare l’uruguagio e de Vrij in modo da non sovraccaricarli: questa potrebbe essere una soluzione che consentirà di vedere i tre centrali puri contemporaneamente in campo non in pianta stabile come oggi sembra scontato presumere.

PALMARES PIENO E INTER NEL DESTINO – Il binomio Inter-Godin nasce ufficialmente oggi ma un dato curioso merita di essere evidenziato. Il “Caudillo” approda in Europa al Villarreal nel 2007 e con le sue prestazioni convince l’Atletico Madrid, fresco vincitore della prima edizione dell’Europa League contro il Fulham, ad acquistarlo nell’agosto 2010. Sì, il 2010: l’anno dell’Inter Campione d’Europa. Poche settimane dopo il suo arrivo a Madrid, Godin è già in campo da titolare al centro della difesa nella Supercoppa Europea vinta 2-0 nel Principato di Monaco contro i nerazzurri di Rafael Benitez. Quella partita segnò di fatto la fine del ciclo di ambizioni europee dell’Inter, mentre l’Atletico di Quique Sanchez Flores guidato da Diego Forlan e Sergio Aguero portò a casa l’ultimo titolo del pre-Diego Simeone. 2010-2019: nel mezzo, la Copa America 2011 vinta con l’Uruguay in finale contro il Paraguay, l’Europa League vinta contro l’Athletic Bilbao del “Loco” Marcelo Bielsa nel 2012, la storica Copa del Rey vinta al Bernabeu contro il Real Madrid e decisa da Miranda nel 2013, la leggendaria Liga 2013-2014 che porta la sua firma con il gol di testa dell’1-1 al Camp Nou pochi giorni prima del sogno Champions League accarezzato (sempre con un suo gol) e sfumato all’ultimo minuto per “colpa” di Sergio Ramos e dei fatali supplementari, la Supercoppa di Spagna, la finale di Milano persa ai calci di rigore, un’altra Europa League vinta contro il Marsiglia poco più di un anno fa e infine la vendetta nel derby in Supercoppa Europea. Questi, in sintesi, i 9 anni di Godin. Senza dimenticare il gol che ha eliminato l’Italia di Cesare Prandelli dai Mondiali 2014 in Brasile o il gol del 2-0 contro la Juventus agli ottavi di Champions che aveva illuso i Colchoneros prima della rimonta bianconera a Torino. Insomma, un uomo decisivo capace di graffiare quando conta a dispetto di un ruolo che non ne farebbe prerogativa principale. La coppia formata con l’interista Miranda, che era arrivato all’Atletico nel 2011, sotto la guida di un maestro della fase difensiva come il ‘Cholo’ Simeone è stata tra le migliori in Europa nonostante non garantisse grande velocità. Poi, nel 2015, il brasiliano approdò in nerazzurro alla corte di Roberto Mancini con l’obiettivo di riportare l’Inter in Champions League, obiettivo fallito per due volte e centrato per altrettante: oggi il suo compagno di mille battaglie ripercorre le sue orme per riportare l’Inter in albo d’oro. Godin all’Inter per vincere in Italia (parola sua!), per tornare grandi insieme dopo la notte del 27 agosto 2010 che sancì l’ascesa di Godin e l’inizio della caduta dell’Inter che oggi più che mai vuole tornare al vertice. Benvenuto, Diego!

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