Serie A, oggi incontro tra Comitato del Governo e Figc: due rebus – GdS

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7 Maggio 2020, 09:42
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“La Gazzetta dello Sport” sottolinea la delicatezza e l’importanza del vertice di questo pomeriggio, tra il Comitato tecnico-scientifico dell’Esecutivo e la FIGC. Due i nodi da sciogliere sul protocollo medico per la Serie A. Ecco quali

VIS A VIS – Più che un confronto sarà una sorta di audizione. Da una parte i 20 membri del Comitato tecnico-scientifico del Governo, dall’altra la FIGC, per decidere il destino della Serie A. Nella conference call di oggi pomeriggio, la Federazione sarà rappresentata dal presidente Gabriele Gravina e dal professor Paolo Zeppilli, numero uno della commissione medica, che ha scritto il famoso protocollo per la ripresa degli allenamenti, giudicato insufficiente. Intanto le squadre hanno cominciato a effettuare gli esami preventivi previsti
dalla Federazione Medico Sportiva. Esami preventivi che fra l’altro ieri hanno messo in luce una nuova positività, quella di un calciatore del Torino.

TEST – E proprio su questo aspetto sorgono i primi dubbi. Perché quelle raccomandazioni prevedono un iniziale doppio esame al tampone, ma da ripetere ogni quattro giorni. Le squadre di Serie A stanno effettuando i test, ma è chiaro che una così grande necessità di tamponi sarebbe un problema. Ecco perché la FIGC aveva puntato sui test sierologici (non ancora disponibili in tutte le regioni) per arrivare a negativizzare il gruppo squadra, costruendo un raduno permanente blindato nel centro di allenamento.

PRECAUZIONI – Ma il problema più importante da discutere (all’incontro il ministero sarà rappresentato da Giuseppe Pierro, direttore dell’ufficio sport) è ancora il cosa fare in caso di nuove positività. La stessa Germania, come leggete a proposito del ritorno in campo della Bundesliga, non ha disciplinato in modo rigido l’eventualità. Su questo punto, però, il Comitato tecnico scientifico non transige. Chi è positivo va messo in quarantena per due settimane. Sarà poi la Asl di competenza a verificare chi può rientrate nei «contatti ravvicinati», che dovranno osservare lo stesso tipo di prescrizione.

PICCOLI PASSI – È molto probabile che l’incontro di oggi non sia l’ultimo: possibile che si verifichino una serie di ipotesi per la ridefinizione del protocollo. Che fra l’altro è ancora un documento sugli allenamenti e non parla ancora della fase delle partite. Dunque non è ancora arrivato il momento dell’ultima parola. Che, comunque, spetterà al governo, mentre il premier Giuseppe Conte si è deciso ad impugnare la questione.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni


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