Materazzi: “Coronavirus sottovalutato, Zhang ha lanciato il sasso. Ora…”

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19 Marzo 2020, 19:31
Marco Materazzi
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Intervistato in esclusiva dalla “Gazzetta dello Sport”, Marco Materazzi ha parlato della situazione legata all’emergenza Coronavirus in Italia – riprendendo le parole di Zhang -, della raccolta fondi con gli ex compagni della nazionale campione del Mondo nel 2006 e dei giocatori dell’Inter del Triplete.

SITUAZIONE SOTTOVALUTATA – Il più grande problema del Coronavirus è probabilmente il fatto che tutti lo abbiano sottovalutato, proprio come ha fatto presente Marco Materazzi: «All’inizio tutti l’hanno sottovalutato, ma ora tutti hanno paura com’è giusto che sia. Bisogna stare attenti, dobbiamo essere uniti come solo l’Italia sa fare. Con gli interisti contraccambio l’ammirazione, lì ho condiviso dieci anni fantastici e li ringrazio di tutto. L’Inter sta facendo i fatti, Zhang ha giustamente tirato il sasso e io sono dalla sua parte. Ora si è capito la gravità della situazione e si iniziano ad apprezzare le sue parole. Quello che mi manca di più è lo sport, il calcio. Mi manca anche un figlio che vive a Roma. Tracciare i telefoni era la prima cosa che bisognava fare, ancora prima del decreto».

RACCOLTA FONDI – Materazzi, sempre ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”, ha anche ricordato della raccolta fondi lanciata dai campioni del Mondo 2006: «La raccolta fondi con i Campioni del Mondo è stata iniziativa di Cannavaro e Del Piero per aiutare la Croce Rossa. Saranno poi loro a decidere chi ne ha più bisogno. Vogliamo raccogliere il più possibile, speriamo di riuscirci. Auguro ai miei compagni di raggiungere il risultato, io ho aggiunto una delle mie maglie del mondiale e chi donerà potrà vincerla».

RICORDI SPORTIVI – Inevitabile parlare anche di calcio, con Materazzi che ha parlato dei giocatori più forti con cui abbia mai avuto il piacere di condividere lo spogliatoio: «Tra tutti quelli con cui ho avuto la fortuna di giocare il più forte è Ronaldo il Fenomeno. Non me ne voglia Cristiano, ma il Fenomeno era forte e veloce. Ho avuto il rammarico di averci giocato insieme solo dopo i suoi due infortuni. Quelli a cui sono più legato sono quelli del Triplete, ho avuto la fortuna di giocare con i più forti della storia».


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