Il Bologna fa scuola: Serie A, come risolvi il nodo quarantena? – GdS

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28 Maggio 2020, 10:25
Dall'Ara Bologna
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Il sospetto caso di positività nel Bologna riaccende la questione quarantena obbligatoria. La Serie A vuole trovare un compromesso fattibile, nonostante il Comitato tecnico-scientifico del governo si sia mostrato piuttosto irremovibile. Ecco come i rossoblu gestiranno la situazione nei prossimi giorni

NODO CENTRALE – La Serie A conosce a memoria visto l’argomento più dibattuto nel tormentone della ripartenza. La “quarantena automatica”, tornata al centro del dibattito dopo la sospetta positività in casa Bologna, non è nata con il pallone, ma con l’inizio della tempesta Covid-19. Poche ore dopo l’ufficializzazione del primo caso a Codogno, il ministero della Salute firmò un’ordinanza con questo passaggio: «È fatto obbligo alle Autorità Sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni 14, per gli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva Covid-19».

DISPOSIZIONI – L’ordinanza è del 21 febbraio, pochi giorni dopo l’allarme coronavirus sarebbe diventato tragedia. Questa norma è ancora a tutti gli effetti in vigore anche se si parla di una sua rivisitazione in caso di frenata dei contagi. La decisione che riguarda l’ampiezza del raggio, cioè i «contatti ravvicinati» del soggetto positivo, spetta alla Asl. Una disposizione che è raccolta dai protocolli della FIGC per la Serie A e non solo (che il Comitato tecnico-scientifico del governo passerà al vaglio stamattina), e che peraltro copia quanto scritto nel testo precedente: «La mappatura degli ulteriori contatti del soggetto positivo, seguirà le prescrizioni del Sistema Sanitario Nazionale».

SPIRAGLI DI ELASTICITÀ – Il protocollo, però, strappa una concessione per quanto riguarda luogo e modalità della quarantena. Nel caso di positività, infatti, c’è un isolamento di squadra (in questo caso il Bologna) che rende possibili gli allenamenti per la Serie A. Allenamenti che dovrebbero essere a pieno regime, quindi senza limitazioni. Partitelle comprese. Dopo aver accertato la negatività di tutto il resto del gruppo con tamponi e test sierologici. Quanto alla «struttura concordata» che potrà essere la sede della quarantena di squadra, potrà essere il centro di allenamento della squadra con le modalità del «ritiro chiuso» inizialmente adottata nella proposta di protocollo iniziale e poi superata.

CAMBIAMENTI NECESSARI – Proprio martedì sera era tornato sull’argomento il Cts. Ribadendo l’obbligo e la durata della quarantena e negando qualsiasi attenuazione per la Serie A. Per ora, dunque, i 14 giorni restano 14 giorni e il Bologna dovrà gestire con particolare durezza. Sarà solo un ulteriore calo dei contagi a mettere in discussione questa rigidità. Il calcio, ma naturalmente non solo lui, lo spera.

Fonte: La Gazzetta dello Sport


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