Higuain, Testi (Asl Torino): “Più probabile che prenda il virus in aeroporto”

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21 Marzo 2020, 16:05
Gonzalo Higuain Juventus-Bayer Leverkusen
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Il viaggio in Argentina di Higuain in piena emergenza Coronavirus ha fatto molto discutere in Italia (vedi articolo). “Gazzetta.it” per fare chiarezza ha intercettato Roberto Testi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Torino. Di seguito le sue dichiarazioni

Direttore, che cosa si può dire sul caso dei calciatori che hanno lasciato l’Italia negli scorsi giorni?

«Non conosco i calciatori, non seguo il calcio. Però ho seguito il caso Rugani interfacciandomi con il responsabile sanitario della Juventus, Luca Stefanini».

Molti italiani si chiedono perché i giocatori, asintomatici, abbiano potuto fare il tampone.

«I calciatori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria di un medico competente, Stefanini in questo caso, che può decidere di sottoporre a tampone chi sia stato in contatto con persone positive, come Rugani. È una sua scelta e io la trovo abbastanza ragionevole. E i tamponi sono stati fatti in una struttura privata».

Chi ha contatti con un positivo va in quarantena o in isolamento volontario domiciliare?

«In isolamento volontario domiciliare. La quarantena è differente, per la quarantena serve un’ordinanza».

Higuain è risultato negativo al tampone dopo circa una settimana di isolamento e ha lasciato l’Italia prima del termine delle due settimane. Il rischio che sia un “falso negativo”, e quindi possa contagiare qualcuno in Argentina, è completamente da escludere?

«Non ci sono rischi, questo è sicuro. Io penso sia più probabile che Higuain prenda il virus in aeroporto».

Chi rientra in Italia, nel suo caso a Torino, da Argentina, Lussemburgo o Germania dovrà restare 15 giorni in isolamento?

«In realtà non sappiamo che situazione ci sarà quando loro torneranno. E sinceramente, nel quadro delle problematiche italiane, non è certo uno dei temi più importanti».

Certo, però il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, scrive che chi rientra in Italia deve essere sottoposto “alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per 14 giorni”.

«Certamente. Io però credo che ragionevolmente il Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica), in accordo con il medico di riferimento e la persona interessata, possa stabilire che dopo alcuni giorni di isolamento si faccia un nuovo tampone. E, in caso di esito negativo, il giocatore possa tornare ad allenarsi. Ma attenzione, magari a quel tempo le norme saranno cambiate ulteriormente».

Fonte: gazzetta.it – Luca Bianchin


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