Del Piero: “Campioni del 2006 uniti contro il Coronavirus”

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26 Marzo 2020, 14:24
Alessandro Del Piero
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Alessandro Del Piero ha parlato ai microfoni di “Tutti Convocati” su Radio 24 dove ha esposto l’iniziativa presa con gli altri Campioni del Mondo del 2006 per raccogliere fondi in sostegno alla lotta contro il Coronavirus e ha inoltre dato le sue opinioni su come il calcio potrà ripartire a emergenza finita

LA RACCOLTA FONDI – Del Piero e gli altri Campioni del Mondo del 2006 hanno lanciato una raccolta di fondi in sostegno alla lotta contro l’epidemia: «Siamo tutti uniti per la raccolta fondi e cerchiamo di mettere in campo le nostre qualità, compreso in questo caso il fatto di essere conosciuti a livello internazionale chiedendo sostegno ai nostri tifosi in giro per il mondo. Cerchiamo di aiutare la Croce Rossa, la Protezione Civile, i militari, i sanitari, le persone che stanno facendo la vera partita e sono i nostri titolari».

L’INIZIATIVA – Del Piero racconta come è partita l’iniziativa: «Noi abbiamo la chat comune con tutti i campioni del 2006, in questo caso ci siamo uniti per la raccolta fondi con i canali social che sono le cose che oggi vengono seguiti e arrivano a persone di tutto il mondo».

LO SPIRITO DI RICOMINCIARE – Con che spirito si ricomincerà quando sarà finito tutto: «Io credo, spero che prevalga la gioia di tornare a giocare che è quello che spinge ogni giocatore a sognare questa carriera e dimostrare che è lì per un senso suo interiore e poi per i tifosi e la competizione. Ci sarà un po’ di timore in alcune situazioni, ma l’atleta è forte, è giovane, prende la competizione o il problema come qualcosa da superare e se va con queste idee dirà che è tutto a posto e si può andare al 100%. Ci sarà rodaggio, psicologico e fisico perché per quanto uno possa allenarsi è sempre a casa».

I CALCIATORI SONO UMANI – Del Piero ritiene che i calciatori possano avere delle paure ed è normale, prendendo come esempio i calciatori dell’Inter: «E’ da prendere in esame e valutare, ma non è nemmeno semplice garantire i giocatori e gli addetti ai lavori che allo stadio sarà tutto ok. Sarà magari tutto ok allo stadio, ma quando si va a casa? Intorno alla squadra ci sono una serie di operatori che hanno famiglia. Penso ai giocatori dell’Inter che sono tornati a casa dalle loro famiglie e giustamente, il viaggio è ancora un pericolo. Non è semplice, speriamo nella scienza che possa trovare delle soluzioni».

LA NAZIONALE – Si parla infine del lavoro di Roberto Mancini con la Nazionale: «Mancini come allenatore ha fatto una carriera incredibile e oggi ha dato con la Nazionale, in una situazione non facile, una sensazione di costanza qualità e risultati. Sono cose fondamentali nel calcio, è stato molto bravo e ha dimostrato leadership, altra qualità fondamentale. Tutti gli scetticismi iniziali su di lui e sulla squadra sono stati abbattuti e c’è di nuovo entusiasmo per un gruppo di giocatori che ha fatto un percorso ad oggi fantastico».


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