Coronavirus, Italia e quarantena: 2470, calo speranza. Pannolino e 2 giorni

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16 Marzo 2020, 20:13
Coronavirus, Italia e quarantena
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Coronavirus, Italia e quarantena – 16 marzo: ancora troppe denunce, ma la popolazione continua a osservare l’isolamento forzato nelle proprie abitazioni. Quest’oggi un primo lieve calo dei contagi (qui il bollettino) lascia ben sperare, ma è ancora presto per cantare vittoria. Un pannolino arcobaleno rappresenta una piccola gioia in una giornata di guerra in corsia

Coronavirus, Italia e quarantena: i numeri drammatici, primo ossimoro di speranza

Sistema sanitario al collasso. Quante volte avete sentito, letto o pronunciato questa frase nelle ultime settimane? Posti in terapia da scovare ovunque, piani per l’emergenza, vecchi ospedali riadattati, altri costruiti in tempi record dal nulla. Si cerca di reggere come si può e di attivarsi per contrastare il Coronavirus. Italia resiste, ma è messa a dura prova dalla quarantena, in primis il personale medico, in prima linea in questa battaglia. 2470, questo il numero del giorno. Tanti, tantissimi contagi in sole 24 ore, ma paradossalmente 4 cifre da cui emerge una prima speranza. I nuovi contagi sono in ribasso rispetto a quelli del giorno prima: occorrerà ancora aspettare un paio di giorni per confermare il trend. Incrociamo le dita, stiamo a casa e speriamo, in attesa dei prossimi numeri.

Pannolino Coronavirus Italia

Immagine simbolo postata sulla pagina Facebook ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda. Un neonato con un pannolino di speranza

Coronavirus: l’altro lato della battaglia. Un pannolino simbolo di vita

Il Coronavirus in Italia non lascia tregua, simbolo di isolamento e morte. Dal Grande Ospedale Metropolitano Niguarda giunge un’altra nota di speranza. Un neonato appena arrivato al mondo con un pannolino decorato ad arte: un arcobaleno e la scritta “Andrà tutto bene”, emblema della lotta al Covid-19. Gli ospedali, in questi giorni di ansia e battaglia, sono anche questo: i luoghi dove si consuma il costante braccio di ferro tra la vita e morte, la speranza e le lacrime. Allora stringiamoci attorno ai numeri e a ogni granello di gioia: in casa o in corsia, tutti uniti – ma distanti – per battere il virus.


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