Nell’Inter del futuro c’è ancora spazio per Vecino? Conte ragiona

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22 Luglio 2020, 10:14
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L’uomo della Champions è finito sotto i ferri e il suo futuro è tornato in discussione. Antonio Conte l’ha avuto a disposizione per un pugno di partite nel girone d’andata. L’Inter del futuro farà a meno di Matias Vecino? Proviamo a vederci chiaro

PUNTO INTERROGATIVO – È di ieri la notizia che l’intervento al menisco del ginocchio destro di Matias Vecino è perfettamente riuscito (QUI i dettagli). Il centrocampista uruguaiano, classe 1991, ha poi risposto ai numerosi messaggi dei tifosi a mezzo social (QUI il suo post). L’ennesimo stop forzato, caduto come un fulmine a ciel sereno, ha imposto vecchi e nuovi dubbi sul futuro dell’ex Fiorentina. Nell’Inter del domani, c’è ancora spazio per Matias Vecino?

GLI EVENTI – La risposta è piuttosto complessa e merita un approfondimento. Vecino ha messo insieme 20 presenze in Serie A finora: il numero più basso da quando è arrivato in Italia nella stagione 2013/14. L’uruguaiano ha saltato 9 partite per problemi fisici e la cifra, come noto, è destinata a crescere dopo l’intervento al menisco. Vecino è inoltre rimasto in panchina, per tutti i 90 minuti, in tre occasioni: contro Atalanta, Sampdoria e Udinese (tutte nel girone d’andata). A fine gennaio il rapporto con Antonio Conte sembrava irrecuperabile, testimoniato dalle mancate convocazioni contro Lecce e Cagliari. Poi il chiarimento, a mercato chiuso, e il tentativo di recuperare il feeling; anche perché, nel corso del girone d’andata, il tecnico sembrava preferire nettamente l’uruguaiano a Roberto Gagliardini.

ZAVORRA? – Le gerarchie sono state letteralmente ribaltate dopo il giro di boa, anche in virtù dei problemi al ginocchio che hanno cominciato a falcidiare Vecino. A questo punto, la somma di fattori contundenti ha imposto valutazioni serie sul futuro dell’ex Empoli e Fiorentina. Detto che Conte ha già chiesto almeno un paio di acquisti di peso in mezzo al campo, bisogna capire cosa accadrà a Vecino nella prossima finestra di mercato. L’uruguaiano ha un contratto fino al 2022 e un ingaggio abbstanza pesante per le casse dell’Inter, che staziona intorno ai 2,5 milioni netti a stagione.

VALUTAZIONI – Scendendo nei meandri del reparto di centrocampo, sembra facile delineare le gerarchie. Marcelo Brozovic e Nicolò Barella sono imprescindibili. Poi c’è Stefano Sensi, che l’Inter riscatterà ufficialmente dal Sassuolo. Ma girano voci che i nerazzurri sarebbero pronti a rivenderlo subito dopo. Borja Valero dovrebbe strappare un altro anno di contratto e Roberto Gagliardini, seppur sotto accusa, al momento non sembra avere molto mercato. L’uscita di Vecino è legata all’acquisto di almeno un altro paio di centrocampisti centrali, di cui uno di spessore internazionale. Da giorni si parla della grande rivoluzione di Conte. Al tempo stesso, il tecnico vorrebbe evitare di ritrovarsi senza alternative sul più bello, come accaduto numerose volte durante questa stagione. Ecco perché, prima di epurare gli esuberi, il tecnico vuole avere la certezza che la società sia in grado di regalargli i profili giusti per il salto di qualità.




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