Inter, 3 colpi in 1: Berti, De Jong e Seedorf! Ecco Vilhena – GdS

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29 maggio 2016, 07:22
Vilhena

Non si sprecano i paragoni per Vilhena, ormai vicinissimo a vestire la maglia dell’Inter. Il centrocampista olandese dovrebbe essere il terzo colpo a parametro zero del mercato nerazzurro, intanto Luca Taidelli – giornalista della “Gazzetta dello Sport” – lo presenta senza troppi giri di parole: i paragoni fatti sono piuttosto importanti

TRE ILLUSTRI PARAGONI –Nicola Berti, Nigel de Jong e Clarence Seedorf. Nell’immancabile giochino dell’«assomiglia a…» Tonny Emilio Trindade de Vilhena accende questi paragoni illustri tra chi lo conosce bene. Il 21enne talento olandese (origini angolane) del Feyenoord è a un passo dal firmare un quinquennale con l’Inter. Difficilmente Roberto Mancini, che oggi atterra a Roma da Miami, si opporrà al suo arrivo. Al limite sperando che il ragazzo completi la rosa del rilancio ma non impedisca l’arrivo di uno dei due big che il tecnico nerazzurro non vuole togliersi dalla testa: Lucas Biglia e Yaya Touré“.

MATURITA’ PRECOCE – “Eppure Vilhena ha già un bel pelo sullo stomaco. Puntare su di lui, oltre a far quadrare il bilancio e permettere di investire il futuro tesoretto sull’esterno offensivo, sarebbe una grande sfida per il Mancio, che solo nell’Inter ha fatto esordire decine di Primavera. Tonny però non è più uno sbarbato. Costretto a convivere con la grave malattia della madre, è cresciuto in fretta malgrado il Feyenoord sia storicamente un club meno aperto alla linea verde rispetto all’Ajax. Tanto che la squadra di Rotterdam ha continuato a comprare centrocampisti, togliendo spazio al 21enne di Maassluis. Che la scorsa estate ha dunque scelto di non rinnovare un contratto che scade ora. Decisione pagata con l’esilio nel campionato riserve cui a inizio stagione lo ha costretto Giovanni van Bronckhorst, tecnico biancorosso”.

RUOLI E NUMERI – “Malgrado nemmeno le cure cui era stata sottoposta la madre negli USA avessero sortito effetti, Tonny ha convogliato la rabbia in energia positiva, riguadagnandosi prima la convocazione tra i big, poi il posto stabile negli 11. Perché Vilhena resta uno dei migliori giovani olandesi, un centrocampista moderno, bravo nei tackle, nelle verticalizzazioni e negli inserimenti. Capace di giocare «box to box» (da area ad area) come Berti, di ricoprire tutti i ruoli di centrocampo alla Seedorf e di fare il pitbull tipo De Jong. Anche se, rispetto all’ex milanista, ha molta più tecnica. Nell’ultima stagione è stato eletto miglior giocatore del Feyenoord. Ha segnato 8 reti, con 8 assist, in 40 presenze, uno score inferiore alle abitudini perché da trequartista è stato abbassato spesso da interno sinistro in un centrocampo a tre o accanto ad un regista davanti alla difesa. Vilhena del resto è un predestinato. A 16 anni, nel 2011 è stato convocato per l’Europeo Under 17, in Serbia. Subito titolare fisso, decide la finale contro la Germania con due gol e due assist. A 17 esordisce in Eredivisie, un anno dopo Louis Van Gaal lo chiama nella nazionale maggiore, ma deve ancora esordire. Ora se la guadagnerà con l’Inter?”.

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