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Eriksen pedina di scambio col PSG: Paredes o Draxler, cosa serve davvero all’Inter?

Christian Eriksen potrebbe lasciare l’Inter già a gennaio. Tra le pretendenti c’è anche il PSG, che sta pensando a uno scambio con Paredes o Draxler. Ecco chi servirebbe davvero all’Inter.

SCAMBIOChristian Eriksen lascerà l’Inter già a gennaio, le parole di Giuseppe Marotta prima della sfida col Verona sono esplicite. Inutile parlare del fallimento tecnico del danese: ora l’obiettivo è di non svalutarlo. L’Inter lo pagò 20 milioni di euro un anno fa al Tottenham. Per non realizzare una minusvalenza, sarà quindi necessario incassare almeno 15 milioni di euro. Una cifra tutto sommato contenuta, ma difficile da racimolare causa difficoltà legate al Covid-19. E anche le pretendenti non sembrano affollarsi per contattare la dirigenza nerazzurra. Solo il PSG sembra aver espresso un timido interesse, e il probabile arrivo di Mauricio Pochettino in panchina potrebbe intensificarlo.

PEDINE – Il direttore del PSG Leonardo non vuole correre altri rischi, dopo aver riscattato Mauro Icardi proprio dall’Inter per 50 milioni (più 8 di bonus). Le ipotesi per i parigini quindi sono due: prestito con diritto di riscatto (a cifre nettamente più basse rispetto all’ex capitano), o scambio, per arrivare a Eriksen. In quest’ultimo caso, le possibili pedine sulla bilancia sono due: Leandro Paredes o Julian Draxler. Anche perché entrambi non sono titolari inamovibili nel PSG. Paredes ha 58 minuti di media tra Ligue 1 e Champions League, Draxler a malapena 42 (ma con 2 gol).  Tra i due, l’Inter e Antonio Conte sarebbero orientati a scegliere l’argentino, per ovvi motivi che andremo a descrivere di seguito.

DIFFERENZE – Innanzitutto, Conte è un estimatore del centrocampista ex Zenit e Roma, tanto da averlo cercato già ai tempi del Chelsea. Paredes ha le stimmate del centrocampista a tutto campo, sebbene riesca ad assolvere meglio i compiti di regia che quelli di inserimento. Draxler invece ha velleità più da trequartista, e ama spaziare su tutto il fronte d’attacco. Con quest’ultimo all’Inter si assisterebbe alla versione tedesca di quanto visto con Eriksen nel 2020. Al tempo stesso, per quanto l’argentino sarebbe più funzionale al gioco di Conte, ha caratteristiche già presenti nel centrocampo nerazzurro, e non innalzerebbe troppo il tasso tecnico. Il beneficio sarebbe quindi più economico che tecnico.

 

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