Zenga: “Pellegrini mi fece male, meritavo un altro trattamento”

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9 febbraio 2018, 13:55

Walter Zenga, intervistato da Walter Veltroni per il Corriere dello Sport, ha ammesso di essere rimasto ferito dal trattamento riservatogli dall’allora patron Ernesto Pellegrini al termine della sua avventura all’Inter.

TRATTAMENTO DIFFERENTE – «Ai miei tempi ci volevano dieci anni per iniziare a giocare in una squadra, io ne avevo solo nove. La squadra del mio quartiere, la Macallesi, cercava un portiere e un mio amico, poi giocatore dell’Inter, Claudio Ambu, mi disse “vieni che stanno cercando un portiere”. Io andai e il responsabile, un uomo alto un metro e ottantacinque che mi sembrava un gigante mi guardò e mi disse “Quanti anni hai?” “Dieci” “E quando sei nato?” “Il 28 aprile del ’59”. Mentii, ma firmai il cartellino per giocare. Mi scoprirono. Mio padre firmò una dichiarazione in cui si assumeva la responsabilità è così finii a giocare contro quelli di tredici o quattordici anni. L’anno dopo andai all’Inter grazie a Italo Galbiati. Fui pagato la bellezza di tre giocatori in cambio, più un milione in materiale (palloni), quindi fu un affare, per la Macallesi. La miglior parata? Forse quella che feci in Nazionale a Berna contro la Svizzera su un colpo di testa o quella nell’ultima partita che ho giocato con l’Inter, la finale di Coppa Uefa con il Salisburgo. L’esclusione dalla Nazionale di Sacchi? Se devo essere sincero mi ha fatto più male quando il presidente Pellegrini dell’Inter non mi comunicò che stava trattando con la Sampdoria l’acquisto di Pagliuca. Lì sì che mi fece male. Perché dopo ventidue anni di Inter meritavo dal signor Pellegrini un atteggiamento differente».

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