Schelotto: “Mi è dispiaciuto lasciare l’Inter. Il gol nel derby…”

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22 marzo 2017, 13:37

Dal sito di Gianluca Di Marzio arriva la seconda parte dell’intervista ad Ezequiel Schelotto dedicata quasi esclusivamente alla sua esperienza con la maglia dell’Inter. Impossibile non parlare del suo gol nel derby di Milano.

ADDIO SOFFERTO – «Dimenticarlo credo sia impossibile. Ero arrivato all’Inter da pochissimi giorni. C’è il derby, avevo portato in tribuna tutta la famiglia: dai nipoti ai fratelli, mamma e papà, la mia futura moglie. Perdevamo 1-0, appena entrato mi è capitato subito un pallone all’improvviso su cross di Nagatomo. L’ho colpito di testa… entra. Gol, ho segnato. Non ci credevo, davvero: non sapevo neanche come esultare. Ho pianto di felicità appena tutti i compagni mi hanno sommerso, un abbraccio fantastico. E tutto San Siro urlava il mio nome perché giocavamo in casa… non avevo la minima idea per un’esultanza. E poi, di corsa ad abbracciare Stramaccioni. Moratti? Lo vedevo avanzare verso di me, sorridevamo entrambi. Ci siamo abbracciati e mi ha detto una sola frase: ‘Sappi che da ora in poi sarai nella storia dell’Inter’. Sentire quelle parole da un presidente così… indimenticabile. Anche perché Moratti è una persona davvero speciale. Su consiglio di Ricky Alvarez sono andato subito a fare un tatuaggio con la data di quel derby. La porto sulla pelle, oggi e per sempre. L’addio? Per me è una ferita ancora grossa. Mi ha voluto Stramaccioni, poi è andato via e con Mazzarri non sono neanche stato portato in ritiro. Mi è dispiaciuto non poter dimostrare il mio valore, ero appena arrivato e sono diventato il capro espiatorio da far fuori senza avere una chance. Avevo solo 23 anni: un peccato».

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