Quarantatré anni da numero uno: auguri a Francesco Toldo!

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2 dicembre 2014, 16:30

Nato a Padova il 2 dicembre 1971, Francesco Toldo compie oggi 43 anni e lo fa per il quindicesimo anno consecutivo all’Inter.

Si, proprio così: Toldo si è ritirato al termine della stagione calcistica 2009/2010, ma in realtà non si è mai separato dal Mondo Inter, entrando a tutti gli effetti nel’organigramma societario.

Oggi riveste il ruolo di consigliere per Inter Campus, lavorando con i bambini di tutto il mondo, soprattutto quelli più bisognosi: è sicuramente la più bella parata della sua lunga carriera.

Francesco Toldo è arrivato all’Inter nell’estate del 2001, in seguito al fallimento della Fiorentina di Cecchi Gori: Massimo Moratti, all’epoca, lo pagò ben 55 miliardi di lire per strapparlo alla concorrenza ed ancora oggi è il portiere più costoso della storia dell’Inter. Era il 4 luglio 2001, da quel giorno Toldo e l’Inter non si sono mai separati.

Nelle sue nove stagioni passate da portiere dell’Inter, Toldo ha collezionato 233 presenze, di cui 147 in Serie A, 41 in Champions League, 29 in Tim Cup, 14 in Coppa UEFA e 2 in Supercoppa Italiana.

I gol subiti sono un po’ di più delle presenze fatte con l’Inter, ma non ci interessano, perché negli anni il curriculum di Toldo si è arricchito di ben dodici trofei: cinque scudetti, tre Tim Cup, tre Supercoppe Italiana e soprattutto una Champions League, con la quale il 22 maggio 2010 ha detto “addio” al calcio giocato.

Toldo ha vissuto una prima parte di carriera da numero uno assoluto, talvolta alternandosi con il suo dodicesimo, Alberto Fontana, per volontà di Roberto Mancini. Nell’estate del 2005, però, l’arrivo di Julio Cesar lo hanno relegato a poco a poco al ruolo di riserva, diventando contemporaneamente un affidabile dodicesimo e, soprattutto, un prezioso uomo spogliatoio. Questo è risaputo, chiedere a José Mourinho per conferma.

Nella sua lunga carriera nerazzurra, le partite memorabili di Toldo sono tante, ma due rimangono ancora oggi negli occhi dei tifosi dell’Inter.

La prima è datata 19 ottobre 2002, quando nei minuti di recupero di Inter-Juventus, con i bianconeri in vantaggio, Toldo abbandona la sua porta per cercare fortuna nell’area del collega Buffon. Tutto va secondo copione: la palla finisce in rete in seguito ad una carambola, il gol viene assegnato a Vieri, ma per tutti i tifosi nerazzurri quel gol è opera di Francesco Toldo. Nasce così la leggenda di Told-One, il portiere goleador.

La seconda partita, più che un match singolo, è un’immagine che si ripete negli anni, come un déjà vu: Toldo contro il Valencia. O meglio: tutta Valencia contro il solo Toldo. Prima dell’arrivo di Julio Cesar, il numero uno dell’Inter era Toldo, sia in campionato, sia in coppa: in quegli anni il Valencia era avversario ricorrente, sia in Coppa UEFA, sia in Champions League. Contro il Valencia Toldo si trasformava in saracinesca, sia in casa, sia in trasferta. Sta di fatto che Francesco Toldo divenne l’incubo dei tifosi valenciani, che vedevano scontrare la propria squadra contro un muro imperforabile, capace di parate incredibili.

Piccola curiosità storica: quando in una delle ultime sfide tra Inter e Valencia Toldo venne messo in panchina in favore di Fontana (alimentando grandi polemiche tra i tifosi dell’Inter), i tifosi del Valencia esultarono. Per loro era fatta, il loro incubo era stato sconfitto. Non fu così, perché quella sera Fontana si trasformò in Toldo, parando l’impossibile. L’influsso valenciano di Toldo era potentissimo, ma i tifosi del Valencia dovevano aspettarselo: quando Toldo venne espulso nel primo match, i minuti finali vennero giocati dall’ex Farinos, che indossò la maglia ed i guantoni di Toldo. Inutile ricordare che anche lui parò l’impossibile, quindi…

Pur essendo cresciuto nel vivaio del Milan, Toldo è entrato nel cuore dei tifosi dell’Inter senza alcun problema ed è apprezzato dai tifosi di tutta Italia, non solo per la sua lunga militanza in Nazionale (con cui conta 28 presenze), ma per l’uomo che si è sempre dimostrato in campo e fuori. Un personaggio positivo, amato dai tifosi nerazzurri e beniamino dei tifosi della Fiorentina, il suo primo vero amore calcistico.

Una volta ritiratosi, Julio Cesar ha ereditato il suo numero uno: iniziò da qui il declino del portiere brasiliano, solo un caso? Probabilmente si, ma lo stesso Julio Cesar, se potesse tornare indietro, non rifarebbe lo stesso errore, tenendosi il numero dodici che gli ha sempre portato fortuna. Come se ci fosse una sorta di maledizione del numero uno di Toldo, in pratica.

Oggi Francesco compie 43 anni, ancora una volta da numero uno.

Auguri di buon compleanno, Toldone!

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