Materazzi: “Benitez, con CR7 stesso errore con Chivu all’Inter!”

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5 gennaio 2016, 08:23
Materazzi Benitez

Non aspettava altro, secondo alcuni, anche se dalle sue parole non si direbbe: intervistato dai microfoni della “Gazzetta dello Sport”, Marco Materazzi, ex difensore nerazzurro, commenta l’esonero di Benitez da parte del Real Madrid, raccontando anche un retroscena del suo arrivo all’Inter. Poi dà il “benvenuto” a Zidane

VIA VAI DI “NEMICI” A MADRID«Ho altro da fare che brindare a un licenziamento o pensare che è un passaggio di consegne fra i miei grandi “nemici”: ognuno prende la sua strada. Non sarebbe corretto infierire ora, quello che dovevo dire l’ho già detto. Me lo aspettavo? Lo avevo anche previsto: ho sbagliato solo di una decina di giorni. Puoi essere il migliore del mondo ma non vai lontano se non hai empatia con i giocatori, se non riesci a legare con quelli che hanno più personalità e se non hai dalla tua parte chi non fai giocare: sono loro quelli che ti aiutano nei momenti difficili. Madrid è una piazza difficile, non basta essere scelto dal presidente per avere un’immunità. Ai tifosi non basta vincere 1-0 e se segni tanti gol non gli basta una difesa che ne prende troppi: Rafa Benitez era un allenatore a rischio, in questo senso».

SOLITO ERRORE«Benitez cambierà? No, conoscendolo: ha sempre gli stessi problemi e se arrivando a Madrid invece che cercare di creare un buon rapporto con Cristiano Ronaldo si attacca al carro di Gareth Bale, io questo lo chiamo un film già visto. Il primo giorno alla Pinetina c’erano quattro giocatori: lui si mise a chiacchierare con Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Ivan Cordoba e non degnò di una parola Cristian Chivu. Il fatto che parlassero la sua stessa lingua era un po’ debole, come scusa».

BUONA FORTUNA, ZIZOU«O tornava Carlo Ancelotti, o davano la squadra a Zinedine Zidane: non vedevo altra strada. E’ una scelta che ha una sua logica: Zidane nello spogliatoio può far valere il peso della sua personalità e il fatto di aver già lavorato con diversi giocatori, o comunque in quell’ambiente. Ma per lui non sarà una passeggiata: i grandi ex giocatori che passano in panchina, dopo 2-3 partite sono già condannati a fare risultato. Io comunque, e non sono ironico, dico in bocca al lupo a lui e a Santiago Solari».

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