L’album dei ricordi: col Mancio un derby da “pazza Inter”

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28 ottobre 2015, 21:26
Zlatan Ibrahimovic

Nove anni fa l’Inter vinse un derby incredibile contro il Milan, prendendo la rincorsa definitiva per quella che sarebbe stata una marcia trionfale fino al sedicesimo scudetto

La storia nerazzurra è piena di partite esaltanti che meritano di essere ricordate, quella di cui oggi ricorre l’anniversario appartiene tutto sommato alla storia recente, ma è una partita con un’importanza particolare. Si tratta di un derby vinto, un derby vinto “da pazza Inter”, un 4-3 che tanti ricordano non solo per la sua girandola di emozioni di una partita prima dominata poi rimessa clamorosamente in discussione, ma anche perché diede probabilmente il “la” definitivo alla sinfonia nerazzurra che portò al sedicesimo scudetto.

UN DERBY PER LANCIARSI- Era la nona giornata del campionato 2006/07, nel turno precedente l’Inter aveva sconfitto agevolmente il Livorno per 4-1: ancora non lo potevamo sapere, ma quella vittoria contro la squadra toscana fu la prima di una serie di 17 vittorie consecutive che avrebbe di fatto ucciso il campionato. l’Inter scese in campo contro il Milan per confermare quanto di buono mostrato nell’avvio di campionato e le attese non furono tradite. L’Inter impiegò poco per dare la prima scossa al match, al 17° minuto Stankovic calcia una punizione dalla trequarti e nel mucchio della difesa rossonera spunta la testa di Hernan Crespo, 1-0 e Inter avanti. Il Milan prova a reagire, ma l’Inter è letale quando ruba palla a centrocampo ed è esattamente quello che succede al 22°: un’ottima combinazione Vieira-Maicon-Crespo libera Stankovic che dal limite dell’area, praticamente da fermo, scaglia uno dei suoi siluri nell’incrocio dei pali alle spalle dell’impietrito Dida: l’esultanza del centrocampista serbo, con annessa strattonata a Roberto Mancini, è il simbolo della grinta di quell’Inter.

RIPRESA DA INFARTO- All’inizio della ripresa non c’è nemmeno il tempo per mettersi comodi che l’Inter è sul 3-0. Un otimo contropiede confezionato da uno scambio Stankovic-Ibrahimovic che porta l’attaccante svedese solo davanti a Dida, fulminato con un tocco d’esterno: partita in ghiaccio? Nemmeno per sogno, perché pochi minuti dopo il Milan accorcia le distanze grazie a un pallone calciato da Seedorf che, deviato da Materazzi, assume una traiettoria beffarda per Julio Cesar. Materazzi si fa comunque perdonare al 69° inzuccando in porta una punizione calciata ottimamente da Figo, 4-1 e popolo nerazzurro in delirio, ma a questo punto succede il patacrac: Matrix è già ammonito, si solleva leggermente la maglia e l’arbitro Farina gli sbatte in faccia il secondo cartellino giallo seguito da un rosso. Avanti di 3 gol, ma sotto di un uomo, inizia un finale di partita incredibile perché il Milan ci crede e spinge alla ricerca dell’incredibile rimonta che per poco non si concretizza. A far tremare i tifosi interisti ci pensa Gilardino al 76°, insaccando di testa su un cross di Cafù, il tremore si trasforma in paura quando Julio Cesar si esibisce in una miracolosa doppia parata su Cafù e Seedorf, ma il tormento per le coronarie nerazzurre non è finito qua perché al 91° Kakà segna l’incredibile 3-4 con un pallonetto morbido su un pallone respinto da Julio Cesar, che si infila nonostante il disperato tentativo di respinta in rovesciata di Stankovic. Dal dominio alla paura, il sospiro di sollievo di tutti i tifosi nerazzurri al colpo di testa di Oliveira che si spegne di poco a lato, su cui finisce la partita, è il sospiro di chi sa di aver rischiato, di chi forse impreca per aver sofferto troppo in una partita dominata, ma ancora non sa che da quella partita si è di fatto preso il via per uno storico scudetto.

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