Julio Cesar: “Inter, 7 anni fantastici! 2 trofei all’anno. La Champions…”

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25 settembre 2018, 17:50
Julio Cesar

Intervistato in esclusiva da goal.com, la leggenda ed ex portiere dell’Inter Julio Cesar ha parlato della sua carriera, ripercorrendo specialmente gli anni in nerazzurro

EX GIOCATORE – «È divertente vedere che molte persone ancora mi definiscono un giocatore, in molti non sanno che io ho smesso. A volte mi dicono “eccolo, il portiere della squadra nazionale”. Ma non lo sono più, lo ero. Mi dicono “questo è il portiere Julio Cesar“, ma io faccio notare che non sono più un portiere. La verità insomma è che c’è ancora un sacco di gente che pensa che sto giocando».

CARRIERA FANTASTICA – «La gente sa quanto mi sarebbe piaciuto vincere una Coppa del Mondo, ho dato tanto nella mia carriera per realizzare questa impresa. Anche tanti altri giocatori non l’hanno mai vinto, ma allo stesso tempo non hanno mai smesso di scrivere il loro nome nella storia del calcio. Per me è stato lo stesso, anche nei miei migliori sogni non potevo pensare a cosa sarebbe successo. In 21 anni di carriera ho vinto 34 titoli, se me l’avessero detto a inizio carriera ci avrei messo subito la firma, anche senza Coppa del Mondo. Il calcio mi ha dato più di quanto mi aspettassi, non per quanto riguarda la parte economica, ma della parte dei risultati. Un trofeo è un sigillo, il timbro più importante nella carriera di un atleta».

TRASPARENZA – «Nella mia carriera sono sempre stato il più trasparente possibile. Potrei aver sbagliato con dei miei compagni di squadra, nessuno è perfetto, ma le mie decisioni sono sempre state ciò che pensavo fosse il meglio per la squadra. Il mio lato emotivo nel corso degli anni mi ha sì ferito, ma anche aiutato molto. Gli ostacoli nella mia carriera mi hanno reso un Julio Cesar migliore, un po’ più maturo, più razionale e consapevole. Le cadute servono a questo, a renderti forte».

QUASI IMBATTIBILE – «Ai tempi dell’Inter non ho intenzione di dire che fossi “imbattibile”, perché il mio ruolo richiede una perfezione che nessuno riesce mai a raggiungere. Ma senza dubbio mi sentivo davvero forte. Quando entravo in campo, sapevo che le mia prestazione sarebbe stata molto buona. Ogni giocatore deve sfruttare al meglio il picco della sua carriera e io, fortunatamente, mi sono divertito molto. In 7 anni con l’Inter ho vinto 14 titoli, una media di due all’anno. In quel momento il calcio mi ha fatto conoscere il mondo. La Champions League ha un impatto molto grande, è stato un momento in cui sono stato indicato il miglior portiere del mondo. Mi ha fatto bene a livello di ego, è stata una bella sensazione».

CRITICHE – «Nella mia carriera ho subito molte critiche, ma non rimpiango nulla. Credo che prendere sempre una posizione mi abbia fatto guadagnare molti ammiratori nel mondo del calcio. Penso che mi guardino con stima, pensando che non sono mai scappato da nessun tipo di critica, ho sempre affrontato tutto a testa alta».

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