Cirillo: “Inter, gioia indescrivibile. Materazzi? Incidente chiuso”

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1 gennaio 2018, 23:28
cirillo

L’ex difensore Bruno Cirillo è stato intervistato dalla rivista “Calcio2000”. Come riporta il sito “TuttoMercatoWeb” l’attuale agente ha raccontato la sua esperienza all’Inter nella stagione 2000-2001 e l’episodio del pugno ricevuto da Marco Materazzi dopo Inter-Siena dell’1 febbraio 2004.

ANNO NEGATIVO MA INDIMENTICABILE«L’Inter? Ho toccato il cielo con un dito, una gioia indescrivibile. Devo dire però che, se ci arrivavo dopo, forse era meglio, tra l’altro quella non fu un’annata buona per l’Inter. C’erano grandi giocatori: Ronaldo, Clarence Seedorf, Álvaro Recoba, Andrea Pirlo, Javier Zanetti, Christian Vieri. Allenatore Marcello Lippi. Devo continuare? Capirà che per i giovani non era facile affermarsi. Ho conosciuto compagni che poi sono diventati grandi amici, come Michele Serena e Laurent Blanc. Soprattutto Blanc è stato un campione straordinario, forse perché era un ex del Napoli ma tra di noi si instaurò da subito un’intesa fantastica. Blanc ogni fine allenamento mi teneva venticinque-trenta minuti con lui a fare tecnica individuale. Mi ha insegnato tantissimo, non mi sorprende che dopo abbia fatto l’allenatore a grandi livelli».

RITORNO DA EX «Mi spiace che i due anni al Siena vengano ricordati solo per l’episodio con Marco Materazzi. Furono due anni spettacolari, giocai da centrale e terzino destro. Da quel momento fui apprezzato anche all’estero. Lui era a bordo campo perché squalificato, io marcavo Kily González. Diceva all’argentino di puntarmi perché ero scarso ed ero in difficoltà, un comportamento antisportivo del quale gli chiesi conto a fine partita. Lui mi stava aspettando nel tunnel e, mentre avevo le mani nelle tasche del giubbino, mi sferrò un pugno in pieno volto. Mi ruppe il labbro, anche perché aveva quattro-cinque anelli… L’intervista in TV? Fu tutto spontaneo. In quel momento ero la vittima, adrenalina a mille, certi atteggiamenti vanno denunciati e sopratutto evitati. Mi chiese scusa, penso fosse sincero, poi l’ho rincontrato in India, nel 2014, quando giocavo nel Pune City. Anche lì ci siamo salutati cordialmente: incidente chiuso».

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