Zanetti: “Icardi grande professionista. Mi piace Alario. Milito…”

Articolo di
20 agosto 2016, 13:39
Zanetti Icardi

Nel corso di un’intervista esclusiva concessa a Sportweek il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti ha parlato degli attaccanti argentini, del passato e dei nostri giorni, che hanno giocato con la maglia dell’Inter o comunque in Italia.

RAMBERT – «Seba arrivò qui da capocannoniere argentino: in quegli anni, più che oggi, era una cosa per nulla facile. Tutti pensavamo che avrebbe lasciato il segno, che sarebbe diventato grande. L’infortunio al ginocchio, ma pure il momento difficile della squadra, hanno cambiato le cose. Però aveva tutte le doti necessarie per sfondare».

CRUZ – «Segnava sempre partendo dalla panchina? In questo senso era speciale. Lo vedevamo scaldarsi e contavamo sul fatto che avrebbe segnato. Un giocatore fondamentale per una grande squadra. Era forte a livello di testa, sapeva che nei minuti che aveva a disposizione poteva lasciare il segno».

CRESPO – «In cosa era un grande? In tante cose, ma Hernan soprattutto è stato un attaccante più moderno rispetto ai suoi tempi. In pochi fanno i movimenti che faceva lui: ti dava almeno 4-5 opzioni di passaggio in ogni azione, lo trovavi sempre».

MILITO – «Già al Genoa aveva dimostrato tutto il suo valore, ma l’annata 2010 è stata una cosa fuori dal normale. Gol decisivi in campionato, coppa e Champions per un triplete che resta unico. Gli bastavano un paio di occasioni. Fuori dal campo? Professionale, tranquillo, ma aveva i suoi momenti. Ricordo, in quell’anno magico, un Roma-Samp a casa sua. Avevamo vinto il giorno prima, Diego aveva segnato con un pallonetto. Ci mettiamo davanti alla tv, ordiniamo una pizza, nel primo tempo la Roma merita di vincere 3 o 4 a zero, chiude 1-0. In quel momento ci ha sorpassato in classifica, a 3 giornate dalla fine. Diego è incazzato nero quando arriva il fattorino delle pizze. Il ragazzo gli dice “Grande Diego, gran gol all’Atalanta”. Lui è furioso, gli risponde male: “Che mi importa del gol, perdiamo il campionato!”. Io cerco di calmarlo: “Diego tranquillo, manca ancora un tempo”. La moglie gli dà la bambina neonata da tenere in braccio, mentre apparecchia la tavola. In quel momento segna Pazzini, prima 1-1, poi 2-1, con Milito che culla la bimba. Sua moglie ha finito di apparecchiare, si offre di riprenderla. Intervengo io: “No, no, la piccola resta con noi”. Dorme come un angelo fino alla fine della partita, sorpassiamo la Roma. Potendo Diego l’avrebbe tenuta in braccio fino a fine campionato».

ICARDI – «Se può diventare come Higuain? Decisamente, anche se sono giocatori diversi. Mauro è uomo d’area, da ultimi metri, aspetta il momento giusto per colpire. È migliorato tanto, anche se le qualità si vedevano già appena arrivato all’Inter. Nonostante si parli tanto di lui fuori dal campo, è un professionista serio, si allena tanto e bene».

DIAZ – «Ramon Diaz, è stato un grande. All’Inter ha giocato un solo anno, ma con lo scudetto dei record. E anche prima aveva fatto grandi cose».

ALARIO – «Uno che consiglierei? Il livello del nostro campionato è sceso di molto. Ma se devo indicare uno, direi Lucas Alario, del River Plate. È un centravanti che ha già dimostrato di saper far gol nei momenti importanti, nelle gare decisive».

Facebooktwittergoogle_plusmail