Terzini, affollamento in casa Inter: le gerarchie di Mancini

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4 settembre 2015, 18:38
Mancini tre

L’amichevole andata in scena ieri in quel di Lecco ha destato curiosità in particolar modo per la quantità di terzini scesi in campo, praticamente tutti fuori ruolo: e ne mancavano altri! Mancini punterà principalmente su metà di loro, ma gli altri non staranno a guardare

FASCIA DESTRA – Per quanto riguarda la corsia destra, Roberto Mancini può utilizzare all’occorrenza quattro giocatori: un destro naturale per la difesa a quatto e tre che, pur nascendo a destra, hanno passato gran parte della loro carriera spostati sia a sinistra sia in posizione più avanzata. Pur essendo Martin Montoya il destro puro e nonostante sia l’unico acquisto estivo su tale fascia, lo spagnolo è sceso nelle gerarchie nerazzurre a causa del suo cattivo ambientamento italiano. Visto in campo ieri molto più che spaesato, il numero 14 dell’Inter dovrà lottare molto per recuperare la fiducia del tecnico e forse il pensiero che non sia stato richiesto da lui, ma che sia un acquisto della società, non gli facilita il superamento della “crisi”. Nulla di grave però, trattandosi di un giocatore in prestito senza alcun obbligo di riscatto. Anche per questo motivo, a partire in pole per una maglia da titolare è Davide Santon, prodotto del vivaio nerazzurro voluto fortemente da Mancini, che ne apprezza duttilità, fisicità e capacità di palleggio. Dietro di lui ecco Danilo D’Ambrosio, in caso di assetto più difensivo, e Yuto Nagatomo, quando serve maggiore spinta: entrambi esuberi mai andati via, a gennaio potrebbero trovare nuova casa (il giapponese è attualmente in scadenza di contratto), ma per adesso restano in considerazione per ovviare ai possibili problemi della fascia destra. Santon non offre garanzie fisiche a causa di continue ricadute, dei problemi di Montoya si è già ampiamente parlato.

FASCIA SINISTRA – Per quanto riguarda la corsia sinistra, invece, l’Inter può contare su quattro giocatori tutti mancini, ma ognuno con un curriculum che non provoca sicurezze nello staff nerazzurro. Ai nastri di partenza il favorito è Alex Telles, arrivato all’ultimo, ma su precisa e insistente richiesta di Mancini, che lo aveva già allenato al Galatasaray. Il brasiliano è stato acquistato nonostante in rosa ci fosse già un numero eccessivo di esterni bassi e nessuno di loro è andato via: la corsia sinistra, salvo cattive sorprese, è e sarà sua. Rispetto a Montoya, l’acquisto del nuovo numero 12 nerazzurro è destinato a ricevere tutti i favori del caso: stesso tipo di prestito con diritto di riscatto, ma si farà di tutto per far si che si concretizzi. Ci punta Mancini, ci crede l’Inter. L’alternativa sarà il connazionale Juan Jesus, che terzino non è, ma che sta lavorando per diventarlo: il numero 5 nerazzurro farà da vice sia a Telles sulla fascia sia a Murillo in mezzo, ma il suo è ormai uno spostamento graduale come quello di Cristian Chivu anni fa. Completano la batteria mancina Dodò, che è attualmente infortunato e tornerà tra qualche mese dopo un lungo e stop, ma che potrebbe rivalutarsi anche in posizione più avanzata (l’alternativa è il prestito), e il giovane Federico Dimarco, che continuerà a lavorare con la Prima Squadra, ma non è detto che non possa trovare spazio nella Primavera di mister Vecchi, per non perdere contatto con il campo da gioco. Inoltre, il trio formato da Santon, D’Ambrosio e Nagatomo potrà tornare utile anche a sinistra.