Telles: “Se lavoriamo bene, non dobbiamo temere nessuno”

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19 novembre 2015, 22:01
Telles

Nelle tante domande poste ad Alex Telles, ospite di Inter Nos, non poteva mancarne una dedicata a Roberto Mancini. Alle porte della partita contro il Frosinone, il terzino presenta anche la sfida. Di seguito le dichiarazioni del calciatore brasiliano

FROSINONE E MANCINI «Frosinone? Dobbiamo dare continuità ai risultati. Giochiamo in casa, ma non sarà facile. Dobbiamo rimanere concentrati, ma se lavoriamo bene non dobbiamo temere nessuno. Mancini? Parla sempre con i giocatori durante l’allenamento, ti dà consigli se sbagli. E’ un grandissimo allenatore, posso solo ringraziarlo per avermi portato qui. Devo giocare per lui, per la squadra, per la famiglia».

VITA PRIVATA«Quando sono andato al Galatasaray ho iniziato a vivere da solo. Avevo 20 anni ed era difficile imparare la lingua. Adesso ho più esperienza. Ho una sorella, lavora nel mondo dello sport, mi aiuta tanto».

RUOLO E ESORDIO«Da ragazzino giocavo più avanti. Facevo assist, l’allenatore mi ha provato da terzino, poi sono arrivato al Gremio e ho giocato lì. Esordio? Sono arrivato in una settimana importante, quella del derby. E’ stata una vittoria importante. Mancini mi ha chiamato quando Juan si è fatto male. Ho pensato che se ero lì era perché avevo fatto bene. Non mi aspettavo così tanto».

IL RAPPORTO CON MELO«Felipe Melo mi ha aiutato tanto al Galatasaray. Anche qui mi ha aiutato tanto, come anche Juan Jesus che mi aiuta in campo, Dodò e Miranda. Ho legato molto con loro, ma mi trovo bene con tutti! Ho imparato l’italiano e spesso ci vediamo a cena. Il calcio non è solo in campo, è importante anche fuori. Importante essere squadra? Deve essere la prima cosa. Siamo un gruppo unito ed è importante perché il campionato è lungo e serve l’aiuto di tutti i giocatori».

BRASILE E TIFOSI«Milano è una città bellissima, non mi manca il Brasile. C’è tanto da fare, offre varie opportunità. Mi mancano forse i miei amici, torno in Brasile solo per le vacanze. Probabilmente questo mi manca di più: a Natale andrò lì anche se solo per una settimana. Rapporto bello, loro vengono allo stadio, ci scrivono sui social, bisogna essere vicini a loro, senza di loro è inutile giocare. Arrivano messaggi da tutto il mondo e questo mi piace molto».