Spalletti: “Voglio un’Inter più continua, mercato condizionato”

Articolo di
25 agosto 2017, 13:32
Spalletti

Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti presenti al centro sportivo di Appiano Gentile per la conferenza stampa di presentazione della sfida di sabato sera che vedrà l’Inter affrontare la Roma all’Olimpico.

Come si immagina il suo ritorno?

«Me lo immagino per come l’ho vissuto: Roma non mi è indifferente, una città e un gruppo di giocatori a cui ho voluto bene, ho visto risposte e risultati di grandissima qualità e ci torno con tutto l’entusiasmo possibile. Sarò ben contento di abbracciare Francesco (Totti ndr) perché non ci sono conti in sospeso, almeno per me».

Squadra condizionata?

«Assolutamente no. La Roma non ha bisogno di ulteriori stimoli, siamo noi che dobbiamo trovare soluzione per competere con squadre come la Roma, il nostro campionato sarà misurato da queste partite qui, abbiamo l’obbligo di farci trovare pronti. Se non andiamo a giocare da squadra forte in questi campo verremmo travolti».

Il mercato un problema?

«Assolutamente no, io alleno l’Inter che ha già i campioni in casa. Io sono felice di lavorare con questi calciatori che mi hanno già fatto vedere di che pasta sono fatti, è bastato poco. Squadra forte e ragazzi forti ma è chiaro che se fossimo stati più ordinati all’inizio del mercato si poteva mirare subito a quello che era il percorso che dovevamo fare invece abbiamo iniziato mirando a situazioni diverse che poi non si son potute portare a casa. Per essere corretti alle regole a volte devi essere bravo e costretto a modificare il percorso che stai facendo e noi qualcosa abbiamo modificato e io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto».

Domani quanto conterebbe una vittoria e quanto una sconfitta?

«Conta la prestazione, si va a giocare a Roma contro una squadra forte ma se sei un’altra squadra forte e organizzata non ci sono trasferte, dipende da come tu ti proponi; non ci sono squadre fortissime e di conseguenza noi dobbiamo sapere anche nell’essere professionisti che ci sono delle occasioni che oggi ti capitano e che domani non possono ripresentarsi e quindi questa opportunità di essere già dentro con la testa e i muscoli dobbiamo eseguirla da subito».

Firmerebbe per ottenere qui i risultati ottenuti a Roma?

«Non voglio mettere limiti, io ho fiducia in questi ragazzi e io so che loro hanno delle potenzialità importanti. So che ho a disposizione le mie stelle, qualcuno va un po’ rispolverata ma sembra stella è. Il calcio d’estate non conta nulla però si è visto che con certi avversari non ci siamo nascosti e così sarà la nostra storia. Non possiamo modificare il passato ma possiamo andare a mettere dentro un percorso importante la squadra, dipende sempre da come lavoriamo. Quelli che non alleno non sono i più forti, non vado a credere che il mio avversario abbia sempre qualcosa in più di me».

Le hanno dato fastidio le ultime parole di Totti?

«Penso di conoscerlo abbastanza bene, ieri l’ho visto bene ai sorteggi. Mi auguro che ora faccia quello che voleva fare poi lui può pensare e dire quello che vuole, io ho il mio comportamento a cui badare e per lui provo un bel pezzo, mi ha fatto vivere partite splendide. Non ho problemi di nessun genere, sono tranquillissimo ad andarlo a incontrare. Per me è finita lì, ora alleno l’Inter e ho un vero nuove (Icardi ndr) e non più un falso nueve. Roma squadra forte: Strootman, Manolas, Perotti, Dzeko, Alison che diventerà un grande numero uno. Leggo che sono in difficoltà per il terzino destro ma lo sceglierei io mettendo Florenzi che è un avversario di una qualità estrema. Emerson doveva fare il parcheggiatore a Trigoria secondo tutti e ora diventerà un grande giocatore».

Cosa non è andata bene domenica?

«Non voglio rivedere la mezz’ora dove abbiamo abbassato il livello della nostra qualità, dobbiamo essere più continui. Dobbiamo essere una squadra che ha facilità di palleggio, un blocco unico davanti alla palla che dà continue letture di alzare la linea difensiva o abbassarsi con gli attaccanti quando la palla è dentro la nostra area di rigore o nostra metà campo».

Stelle da rispolverare?

«Se dobbiamo rientrare in Champions la squadra non è cambiata tanto rispetto all’anno scorso però ho visto grandi qualità, era un discorso in generale non vado a creare difficoltà psicologiche ai giocatori. Perisic e Icardi hanno già fatto vedere di essere due da Gran Premio, qualcuno invece deve ancora migliorare. Dobbiamo essere più squadra, nell’essere un blocco unico che si divide vantaggi e svantaggi».

Servivano davvero due direttori sportivi (Ausilio e Sabatini)?

«Io capisco che dal suo punto di vista suo la domanda è corretta e meriterebbe degli approfondimenti ma noi si va a giocare a Roma. Noi abbiamo società forte e tutti hanno un ruolo ben definito. Io ho chiesto 2-3 calciatori e sono arrivati. Dalbert era già nel mirino, Vecino e Borja sono due che conosco bene e ho chiesto di portare a casa ma poi siamo stati costretti a sterzare perché Kondo ha fatto delle richieste e noi credevamo di riuscire a fargli cambiare idea ma poi lo abbiamo dovuto cedere e i direttori sono stati bravi e portare Cancelo. Non credo sia colpa loro se si pensava di arrivare a una certa quota e poi non si è potuto fare a causa dei paletti. Essere dentro le regole è fondamentale e se noi lo facciamo non mi posso lamentare. Poi ho conosciuto meglio la squadra e siamo riusciti a creare un gruppo forte che possa soddisfare la ricerca delle ambizioni che abbiamo».

Dalbert e Cancelo avranno bisogno di tempo?

«Chiunque di noi ha la convinzione di poter dare delle indicazioni per cui si sta ricercando un modo di stare in campo che prevede degli equilibri. Loro sono molto offensivi, per noi tutto sommato vanno bene perché vogliamo attaccare ma allo stesso tempo c’è da alternare questa caratteristica, ci sono dei tempi di scappata che bisogna conoscere, la linea difensiva deve muoversi come un blocco unico. Loro a briglia sciolta sono due cavallini. Cancelo non è da spalle girate all’avversario, se parte da dietro ha più facilità ad esprimere le sue qualità però c’è anche una fase difensiva. Sono comunque da Inter».