Spalletti: “Skriniar è al 60%, domani attenti come col Napoli”

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23 ottobre 2017, 14:54
Spalletti

Luciano Spalletti ha risposto alla domande dei giornalisti presenti al centro sportivo di Appiano Gentile per la conferenza stampa di presentazione dell’infrasettimanale di martedì sera tra l’Inter e la Sampdoria.

Contento per Napoli-Inter?

«Mi sono piaciute tante cose però allo stesso tempo si trova sempre qualcosa da discutere per poter migliorare. Non dobbiamo credere che ci sono dubbi sulla strada da fare, dobbiamo fare ancora dei passi in avanti, si fa un discorso completo perché poi noi vogliamo arrivare, dove non lo sappiamo ma vogliamo arrivarci e dipenderà da noi. La cosa che mi è piaciuta di più è stata questa voglia di andarla a giocare, qualche volta mi hanno fatto stringere i denti quando palleggiavano basso nella nostra area di rigore però poi sono usciti bene anche se col Napoli era rischioso perché sono molto bravi a riconquistare la palla».

Quanto è insidiosa la Samp?

«Le partite sono tutte insidiose, quando affronti squadre con questo entusiasmo, spensieratezze, questa classifica e questo allenatore diventano ancora più difficili. Loro sono costruiti bene, Giampaolo è uno fortissimo che rende fortissime anche le squadre che allena per cui è un’insidia e dobbiamo essere bravi a ripartire da zero e mettere tutte le qualità che ci vogliono per giocare questa partita. Ci vuole la stessa attenzione, qualità e personalità di sabato».

Volete mettere pressione agli altri?

«Questo non ci interessa, non vogliamo fare paura a nessuno, vogliamo andare a creare un contesto dove di volta in volta ci si mette qualcosa in più per andare sempre avanti e consolidare le nostre certezze. Noi si bada a noi stessi, guardiamo in casa nostra e non in quella degli altri».

Domani mini turn-over?

«Discorso difficile da fare oggi, c’erano un paio di affaticamenti muscolari ma abbiamo ancora una giornata e mezza per recuperare. Oggi verrà fuori una seduta di completamento di recupero per cui si va a decidere domani».

Serve un passo psicologico in più per evitare errori?

«La Sampdoria è una squadra forte, gioca un calcio importante. A Giampaolo in estate hanno tolto i pezzi migliori e ha mantenuto la stessa qualità di gioco. Lui non allena solo i muscoli ma prima la testa perché quella ti crea i presupposti per anticipare quello che avverrà e di conseguenza prepararsi a qualsiasi tipo di partita. Quando parlo di fortuna c’è incluso il fatto che i miei giocatori sanno valutare queste insidie e tutte le volte vanno a ricaricare le batterie da zero; la Sampdoria è del nostro livello. Perché pensate che ora noi possiamo mettere dietro a prescindere la Sampdoria che l’anno scorso non ci ha fatto vedere palla? E’ una domanda sbagliata, noi siamo una squadra fortissima che però è la stessa che l’anno scorso ha anche fatto malissimo in certi momenti. Dobbiamo essere bravi a prendere le qualità dentro noi stessi e a metterle in pratica quando si va in campo».

Miranda ogni tanto esagera uscendo palla al piede?

«Assolutamente no. Se io sono preoccupato per Miranda? Lui trasferisce agli altri l’equilibrio. Non esagera mai in quello che è l’uso delle sue qualità. Non dà vantaggi agli avversari, ci mette quel pochino in più ma arriva sempre».

Perché reputa Giampaolo fortissimo?

«Perché sa fare il suo lavoro, ha lavorato a Empoli come me. E’ partito dal niente ed è arrivato ad allenare una delle squadre più forti della Serie A e ad essere nel mirino delle grandi e se lo merita tutto. Gli piacerebbe allenare l’Inter e io nel caso sarei il primo abbonato, per l’Inter sarebbe una garanzia. L’ho visto allenare sul campo, ho visto come si comporta con i calciatori e come compatta la squadra. E’ professionale e pignolo nel fare le analisi e nell’andare a vedere gli avversari, io probabilmente sono più fortunato di lui perché ho uno staff più numeroso ma lui ci spende tempo per queste cose».

Che Skriniar le ha consegnato Giampaolo?

«Ha confermato la persona che è. Lui me ne parlò benissimo, Giampaolo è serio e ti dice la verità, gli auguro la possibilità di allenare club come l’Inter».

Sarri l’ha chiamata Ministro della Difesa, è contento?

«Io ho detto che sarebbe diventato Ministro dell’economia perché dà il massimo nel suo lavoro, spero che lui abbia fatto altrettanto. Conosco bene anche Sarri, gli ho chiesto delle cose perché è uno bravo e forte. Lui può dire quello che gli pare perché lo stimo».

Cosa ti ha detto Napoli-Inter?

«Per ora c’è differenza sotto l’aspetto della qualità di gioco, sotto l’aspetto della qualità e delle potenzialità dei calciatori c’è meno differenza. Loro ormai sono padroni di questa ricerca dell’impossibile, ho visto fare agganci al volo e delle giocate di prima dove hanno la certezza e la sicurezza delle loro qualità. Noi sotto questo aspetto dobbiamo fare di più e crescere ancora di più. Ad esempio Vecino si sta mettendo a suo agio in un contesto nel quale forse non aveva la certezza di poterci stare fino in fondo: all’inizio non ci aveva fatto vedere queste progressioni e invece lui deve stare tranquillo perché qui dentro ci sta bene, non è tirato in questo contesto qui ma ci sta bene dentro e nelle ultime due partite si è visto».

Lo step successivo?

«Puntellare le certezze e avere sempre una costante ricerca per nuove opportunità. Noi non ci si fa tirare dentro il vortice delle domande e dei commenti delle persone, lo sappiamo da soli come siamo fatti e quali sono i nostri pregi e i nostri difetti. Continuate a domandarci se siamo da Scudetto: fino a che ne parlate vuol dire che non lo siamo, alla Juventus non lo chiedete mai e neanche al Napoli; per esserlo bisogna che voi smettiate di chiedercelo perché se lo fate vuol dire che avete ancora dei dubbi. Dobbiamo migliorare, anche nell’uso della Pinetina. E’ tutto un passo dopo passo, se ne fai uno bene poi puoi aumentare la velocità perché sei impostato bene. Potete dire quello che vi pare ma i giocatori assumono le sembianze che vogliono loro perché sanno dove vogliono arrivare».

Chi sono gli affaticati?

«Io e Domenichini (ride ndr). Ci sono le partite che ti danno un ulteriore stress perché hai giocato anche di notte e fuori casa. C’è stato il controllo anti-doping e ci abbiamo messo un’ora in più a rientrare e dopo che torni da queste trasferte poi non dormi perché non riesci a rilassarti. Spero si siano riposati tra stanotte e stamani».

Cambiasso ha paragonato Skriniar a Samuel: a che punto è la sua crescita?

«Ha ancora molti margini di miglioramento. Ci è piaciuto da subito il modo in cui ci ha risposto quando siamo andati a trattarlo e ha confermato di essere quella persona lì anche al direttore a cui è piaciuto da subito per come ha risposto decidendo così di puntare su di lui e non su altri. In allenamento ha questi occhi espressivi dove ti fa capire che farà tutto quello che gli chiedi. Secondo me è al 60% delle sue possibilità: è veloce, forte fisicamente, forte di testa, sa giocare la palla, forte nell’1 contro 1; vedrete quante squadre saranno interessate a lui e questo un po’ mi preoccupa».

Come mai l’anno scorso questa squadra non rendeva così?

«Non mi sopravvalutare. Io non lo so, non è possibile fare un’analisi del genere, sarebbe presuntuoso che lo facciano gli altri. Posso dirti che stiamo facendo adesso e che ho trovato: questo è uno dei gruppi migliori che abbia mai allenato. Chi vuole andare a dormire a casa stasera può farlo perché a questi qui non dico più niente. Mi hanno dimostrato che posso fidarmi di loro, non c’è bisogno di fare regolamenti».