Spalletti: “Rafinha non gioca da 18 mesi, che faccio? L’Inter…”

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22 gennaio 2018, 00:11
Spalletti (2)

Luciano Spalletti – intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta della “Domenica sportiva” su Rai 2 – analizza il pareggio contro la Roma e il momento no dell’Inter, ma si sfoga anche sull’argomento mercato dal momento che il progetto tecnico promesso in estate non rispecchia esattamente determinate aspettative e anche il mercato invernale non sta dando i frutti sperati

MANCA CARATTERE – Il pareggio dell’Inter tranquillizza Luciano Spalletti, che successivamente si scatena mettendo i puntini sulle i su più argomenti: «Abbiamo tentato di fare qualcosa di diverso, portando più giocatori sulla trequarti con i due centrocampisti, però poi nella costruzione del gioco, sapendo che i giocatori della Roma ci sarebbero venuti addosso, non abbiamo avuto la qualità e la velocità giusta: li abbiamo agevolati, poi siamo passati in svantaggio ed è stato tutto più difficile. Successivamente c’è stata una reazione e questo devono capire i ragazzi: se si fanno le cose con i ritmi giusti e la forza mentale giusta, si possono fare buone cose. Non vinciamo dal 2 dicembre perché abbiamo perso qualche punto in maniera banale, alcuni episodi ci sono girati male, probabilmente come carattere c’è qualcosa che ci manca. Per stare a lottare con queste squadre qui nessuno può darci una mano se non ci metti tu stesso il carattere, la qualità e l’autostima nel voler comandare. Non è cambiato molto rispetto al girone d’andata, ora facciamo un po’ più fatica e abbiamo meno entusiasmo perché abbiamo perso qualche punto: non abbiamo quel carattere solido e, se cala l’entusiasmo, questo ci fa andare di traverso l’episodio negativo. Mentalmente andiamo dietro a quello che succede e questo non va bene».

MANCANO GIOCATORI – «Il mercato non può aiutarci in questo senso perché ai calciatori che hanno giocato finora non gli vai a dire che un giocatore che non gioca da un anno e mezzo viene a prendere il loro posto: noi dobbiamo mettere Rafinha nelle condizioni di giocare per darci una mano e non viceversa. Rafinha è un anno e mezzo che non gioca, ha fatto cinque-sei partite nella stagione precedente: si sta allenando con continuità, ma il ritmo partita è un’altra cosa. I centrali titolari sono questi, poi Lisandro Lopez ha dimostrato di avere carattere e spessore, ma Joao Miranda e Milan Skriniar hanno dimostrato di essere giocatori da Inter. Chi ci mette a posto le cose? Le mettiamo a posto noi, solo noi possiamo farlo. Con i direttori parlo tutti i giorni a pranzo, si parla dei giocatori e, quando decidono di prenderne uno, ci sono dentro anch’io. C’era bisogno di qualche cambio nei difensori centrali in un periodo, si sono fatti male due centrali su tre e poi anche Danilo D’Ambrosio: se chiedi a un terzino di fare il centrale, si prende gol come successo a Firenze. E’ chiaro che in questi casi si va in difficoltà. Non ho mai pianto per avere giocatori, ho solo fatto notare che ci mancava un giocatore nel momento in cui eravamo senza giocatori in difesa e, se l’avessimo avuto, non avremmo subito quel gol a Firenze».

FRECCIATINA ALLA SOCIETA’ – «Non mi sono mai lamentato, anche se avrei avuto la possibilità di farlo: all’inizio si diceva che c’erano 150 milioni da spendere, soprattutto voi lo dicevate… Se ho qualcosa da dire, la dico direttamente ai direttori. Siamo partiti con un percorso da fare con delle potenzialità, ma non lo abbiamo portato a termine perché non abbiamo potuto fare mercato e siamo rimasti con la squadra che abbiamo tentato di allestire, poi siamo arrivati a questo punto qui facendo il nostro lavoro. Dietro il reparto andava ricoperto numericamente, in mezzo ci vorrebbe un giocatore che abbia la forza e il livello di calcio per poter lottare per primati importanti, uno che ci dia una mano in questo senso qui. Rafinha non gioca da un anno e mezzo, che si fa domenica? Si fa giocare e aspettiamo che ci vinca la partita lui?».