Spalletti: “Problema Inter a scalare Cancelo. Se Icardi non palleggia basso…”

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15 aprile 2018, 00:08

Luciano Spalletti – intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta del “Sabato del DS” su Rai 2 – commenta il pareggio in casa dell’Atalanta analizzando la prestazione dei suoi, condita da troppi errori, e facendo riferimento soprattutto al cambio in difesa, ma anche al mancato apporto di Icardi alla manovra

INIZIO PESSIMO, POI MEGLIO – L’Inter manca l’appuntamento con la vittoria per la terza volta consecutiva, Luciano Spalletti prova a spiegare le difficoltà incontrate: «Nei primi 45′ i giocatori dell’Atalanta sono stati fisici e aggressivi. Noi nei primi 10′ non siamo riusciti a incastraci bene con le tre punte larghe che avevano iniziato, poi dopo abbiamo sbagliato quasi tutti i palloni che siamo riusciti a recuperare e non siamo stati nelle condizioni di creare una qualità di palleggio che ci permettesse di riprendere terreno. Qualche volta siamo andati dietro la linea difensiva con scambi in velocità che oggi dovevano diventare una caratteristica della partita sulla trequarti, ma loro venivano addosso con i mediani e i terzi di difesa: lì si gioca uno contro uno, se fai una giocata in velocità si aprono praterie da sfruttare, ma noi l’abbiamo fatto troppo poco, siamo andati solo due-tre volte contro il portiere. Anche loro hanno creato pericoli, ad esempio con “Papu” Gomez all’inizio. Il salto di qualità te lo giochi giocando queste partite alla pari con l’Atalanta. Nel primo tempo siamo andati in difficoltà, nel secondo abbiamo giocato una buona partita, poi è chiaro che da lì a passare a vincere sempre c’è uno scalino: nella prestazione, nel fare le cose che vuole la partita, nel dominare dal punto di vista caratteriale, di qualità e fisicità contro qualsiasi avversario per creare dei problemi, far gol e vincere tutte le partite diventa uno scalino superiore».

IL COMPITO DI ICARDI – «Bisogna stare attenti: nei primi 10′ ci siamo messi male, abbiamo fatto fatica a scalare, a mettere Joao Cancelo più alto e scalare con un terzo difensore nella postazione del quarto basso. Abbiamo fatto pochi gol nelle ultime uscite e probabilmente dobbiamo tornare a vincere le partite se vogliamo aspirare a qualcosa, ma la squadra è sempre stata in partita: non ha concesso molto, bisogna fare dei correttivi e migliorare in questi aspetti senza peggiorare gli altri, perché a volte quando si tocca qualcosa va a finire per peggiore le cose buone… Nel primo tempo dovevamo venire a palleggiare basso nella nostra metà campo perché è difficile portare palla in mezzo all’area facendo mettere Mauro Icardi nelle situazioni più vantaggiose per lui: se non esci da loro pressing è difficile creargli l’opportunità da gol, c’è da essere bravi nel recuperare la palla sporca e dargliela sui piedi, lui deve farla venire a sostegno, così le distanze si aprono e ci permettono la ripartenza. Se nel riconquistare la palla non si riesce a fare il passaggio per sviluppare l’apertura dei giocatori nell’attaccare gli spazi, diventa difficile: le distanze sono tutte raggruppate, è molto stretto il settore del campo in cui palleggiare. Dopo tre-quattro scambi si incomincia ad aprirsi per ri-abbozzare una ripartenza: Icardi deve partecipare a questo palleggio basso e venire dietro a prendere la palla».

COMPLIMENTI ALLA ROMA – «Mi ha fatto enormemente piacere prima di tutto per l’affetto che ho verso l’ambiente e quei calciatori, perché l’anno scorso abbiamo fatto un grandissimo campionato: ricordiamo che quest’anno hanno giocato la Champions League perché siamo arrivati secondi davanti al Napoli eh… Vederli vincere è una gioia immensa, soprattutto perché se lo sono meritati giocando una grandissima partita contro il Barcellona, dando un contributo non solo per se stessi e per l’ambiente di Roma, ma anche per il calcio italiano: tutti beneficiamo di questa vittoria. E’ una bellissima cosa, una partita perfetta: tutti in piedi ad applaudire! Non mettiamo il naso sulla possibilità di vittoria finale, sanno come fare da soli senza nessun consiglio: hanno dimostrato di saperlo fare (sorride, ndr)».







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