Spalletti: “Perisic doti divine, lo vorrei sempre! Sulla qualità…”

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17 marzo 2018, 12:27
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L’Inter domani alle ore 12.30 andrà a far visita alla Sampdoria allo stadio “Luigi Ferraris”: il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia. Di seguito tutte le sue dichiarazioni, riprese in diretta da Inter-News.it

La Champions League passa dalla partita con la Sampdoria?

La Champions passa anche dalle altre partite, ma soprattutto da gare come questa perché loro hanno forza, qualità, sanno giocare un calcio moderno. Allenatore e staff preparatissimi, stadio dove sono stati raccolti pochi punti da parte delle avversarie, per cui passa sicuramente anche da questa partita qui e noi abbiamo bisogno di vittorie e punti per arrivare a questo obiettivo.

L’Inter adesso ha sette partite su undici in trasferta. Ti aspetti personalità dal gruppo per fare la differenza anche fuori casa?

Mi aspetto anche questo ma io penso che il misuratore della forza della personalità e del carattere sia il Napoli, nel senso che loro giocano sempre allo stesso modo, hanno fatto sempre gol e messo sotto tutti per cui il fatto che in alcune partite riusciamo ad avere forza, compattezza ed equilibrio e tutti gli ingredienti che ci vogliono per affrontare queste grandi squadre è la soluzione a tutto. L’essenziale è ripetersi e mettercele sempre, come abbiamo detto: cammino veloce perché è il mio passo e non perché in quel momento ho bisogno di camminare veloce. Se non diventa abitudine non raggiungi mai l’eccelso.

Quando lei dice che questa squadra ha meno qualità del Napoli lancia una provocazione per avere una reazione?

Secondo me non è proprio così, nel senso che mi sembra che sia più un problema vostro e non nostro. Noi si va alla ricerca di metterci qualcosa in più, di buttarci dentro più caratteristiche, più ingredienti affinché la somma faccia la squadra fortissima. Lo abbiamo spiegato diverse volte, per cui forse non mi riesce di farmi capire. Dentro la qualità c’è personalità, carattere, avere quel passo lì, avere quel modo di interpretare le partite, ragionare e giocare a calcio. Alcune volte non ce la mettiamo tutta, per cui vado a dire le cose affinché ci sia una presa di coscienza, per capire che possiamo fare qualcosa di più.

Ivan Perisic sembra l’unico che fatica a riemergere. La sua situazione preoccupa? Hai parlato con lui ultimamente?

Io parlo un po’ con tutti. La situazione non preoccupa più di tanto anche se è uno di quei giocatori che ha questa qualità divina, perché lui ha veramente qualcosa di particolare. Proprio ieri c’era Hernan Crespo e alla fine dell’allenamento siamo rimasti e lui (Perisic, ndr) ha fatto dei tiri in porta da solo e proprio da un calciatore importante come Hernan sono venute fuori poi delle spiegazioni di quelle che sono le qualità di questo calciatore, cosa che noi sapevamo già. Chiaro che se riuscisse a dare sempre il massimo diventa tanta roba ma sarebbe difficile per tutti, anche dentro altre squadre ci sono calciatori che a volte passano dei periodi in cui non riescono a distribuire bene le loro qualità, per cui si accetta così e si va avanti sapendo che può riprendersi in qualsiasi momento.

A sorpresa contro il Napoli hai messo a centrocampo due giocatori meno di peso ma più di qualità, contro la Sampdoria potresti tornare alla vecchia guardia. A cosa è dovuto?

Si cerca di tener conto di tutto, le ultime partite avevano dato anche delle indicazioni a degli accumuli di fatica e problemi fisici, per cui si bada a ogni cosa però poi l’importante diventa sempre scegliere perché a volte le scelte sono difficili, a volte fanno anche un po’ paura, a volte ti creano la difficoltà avendo il dubbio ma poi l’importante è scegliere in base a quello che è l’obiettivo e noi vogliamo andare a vincere. Sceglierò chi sta un pochino meglio, chi adesso ha quella convinzione perché da questa partita possiamo guadagnare tanto

Rispetto al periodo migliore sono aumentati i gol subiti e sono diminuite le reti segnate. Come te lo spieghi?

I gol diminuiti a volte dipendono dai periodi che stai facendo, cioè quando hai entusiasmo puoi trovare soluzione estreme di grande qualità, bellezza e fattura. Quando hai un momento che il vento ti soffia in direzione giusta spesso vanno a finire come vorresti le azioni. Nelle ultime due partite sono cambiate tante cose e io ce le ho belle chiare, per cui già da domani mi aspetto di vedere il continuo svolgimento di qurste cose che sono cambiate.

Riallacciandosi al discorso della qualità, volevo sapere se ti candidi ad allenare l’Inter virtuale.

Io ho il contratto per due anni e devo dimostrare di potermi meritare di lavorare con una società cosi competente e di qualità come l’Inter. Ho a disposizione direttori che conosco da più tempo come Sabatini e uno che ho avuto modo di apprezzare per la sua conoscenza del calcio come Ausilio e attraverso le loro qualità siamo riusciti a portare giocatori importanti. Quando ho parlato di Inter virtuale è perché da qualche parte dovevano venire i nomi che fate sui giornali, dato che dite sempre di raccontare la verità ma poi è che diventa un disturbo per lo spogliatoio. Da questi discorsi abbiamo portato uno come Lisandro che adesso che Ranocchia non sta bene averlo a disposizione ci dà tranquillità e ci completa il reparto. Abbiamo portato uno come Rafinha che io conoscevo meno e che Walter e Piero me l’hanno spiegato bene nonostante ci fosse questa difficoltà dell’infortunio avuto, però si sta vedendo che è una persona squisita sotto tutti gli aspetti, si è fatto apprezzare subito dallo spogliatoio. Per cui io ambisco ad allenare la formazione vera.

Undici partite alla fine per la volata Champions. Cosa farà la differenza tra le 3/4 squadre che sono in corsa?

Secondo me ce ne sono più di 3/4, son quelle lì che sono ora nell’alta classifica perché hanno fatto vedere di avere passo e forza nonostante facciano altre competizioni per cui noi abbiamo vita dura e difficile. Noi non dobbiamo andare a sperare o ad avere la forza per questi confronti qui ma dobbiamo avere la forza per fare undici partite di un certo livello, non funziona da qui in fondo fare una buona partita e poi giocarne due sotto il nostro massimo. La differenza è li perché loro avendo da fare anche altre competizioni hanno allestito una rosa dove hanno qualche calciatore in più per giocare le due partite settimanali. Diciamo che nel riuscire a motivarsi ormai non possiamo più sbagliare, le motivazioni devono essere tutte a 2000 e bisogna fare tutto in apnea da qui fino alla fine, dritti sui pedali per spingere molto a ogni pedalata.

Come mai qualche volta la qualità riesce e qualche volta no? Il fatto che d’ora in poi sono tutte finali può aiutare a esibire sempre lo stesso passo?

È un po’ dentro il discorso dei tentativi che facciamo, però probabilmente non sono stato all’altezza di riuscire a trovare la risposta a quella che è la sua domanda, perché è cosi. Noi in alcune partite siamo quasi perfetti come contro il Napoli, la Juventus, la Roma. Con tutte quelle squadre che poi ambiscono a questa posizione nobile dei primi 4 posti noi siamo stati all’altezza, in altre partite siamo stati al di sotto del nostro massimo, segno che devo lavorare meglio.

Tornando a Ivan Perisic ci si preoccupa laddove c’è la qualità e non la si dimostra. Quando i periodi diventano mesi nel calcio si parla quasi di epoche. Come mai quando affronta avversari di livello inferiore non riesce a saltarne uno? Il mondiale pesa?

Io l’ho visto sempre abbastanza sereno, naturale e tranquillo. Anche in questi periodi esibisce i suoi colpi in allenamento e la sua qualità indiscussa per cui ci vado a insistere, io uno come Ivan lo vorrei sempre e lo vorrei sempre allenare. Ci sono dei periodi dove non va nel modo che vorresti e bisogna sopportare e basta, più si va a parlare di questa cosa qui e più si crea il problema. Io ho fiducia nel ragazzo, nel giocatore e nella persona e poi in fondo se non avrà dato il risultato che ci si aspetta è chiaro che mi si può fare tutte le domande che si vuole.

Dalbert ha dichiarato di aver scelto l’Inter per migliorare la sua fase difensiva. A che punto è e cosa gli manca ancora?

Secondo me è cresciuto e si sta allenando bene. Ha fatto vedere nelle difficoltà e in un momento in cui poteva dare sintomi di abbassare la voglia di allenarsi e apprendere che invece non l’ha fatto. Forse c’è stato lo svantaggio di arrivare quasi alle porte del campionato, non ha avuto la possibilità di conoscere in modo più approfondito ed è chiaro che non avendo fatto quella piccola esperienza nelle amichevoli quando poi lo metti di fronte alla partita ufficiale per lui diventa sempre un esame importantissimo che la sua esperienza non gli concede di vivere in modo tranquillo. Ha avuto sempre un po’ di crampi nelle partite giocate perché il sistema nervoso gli crea difficoltà che fanno parte della gestione proprio a livello di tensione emotiva, mentale, l’importanza che per lui ha fare bene quella gara lì. È tutto a posto, nel senso che noi non siamo riusciti a mettergli a disposizione il massimo però il ragazzo è un investimento fatto che darà i suoi frutti.

Guardando i numeri l’Inter rispetto ad altre squadre ha una differenza netta di gol fatti rispetto a quelli subiti. Secondo lei è questione di mancanze nella fase difensiva o offensiva o è questione di interpreti?

Quando ci sono questi numeri così marcati è difficile dire che sono totalmente sballati, per cui è un po’ di tutte e due le cose. Noi abbiamo attaccanti che danno aiuto alla fase difensiva, probabilmente abbiamo delle caratteristiche dove non ci riesce fare questo gioco così spumeggiante con continuità perché in diverse partite lo abbiamo fatto per cui vado a ricollegarmi su questo fatto che noi le qualità le abbiamo ma la difficoltà è nel mettercele sempre. Abbiamo difficoltà nell’impegno continuato affinché poi diventi normalità, frutto anche del fatto che abbiamo passato un periodo dove qualsiasi cosa che si provava a dire e fare non si riusciva a dargli lo sviluppo corretto alla luce dell’importanza dell’obiettivo e della causa sulla quale abbiamo lavorato. Io vedo cose differenti ora e sono convinto che riusciremo a migliorare questo dato qui perché non lo possiamo ribaltare ma lo possiamo migliorare e il miglioramento andrebbe a farci collocare nelle condizioni di arrivare all’obiettivo.

Che cosa non ha visto nella partita contro il Napoli che vorrebbe invece vedere domani?

Magari dopo averla rivista dico che è stato corretta la sensazione che ho avuto durante lo scorrimento effettivo e dopo che era finita, abbiamo riconquistato tanti palloni e in diversi di questi si poteva creare un problema superiore al Napoli. Ci sono dei numeri che dicono quanti palloni abbiamo giocato noi e quanti loro, però a volte la riconquista passa dalla differenza del “sono stato bravo a riconquistarlo o sono stato sotto il livello nel perderlo”. Noi si è persi un numero di palloni dove li abbiamo persi noi e qui bisogna metterci più coraggio in quei palloni li perché vanno tutti nel dato di palle perse. Noi ne giochiamo qualcuno in meno rispetto al Napoli anche se la palla viaggia lentamente, ma viaggia. Poi ci sono le palle perse, noi ne abbiamo riconquistato tante e perse tante e loro riconquistate poche. È tutto lì il gioco.