Spalletti: “Obbligati a fare sul serio. Inter da completare”

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24 luglio 2017, 00:22

Luciano Spalletti è stato intervistato da Marco Barzaghi per Premium Sport in occasione dell’allenamento di rifinitura prima della sfida dell’International Champions Cup contro il Lione. Queste le parole dell’allenatore dell’Inter dalla Cina.

RITARDO DA RECUPERARE«È chiaro che ti impone di assorbire il fatto dell’importanza di dover fare le cose per bene, perché c’è la passione del nostro pubblico e c’è quella che è l’aspirazione del nostro capo. Ci sono molti tifosi anche qui in Cina che tifano Inter, che sono vestiti di nerazzurro, siamo obbligati a fare molto sul serio come avevamo detto nei giorni precedenti, per i calciatori aver visto con i propri occhi l’intenzione della proprietà e della società li responsabilizza ancora di più. Con il chairman ci dovrò parlare in questi giorni che sarò qui, naturalmente poi nella crescita di questa squadra ci sta anche di doverla completare con qualche nuovo calciatore. La differenza dei punti che ci sono tra noi e quelle squadre che sono finite davanti la dovrà fare la crescita di questa squadra, non si può caricare sui calciatori che verranno il peso di trasformare tutta la squadra. Dobbiamo crescere tutti, quelli che verranno dovranno essere calciatori che possono dare un contributo a quella che è la nostra intenzione per fine campionato. È chiaro che abbiamo incontrato delle difficoltà, il mercato è una cosa da fare in maniera libera. Noi abbiamo degli obblighi che ci hanno frenato fino a un certo momento, delle cose si sono poi sviluppate e non le hai ritrovate. Devi sterzare e aspettare quello che è il momento giusto, qualche calciatore dovrà andare e di conseguenza c’è bisogno di un po’ di tempo, poi valuteremo quella che è stata la nostra qualità oltre a quella dei calciatori. Se si va a considerare quello che può dire una vittoria o una sconfitta dopo sette giorni di allenamento… Se si va dietro ai risultati e basta si rischia di fare confusione e di fare come l’anno scorso dove si perde qualsiasi connotato di squadra e ognuno cerca di risolvere la partita da solo, non si riscontrano quei comportamenti e tutto diventa più difficile. Si aspetta un attimo e si fanno le cose giuste, il Milan peraltro ha fatto giocare anche molti ragazzi, Carlo Ancelotti probabilmente si è ricordato di esserne stato allenatore. Avranno fatto bene sicuramente, ho visto degli spezzoni dove hanno fatto delle buone azioni, mi è sembrato non ci fosse nessuno dei nuovi ma non conta niente questo, conta quello che riusciremo a fare noi. Non dobbiamo essere al livello di squadre che possono ambire a cambiare dieci-quindici calciatori, noi se ne può cambiare di meno e magari che quelli lì fossero veramente dei calciatori che possono dare qualità e fare la differenza, poi la crescita di tutti noi e anche io devo crescere».






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