Spalletti: “L’Inter fa fatica: si allena davanti a 5, poi con 55.000…”

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25 febbraio 2018, 00:25

Luciano Spalletti – intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta del “Sabato della DS” su Rai 2 -, analizza l’importante, ma sofferta vittoria contro il Benevento, facendo notare il problema della squadra di sentirsi sotto pressione rispetto a quanto preparato settimanalmente ad Appiano Gentile

GOL CERCATI CON QUALITA’ – I tre punti fanno comodo all’Inter per risalire in classifica, anche se Luciano Spalletti è consapevole della prestazione non ottimale della propria squadra: «La cosa è così: stiamo attraversando un momento difficile in cui non ci riescono le cose. Abbiamo fatto fatica per più di un’ora, anzi per novantacinque minuti: ci prendiamo anche i minuti in più. E’ stata una partita difficile, abbiamo provato a fare le cose: pressare nel primo tempo, anche troppo, per andare dietro la volontà delle differenze in campo, del pubblico che ha partecipato in maniera incredibile come numero e supporto, però quando le squadre giocano bene e te le cose non riescono, qualche volta devi concedere campo, abbassarti e tornare nella tua metà campo. Con la voglia di pressare fino al portiere il Benevento ci ha fatto buttare energie: Guilherme ci ha fatto passare due-tre rischi in difesa, ma questo per la voglia di fare gli splendidi, quelli belli e forti che oggi non siamo. Ci sono momenti in cui si sceglie quando scendere e creare difficoltà, poi siamo stati agevolati dal gol, che è stato fatto benissimo, voluto e cercato su come attaccare la porta: abbiamo la qualità di battere bene i calci d’angolo e di avere fisicità in area di rigore per andare a colpire».

INTER VIRTUALE – «La formazione virtuale è perché si parla troppo di mercato, ma poi si va nello spogliatoio e se cinque-sei giocatori sono messi in discussione a questo punto della stagione, involontariamente ne subiscono un pochettino, per questo voglio abbassare il più possibile le discussioni sulla costruzione della squadra del prossimo anno. Abbiamo costruito la rosa con questi giocatori e non abbiamo auto la possibilità di portarne altri, quindi dobbiamo far rendere questi che abbiamo, che sono di assoluto livello e qualità, come visto fin dall’inizio del campionato. Per il resto ha parlato l’Amministratore Delegato Alessandro Antonello e siamo tutti d’accordo con le sue parole: è l’esponente più alto che abbiamo. Io ho delle responsabilità importanti su quello che sta succedendo: se la squadra propone questo nel primo tempo, sono il primo a dover fare autocritica. Cercheremo di migliorare: abbiamo vinto questa partita che ci dà più tranquillità e naturalmente ho la società che mi controlla, guarda come lavoro e può intervenire per dirmi che lavoro male».

PRESSIONE SOTTO I RIFLETTORI – «Abbiamo fatto una partita in cui abbiamo avuto difficoltà: è sintomatico il calcio d’inizio battuto, abbiamo buttato la palla in fallo laterale da soli (ride, ndr). Se non attacchi, ti fischiano perché giochi contro il Benevento. Se non costruisci bene, il Benevento prende il pallino perché i suoi giocatori sono freschi e hanno qualità nel far girare la palla, così diventa un continuo rincorrere come visto ed è più difficile. Nel secondo tempo siamo stati più bravi e abbiamo vinto meritatamente, anche se con fatica. Questa vittoria ci servirà per allenarci meglio durante questa settimana. Il contesto è un tantino diverso: ci alleniamo di fronte a cinque operatori di “Inter TV” che ci riprendono, ma dentro la partita ci sono 50.000 spettatori oltre a 5.000 operatori che vedono la partita. La tranquillità di fare scelte, il coraggio e metterci la qualità assoluta diventa più difficile. Nel primo tempo volevo dire ai miei giocatori di aspettare: siamo stati in balìa del loro palleggio, così vai nella terra di nessuno, dove loro hanno possibilità di giocare, tra le linee. Nel secondo tempo abbiamo curato meglio le varie cose e quando abbiamo conquistato la palla, l’abbiamo tenuta e fatta girare, facendo girare il Benevento a vuoto e facendogli perdere qualità nelle giocate. Il Milan sta facendo molto bene, ci fa piacere: ma se loro sono in salute e in tranquillità, visto che noi abbiamo qualche punto in più, perché non dobbiamo arrivarci in tranquillità anche noi (sorride, nde)?».






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