Spalletti: “Kondogbia vuole il prestito, Perišić determinato”

Articolo di
12 agosto 2017, 22:53
Spalletti

Quinta vittoria consecutiva in amichevole per l’Inter, che chiude il suo precampionato battendo 1-0 il Real Betis a Lecce. Queste le parole di Luciano Spalletti, intervistato da Sky Sport al termine della partita vinta 1-0.

ORA IL CAMPIONATO«Bicchiere mezzo pieno? Io non so fare certe considerazioni, per me sono troppo facili queste qui, passo attraverso la serietà e la professionalità e il lavoro fatto dai calciatori che ho a disposizione. È un lavoro fatto di qualità e di competenza per il ruolo che hanno, perché anche stasera abbiamo fatto una buona prestazione. Abbiamo sbagliato qualche palla di troppo nel secondo tempo, gliel’abbiamo restituita dopo aver fatto fatica per riconquistarla però questi avversari sono un squadra che sa difendere il pallone, sanno giocare a pallone e ti fanno fare fatica. Noi abbiamo fatto in generale bene, abbiamo concesso un paio di occasioni ma poi ne abbiamo avute quattro che non abbiamo sfruttato».

IL DEBUTTO«Dalbert Henrique? Un ragazzo giovane ed esuberante viene, fa la prima partita e vuole subito stravincere e strabiliare, le sue qualità le vuole mettere subito in mostra tutte e invece ha sbagliato a forzare le prime due-tre giocate e ha perso un po’ di tranquillità e qualche pallone di troppo. È meno libero di fare il suo gioco però ha tenuto bene il campo nel secondo tempo e quando abbiamo concesso un po’ di campo agli avversari ha fatto bene anche la fase difensiva che non è il suo forte, però tutto bene. Bisogna migliorare di più sotto l’aspetto del palleggio, del possesso palla, perché quando l’abbiamo riconquistata c’erano degli spazi che loro per tentare di riprenderla ci hanno concesso e non abbiamo saputo sfruttare, però li abbiamo pressati bene e li abbiamo costretti all’errore, abbiamo costruito le nostre quattro-cinque palle gol però qualche errore che dalla mia squadra non mi aspetto in fase di gestione».

MERCATO«La difesa? In questo momento qui è cortissima, anzi in questi due giorni ad Andrea Ranocchia si è riacutizzata un’infiammazione al tendine e a una settimana dall’inizio del campionato ci sarà da valutare, perché mi sembra difficile che Jeison Murillo possa uscire questa settimana a questo punto, visto quello che è successo e quelle che saranno le risposte che mi daranno i direttori da stasera a domani sera. Geoffrey Kondogbia? Quello è un dispiacere perché il suo comportamento non rispecchia il valore della persona. Noi lo conosciamo bene, tutti i suoi compagni lo conoscono, per quello che ho visto e sentito dai suoi compagni di squadra non riconosco in lui questo comportamento qui ed è chiaro che è un dispiacere, perché ora non importa che io subentri nella situazione ma lui stesso ne esce penalizzato per il comportamento che ha avuto. La richiesta che fa è che vuole andare al Valencia in prestito e magari gli si paga un po’ di stipendio. Che discorso è? Vuole vincere troppo facile, di solito quando c’è qualcosa dove non ci trova d’accordo si viene a metà strada tutti e due e poi se ne parla. Lui vuole andare a giocare al Valencia e dice che lo dobbiamo dare in prestito, e i soldi che l’abbiamo pagato? Diventa tutto più difficile. La mia sintesi è che sia stato consigliato male, perché il ragazzo non ha questi atteggiamenti e lo sappiamo tutti».

DIFFERENZA DI VALORI«Ivan Perišić è determinato a rimanere, ha avuto quell’attimo dove ha parlato da calciatore interessato a dover far del bene per quella che è la sua professionalità e ha trovato una conclusione. Kondogbia per me è un giocatore forte ed è stato pagato come un giocatore forte, se non ci sono le condizioni perché vada via lui rimane qui. Poi se prenderemo un altro centrocampista o no valuteremo, abbiamo sei giocatori tutti forti per tre ruoli e si può vedere di poterla gestire diversamente, ma non posso far uscire un giocatore del suo valore senza metterne dentro un calciatore della stessa qualità. La Juventus è rimasta fortissima, pur avendo lasciato partire qualche calciatore ne ha portati dentro altri fortissimi. Era nelle condizioni di dover cambiare qualcosa in difesa, ma quando pensavi alla Juventus pensavi al blocco di questi tre difensori insuperabili con Gianluigi Buffon dietro e sembravano veramente un muro, leggerne qualcuno in meno di questi nomi dà un pochino di fiducia in più ma è rimasta fortissima e rimane la favorita per la lotta del campionato. È la squadra più forte, però poi è chiaro che noi dobbiamo ambire a riuscire a giocarci alla pari».