Spalletti: “Inter titolare casuale, Milan forte! Brozovic nel recinto, Cancelo…”

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3 aprile 2018, 17:07
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Luciano Spalletti ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia del derby Milan-Inter, recupero della 27a giornata in programma domani. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Gattuso ha detto che può essere un derby decisivo: anche secondo te?
Diciamo che i miei calciatori sono stati bravi a rimettersi in una condizione che non sia decisivo, però è chiaro che vale moltissimo visto che non tutti hanno a disposizione la possibilità di portare a casa questi punti del recupero: l’occasione è di quelle che basta portare a casa solo il massimo.

C’è stato un cambio di marcia nelle ultime quattro partite: da dove nasce la svolta?
Secondo me la svolta nasce da quello che hanno fatto i calciatori, che sono calciatori con il cuore pieno di Inter: attraverso quello. Anche se per un periodo si è intasata loro un po’ la testa, però poi sono andati attraverso gli affetti, le cose a cui vogliono bene, di cui sono anche innamorati, perché si vede che sono innamorati del proprio lavoro, del giocare partite importanti a calcio, dei propri tifosi, che seguono tutte le performance e dichiarazioni: attraverso questo hanno rimesso a posto tante cose.

Nonostante le ultime partite, il punto debole dell’Inter rimane sempre la testa?
Il punto debole rimane quello di riuscire a mettere sempre il massimo dentro le partite, tutte le qualità dentro quei cento minuti, tutto il lavoro settimanale, tutti i pensieri belli in funzione del loro lavoro: riuscire a fare la sintesi corretta e metterla tutta dentro la partita.

Brozovic non è mai stato così continuo: può essere l’organizzatore di gioco che l’Inter non ha avuto finora oppure è troppo portato a sganciarsi in avanti?
Brozovic non può essere, lo è. Come ce ne sono altri, ma lui lo è in questo momento qui più precisamente di altri. E’ un po’ involontario l’errore che ho commesso: tutti i numeri e le giocate che faceva, portavano a dire che fosse rischioso metterlo davanti alla difesa, ad esempio quando ogni tanto abbassava il livello di continuità essendo messo a giocare in un settore in cui gli altri possono farti male, invece questo lo ha responsabilizzato ancora di più, creargli un recinto lo fa sentire più importante nel dover comandare lui, invece si pensava tutto l’opposto perché è un anarchico a cui piace andare in giro, che libero di interpretare desse il meglio di se stesso. Invece è stato tutto il contrario: qui perde meno palloni, fa più contrasti, fa viaggiare la palla più velocemente a beneficio della squadra ed è un giocatore forte per queste coese qui.

Come sta la squadra, e soprattutto Rafinha, in vista di queste due gare ravvicinate?
Non ho nessuna preoccupazione: quelli che hanno giocato hanno recuperato, anzi abbiamo tutta la rosa a disposizione perché rientra anche Ranocchia. Tutti sono vogliosissimi di essere scelti.

Come sono entranti i giocatori nel momento negativo?
Ci sono entrati come succede a tutte le squadre. In un campionato così lungo e difficile c’è sempre il momento in cui non riesci a fare tutto quello che vorresti, siccome noi questo momento lo viviamo da più anni, diventa più difficile da gestire per la testa dei calciatori e ci siamo ricreati delle difficoltà. Di quel periodo non possiamo essere contenti, ma dentro la testa dei calciatori c’è sempre stata la volontà di mettere le cose a posto, non riuscendoci nella totalità, ma facendo continue prove, non buttando tutto quello che abbiamo fatto e le certezze, fino a trovare la soluzione.

Il Milan ha un altro allenatore rispetto all’andata, ma continua a essere pericoloso attraverso le stesse situazioni di gioco: Cancelo può arginarle?
Sappiamo che il Milan è una squadra forte, ma abbiamo delle potenzialità importanti e andiamo a giocarci questa partita convinti delle nostre qualità. Secondo me loro stanno bene e lo hanno fatto vedere nell’ultima partita: stanno giocando un buon calcio, fatto di possesso palla, costruzioni dal basso, verticalizzazioni improvvise, perché poi Bonucci è quello che finge di giocare corto e poi la alza sopra la linea della difesa, gli esterni spingono molto, sanno stare al centro del campo e poi larghi, giocano bene nello stretto. Il Milan è veramente una squadra di qualità: ha la possibilità di cambiare più uomini davanti avendone a disposizioni diversi di livello. Diventa fondamentale avere la certezza di essere altrettanto forti, andare lì e cercare di dominare il campo e il gioco, avere la conoscenza tattica di ciò che fanno i nostri avversari domani e poi sapere cosa fare, quindi andare al sodo: si va al sodo!

Anche questo derby può essere della svolta come i due precedenti: se l’Inter lo fa suo, il Milan è tagliato dalla corsa per la Champions League?
Non so quanto vale quello che potremmo perdere, ma so che vale molto di più quello che potremmo conquistare con questo derby. Il Milan rimarrebbe in una classifica importante vista la mentalità ce ormai ha come squadra, non gli cambierebbe niente nei modi di fare, però è chiaro che i punti incomincerebbero a essere diversi.

Da tecnico e soprattutto spettatore, quali duelli la stuzzicano?
Secondo me il duello può dare lo spunto, qualcosa in più, ma in partita è l’atteggiamento di squadra che lo porterà a casa, il modo in cui la squadra affronta la partita, la personalità di stare in campo. E’ un derby che ha le caratteristiche che piacciono a me: due squadre che se la giocano a viso aperto per l’altissima classifica, che stanno bene, un grandissimo aspetto sportivo da parte di entrambe le tifoseria, se non erro ci aspettano 80.000 persone. E’ il derby che merita una città stupenda come Milano.

E’ una partita in cui Candreva e Perisic devono dare qualcosa in più per sfruttare i punti deboli del Milan?
Il fatto è che i calciatori offensivi sono quelli che possono spostare un po’ l’ago della bilancia su due squadre di grande livello come Milan e Inter. Questi uno contro uno, giocare nel folto, l’intuizione: serve la creatività, la qualità, la giocata importante ed è quella che fa un po’ la differenza, che sposta. Da parte nostra sarà fondamentale gestire la partita, riuscire ad avere la possibilità di giocare nella metà campo avversaria, ma è ciò che faranno anche loro.

Cancelo ha voglia di Inter come Rafinha? Lo vede cresciuto dopo i problemi iniziali?
Secondo me sì, secondo me è molto contento di tutte le componenti che ci sono nell’Inter, della città, del tipo di squadra, che è splendida e magnifica sotto tutti i punti di vista. Cancelo è stato accettato bene, è stato anche sopportato nel momento in cui non aveva tutte le attenzioni di uno che fa parte di una squadra e ora è perfetto: si trova integrato benissimo, lo fa vedere e tutti applaudono la sua qualità. Credo sia contenta anche la sua famiglia perché ogni tanto si parla e si vede che è molto felice.

Com’è stata preparata la partita? Vedremo un’Inter che la aggredisce subito?
La partita è stata preparata in modo che noi sappiamo cosa dobbiamo fare, andare subito al sodo per avere un vantaggio. Queste cose le dobbiamo perseguire e mettere in pratica con assoluta convinzione che sia la strada giusta. Vogliamo avere la forza di giocare partite cosi importanti.

L’Inter senza coppe è meno abituata a giocare ogni tre giorni: adesso conta di più gestire determinate forze o che sono stati raggiunti degli equilibri con la stessa formazione nelle ultime tre partite?
Questa formazione è venuta un po’ anche “casualmente” in base al momento che stava attraversando la squadra, che stava uscendo, pensava cose differenti e aveva individuato quella che era la sua medicina. Si dice: “Se tu trovi la tua medicina, sei nelle condizioni di poter scegliere di non ricascarci più”, perché tu l’hai trovata. In quel momento lì si capiva e i calciatori ne hanno tratto beneficio, giocando hanno tratto insegnamenti, ma la squadra ha forza e noi non vogliamo avere vita facile. Ora ci sono tre trasferte e noi non vogliamo giocare tre partite in casa anziché fuori, ma dobbiamo avere la forza per giocare queste partite qui e noi ce l’abbiamo: contro chiunque, ancora di più se si chiamano Milan…







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